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Stt indebitata, il Comune di Parma vende azioni Iren

Il Comune di Parma tenta di salvare la mega holding Stt, e lo fa sbloccando l’alienazione di un’altra quota di azioni Iren pari nel complesso a circa 20 milioni. E’ quanto deciso, tra polemiche furiose con la minoranza e non solo, nel consiglio comunale di ieri. Stt è una delle principali società partecipate dal Comune, creata durante l’amministrazione Vignali per riunire altre partecipate in un’unica holding. Ma si tratta, soprattutto, di una delle società maggiormente indebitate tra quelle partecipate dal Comune di Parma. Proprio per tentare di far fronte all’indebitamento e al conseguente carico di interessi, oltre che per evitare il fallimento, l’amministrazione Pizzarotti ha deciso di autorizzare la vendita di altre azioni Iren – parecchie ne erano state già alienate dalla giunta Vignali – in attesa ch le banche si pronuncino favorevolmente sul nuovo piano industriale, e sulla conseguente ristrutturazione del debito.

Uno dei problemi riguarda la quantificazione del debito in questione, visto che ad oggi manca un bilancio consolidato del Comune e delle sue partecipate. Per ora, i numeri usciti dal consiglio comunale di ieri parlano di circa 12 milioni di azioni Iren, utilizzate per ottenere dalle banche nuova finanza per cinque milioni e 400mila euro, e fideiussioni per nove milioni di euro, necessarie per rimborso del credito Iva. Oltre alla vendita delle azioni Iren (la vendita formale potrà avvenire formalmente dal primo luglio 2015 ) il piano di ristrutturazione debitoria prevede la vendita dell’impianto sportivo del Quadrifoglio, dell’area di via Piacenza adiacente a Efsa e dei terreni di Alfa.

Lapidario l’amministratore di Stt Luigi Bussolati: “Per ottenere risanamento occorre cedere asset della società. Le azioni potranno servire per rientrare dal debito bancario, che oggi comporta interessi enormi di oneri finanziari. Il progetto è orientato in un’ottica liquidatori sia di Stt che delle sue partecipate. Per le operazioni occorrerà tempo, nel frattempo c’è bisogno di nuova finanza chiesta alla banche, per pagare i debiti e scongiurare pericolo di azioni che possono portare alla richiesta di fallimento della società. Alla fine dell’opera, se tutto va per il suo verso, dovremmo contenere la perdita di azioni in circa 20 milioni. Con le azioni che restano dovremmo pagare debiti nei confronti del Comune e restituire anche parte delle azioni”. Secondo Bussolati il fallimento non sarebbe la soluzione migliore, visti anche i rischi di responsabilità per il Comune. “Il mio compito è liquidatorio, l’obiettivo è chiudere le partecipate, hanno un costo enorme”. Al piano, va ribadito, manca ancora l’ok degli istituti di credito.

Deluso il consigliere Massimo Iotti del Pd: “Tutti qui i problemi delle Partecipate? Se questa è la soluzione, allora aveva ragione Vignali quando sosteneva che era tutta una montatura, e che in realtà si parlava di stime esagerate. In realtà ci rifugiamo nuovamente in vendite o facendo nuovo debito. Come del resto abbiamo sempre denunciato sarebbe accaduto. Questa scelta rappresenta una grande sconfitta”.

Marco Bosi, capogruppo dei 5 Stelle, sostiene invece che “non è vero che vendiamo azioni, sblocchiamo la possibilità di alienare,  è un piano per mettere in sicurezza tutte le partite. Le azioni Iren sono l’unico patrimonio di Stt: quali erano le alternative? L’errore è stato mettere il futuro delle partecipate nelle quotazioni di un titolo”.

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