HomeAttualitàSilvia, rimembri ancor… La Prodi guida la carica dei neo-socialisti Dem

Silvia, rimembri ancor… La Prodi guida la carica dei neo-socialisti Dem

michele-emiliano-874285Il cerchio della sinistra potrebbe chiudersi: dal partito che fu di Camillo Prampolini ai neo-socialisti che potrebbero nascere dalla scissione interna al Pd guidata da Enrico Rossi. In mezzo ci sono stati (tra gli altri) il Pci, Rifondazione, i Comunisti italiani, il Pdup, il Psiup, il Pds poi Ds e infine il Pd. Per non parlare della federazione dell’Ulivo, mentore Romano Prodi.

E proprio la nipote dell’ex Presidente (del Consiglio e della Ue), Silvia Prodi (reggiana, consigliera regionale) guida la carica delle minoranze deluse dal liberalismo/democristianesimo vero o presunto del Rottamatore in cerca di rivincite.

Le posizioni sono ormai cristallizzate: le minoranze del Pd, unite come un sol uomo, ripetono che o ci sarà una conferenza programmatica, uno slittamento del congresso in autunno e un sostegno al governo Gentiloni fino al 2018, o se ne andranno.

cuperloveEnrico Rossi, Roberto Speranza e Michele Emiliano, pur con toni e accentuazioni diverse, lo hanno detto in coro all’assemblea di sabato mattina al teatro della Vittoria a Roma.

E’ stato lanciato a Renzi l’ennesimo ultimatum, con lo spettro della scissione ormai più che palpabile. Restano ancora poche ore, fino all’Assemblea nazionale del Pd di domenica mattina, per trovare una mediazione che accontenti tutti.

Ma le chances di evitare una clamorosa rottura appaiono molto esigue.

Ultimi commenti

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    #rivoluzionesocialista messaggio chiaro: nessuna questione di tempi congresso ma assenza alternativa credibile a @matteorenzi #inaccettabile

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    Il coordinamento dei segretari dei circoli PD della città di Reggio Emilia, impegnati nella campagna di ascolto e proposta degli iscritti ed elettori, esprimono la massima preoccupazione per la fase di discussione in corso negli organi dirigenti nazionali, facendosi carico e testimoni anche delle preoccupazioni emerse nell’ascolto degli iscritti.
    L’impegno, nel rispetto della responsabilità istituzionale, è teso a creare le condizioni per mantenere unito il PD. Si condivide, con il Segretario Provinciale Andrea Costa, l’invito a Renzi e a Bersani affinché, confrontandosi, si possa “tirare il freno e recuperare ragionevolezza”.
    Si chiede uno sforzo responsabile teso a ricucire un percorso politico e congressuale che consenta al PD di presentarsi, ai prossimi appuntamenti elettorali, con maggiori possibilità di ottenere consenso, recuperando le difficoltà emerse sulle problematiche del lavoro, della scuola, delle politiche economiche e fiscali.
    In questa fase prima il PD e li Paese, rispetto alle ansie sui destini personali e con la disponibilità a dialogare sui contenuti per l’azione futura.
    Già nel recente passato sono emersi un disagio e la necessità di un dibattito vero sulle scelte politiche del PD a livello nazionale e nell’azione di Governo, in un clima di condivisione unitaria utile a rafforzare il PD.
    Questa rimane l’esigenza a cui l’attuale discussione nazionale deve corrispondere, per evitare e contrastare ogni pulsione alla separazione, nella consapevolezza che una scissione, al di la della dimensione organizzativa ed elettorale, indebolirebbe drammaticamente il PD e la capacità del centro-sinistra di contrastare la destra nel nostro Paese

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    Ieri sera si è riunita la segreteria. Nessuno vuole la scissione e lo dice ad alta voce. A Reggio il PD resterà il PD. Lo diciamo mentre stiamo facendo 42 assemblee sul territorio, confrontandoci su sicurezza, lavoro e immigrazione: problemi che la gente sente. Siamo abituati così: se c’è un problema, ne discutiamo. Nel merito. Siamo una comunità politica che cerca di risolvere i problemi. Tutto il PD, anche quello nazionale, faccia questo: confrontiamoci, litighiamo sulle idee con cui presentarci al paese. Abbiamo troppa responsabilità per non agire con generosità. Sappiate che delle centinaia di interventi registrati nelle nostre assemblee, non uno ha auspicato la divisione del partito: il popolo democratico chiede unità, serietà, concretezza. E denuncia, anzi, il proprio dolore per la fase che stiamo attraversando. Dalle nostre parti si dice che per fer un fos ag volen do rivi, per fare un fosso ci vogliono due sponde: chiudiamo questo fossato riempiendolo di contenuti. Quei contenuti che sono la soluzione ai problemi della gente

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    Dico solo questo. Da testimone della gestazione del PD nella direzione dei DS, posso dire che fin dall’inizio questo nuovo partito aveva due enormi tare. La prima creava un partito nuovo formato da vecchi capi corrente di diversa estrazione che avevano i loro terminali nei territori provinciali; discutere non serviva a niente perchè tutto era preordinato dai vertici romani. La seconda tara: un partito di correnti il cui programma era quello di vincere le elezioni sconfiggendo Berlusconi e dando al paese un sistema bipolare. Mancava solo quella parte che riguardava gli italiani nel contesto europeo ed internazionale alle prese con la stagnazione economica iniziata negli anni ’90. Mancava la funzione principale di un partito. Il PD di Renzi ha assecondato le necessità delle corporazioni italiane più forti.

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    Ecco ! Ci voleva giusto n’altro Prodi a chiudere il cerchio (di fuoco).