Se il futuro (o la scissione) dei 5 stelle passano da Parma

A quanto pare passeranno ancora da Parma i destini del Movimento 5 Stelle. Sono in molti, in vista della riunione “di autocoscienza” convocata nella città ducale per domenica 7 dicembre, a vedere in questo appuntamento una sorta di “Leopolda Pizzarottiana” per lanciare il Movimento 5 Stelle 2.0. Soprattutto dopo le ultime polemiche tra il primo cittadino di Parma e lo “staff” che gestisce il blog di Grillo, seguite dalla diffusa aria di rivolta dovuta alle ultime due espulsioni di deputati (ex) grillini. Al centro di tutto – o magari all’origine – il risultato davvero magro delle elezioni regionali in Emilia-Romagna e Calabria dove l’astensione ha spento le stelle del Movimento ancora più di quanto non abbia fatto con le ambizioni di Pd e Lega. Ed è tutto dire.

Ma andiamo con ordine. Per avere un assaggio del clima all’interno del Movimento basta leggere la reazione di Pizzarotti all’annuncio a ciel sereno del voto online sulle espulsioni di Paola Pinna e Massimo Artini. Quest’ultimo, tra l’altro, era ed è atteso domenica 7 all’incontro parmigiano. Annunciando il suo voto negativo all’espulsione, ieri Pizzarotti scriveva così: “Pretendiamo il rispetto delle regole. E allora, a maggior ragione, dovremmo essere noi i primi a rispettarle. Se la votazione in corso non verrà revocata, come in altre occasioni è stato fatto, voterò convintamente No. Massimo Artini e Paola Pinna rendicontano ogni spesa come si evince dai loro siti personali, che sono andato a visionare personalmente per farmi un’idea oggettiva. Forse il loro grosso “errore”, in realtà, è aver fatto autocritica dopo le elezioni Regionali, e la critica si sa, fa male a chi ne ha paura, ma ha sempre fatto bene a chi vuole crescere e progredire. Ma ancora più grave è che chi si è arrogato il diritto di decidere le loro espulsioni, non sta rispettando regola alcuna che questo Movimento si è dato in Parlamento”.

Le votazioniancora Pizzarotti via facebookdovrebbero infatti passare prima da una decisione delle Camere unite e solo successivamente dal Blog. Non mi risulta che ci sia stata questa votazione o che ci sia un verbale in cui verificarlo. Sarebbe inoltre doveroso, oltreché corretto, fare esporre le considerazioni e le opinioni di Artini e Pinna a fianco della critica. Considerazioni che non hanno trovato spazio sul Blog. Inoltre la votazione senza la possibilità della replica e con informazioni parziali (“conoscere per deliberare!”), non ha nulla di democratico, ma assume gli aspetti più biechi dell’inquisizione in piazza. Sulla base di tutto questo mi chiedo: esiste un’Autorità con il potere di decidere oltre le regole che si sono dati i Parlamentari del MoVimento della Repubblica italiana? Chi è quest’Autorità e come possiamo chiedere che ci renda conto delle sue azioni cosi lontane dall’imparzialità?

In precedenza, mercoledì, Pizzarotti aveva replicato alla lettera – ripubblicata sul portale del leader del M5s – che lo metteva nel mirino per non aver combattuto la battaglia per la chiusura del termovalorizzatore di Parma, uno dei cavalli di battaglia della campagna elettorale del 2012.

Un blog “ormai ombra di se stesso e scritto dai “tuoi invisibili, ma ben noti cortigiani. Si attaccano le persone nascondendosi dietro la tastiera, senza fare autocritica quando la necessità è reale, vedi le elezioni Regionali”.

Per concludere il quadro, un paio di tweet significativi. Il primo è sempre di Pizzarotti: “Spero che qualcuno riprenda lucidità e si fermi in tempo. Non ho sacrificato parte della mia vita per vedere accadere tutto questo”. Segue quello del capogruppo M5S in consiglio comunale Marco Bosi: “Nonostante l’harakiri di qualcuno aumentano le adesioni per il 7 dicembre. Il Movimento ha voglia di confronto e buona politica”. E a quella data è rinviato il seguito della vicenda.

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