HomeAttualitàStretto è il ponte, larga la via…Scilla-Tutino contro (la) Manghi-Cariddi

Stretto è il ponte, larga la via…Scilla-Tutino contro (la) Manghi-Cariddi

delrioGaleotto fu quel post ma non chi lo scrisse. E’ bastato un pungente pistolotto facebook di Federico Parmeggiani (tra i giovani più lanciati al netto del rapporto età-incarichi, con sedute in Coop Alleanza 3.0, Act e Iren Ambiente) in cui definisce la sparata renziana sul ponte di Messina “una cagata pazzesca”, memore del famoso commento fantozziano a proposito della Corazzata Potemkin, per far sì che la liquidità del dibattito social tracimasse negli equilibri e negli schieramenti interni del Pd.

Particolarmente acceso, tra gli altri, il confronto tra l’assessore Scilla-Tutino (costantemente allineato con la minoranza nella speranza che si ribaltino le percentuali) e la notaia consigliera comunale Cariddi-Manghi, pasionaria renziana sempre in sintonia con tutte le scelte del Premier, realizzate o soltanto annunciate. Come appunto in questo caso.

costa in riva al po

Il segretario Pd Andrea Costa, dopo il dibattito social sullo Stretto, ha preferito un momento di meditazione romita lungo le sponde tranquille del Po nella sua amata Luzzara…

Maura Manghi, circondata da No-Pont, prima di buttarla sul ritornello caro ai rottamatori, ovvero “il costo dei sogni”, ha anche cercato di districarsi in qualche tecnicismo storico. Tipo la frequenza dei traghetti, l’alta velocità, Calatrava e perfino il Golden Gate. Ma Mirko Tutino, appoggiato da un discreto numero di sostenitori, ha smontato pezzo per pezzo il costruendo ponte teorizzato per dare un senso all’uscita del Premier, semplicemente buttandola sul rapporto costi/benefici. Quella sana e razionale relazione tra conti e vantaggi spesso dimenticata specie in campagna elettorale.

Tutino così chiosa il suo sempre più marcato anti-renzismo: “Io credo che questa dichiarazione manifesti semplicemente la natura di un uomo e del suo progetto politico. Oltre alle alleanze sociali, economiche e politiche che intende sostenere”. Gelo tra gli altri potenziali tastieristi d’area che si astengono così dall’intervento. In attesa del 5 dicembre…

Ultimi commenti

  • L’uscita di Renzi sul ponte sullo Stretto non può essere derubricata all’ennesima reclame del novello Mastrota. Almeno due sono le letture possibili: la preoccupazione di una sconfitta al referendum e l’invio di un messaggio rassicurante ai suoi potenti sponsor

  • Un ponte avveniristico che colleghi Messina a Reggio Calabria non credo serva a molto, soprattutto visti i costi che si prospettano.
    Un ponte che colleghi l’Italia alla Sicilia potrebbe essere invece assai utile. Quindi, nell’ordine: facciamo delle strade e delle linee ferroviarie che dall’Europa conducano senza problemi e celermente a Reggio Calabria e delle strade e linee ferroviarie che da tutta la Sicilia portino a Messina.
    Poi la necessità del Ponte verrà da sé…
    Perchè se per arrivare in treno o in auto da Bari a Reggio Calabria ci impiego una vita, non sono le due ore che aspetto per la traversata che mi cambiano la vita…

  • Questa telenovela del ponte non mi piace, non so quale sia la strategia di Renzi in merito, però mi sembra inopportuna. Così come mi ha lasciato perplesso la battuta-citazione (la Napoli-Palermo) su del Del Rio. Credo invece che rimanga giusto quanto affermato tempo fa dallo stesso Del Rio: prima del ponte di Messina, sono prioritarie e necessarie altre grandi infrastrutture nel mezzogiorno e in particolare in Sicilia

  • Quanti negroni ha bevuto Renzi per promettere il Ponte sullo Stretto a un mese dal terremoto, con la gente ancora sfollata mentre non si sa nemmeno se l’unione europea ci darà l’ok per mettere fuori dal patto di stabilità il piano casa?

  • Matteo Renzi con l’aiuto del Ministro Graziano Delrio rilancia il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina! Ma questo Governo è già tanto che non lo faccia arrivare fino in Tunisia! Ridicolo, quando lo voleva fare Berlusconi loro dicevano che era inutile e dannoso, ora che non abbiamo i soldi neanche per la Sanità, il PD vuole buttare 12 miliardi per il Ponte, forse sarebbero investiti meglio dei 5 miliardi l’anno per i finti profughi, ma ci sono anche interventi più utili! Renzi a casa!