HomeAttualitàScioglimento Brescello mafiosa: pronto il ricorso

Scioglimento Brescello mafiosa: pronto il ricorso

VIA CRUCISLa sentenza choc (nonostante fosse ampiamente attesa in paese) dello scioglimento pet mafia del comune di Brescello produce già diverse conseguenze. A parte l’incredulità di tanti cittadini che fino all’ultimo hanno cercato di difendere l’onorabilità del loro comune, vengono sospese le previste elezioni amministrative di giugno per il ricambio di sindaco e consiglio dopo le dimissione anzitempo del primo cittadino Marcello Coffrini, avvenute in gennaio. Il decreto di scioglimento infatti conserva i suo effetti per un periodo che va dai 12 ai 18 mesi (eccezionalmente fino a 24) e in questo periodo il comune sarà gestito da tre commissari.

Nel frattempo i Coffrini padre e figlio, entrambi ex sindaci del paese di Peppone e don Camillo, non hanno intenzione di starsene con le mani in mano e continuano a difendere il loro operato e la trasparenza degli atti amministrativi rilasciati durante il loro mandato. Per questo stanno valutando l’ipotesi con un noto studio di legali romano di fare ricorso al Tar. Naturalmente il ricorso, qualora dovesse andare in porto, non rallenterebbe la macchina dello “scioglimento” decretata dal Consiglio dei Ministri dopo l’input di Angelino Alfano in seguito alle indagini della Prefettura di Reggio.

Foto in homepage a cura di Ubaldo Salsi Lay

 

Ultimi commenti

  • Il decreto di scioglimento di Brescello non giunge certo inaspettato. Crediamo che il nostro Governo abbia ben agito, esattamente nel solco tracciato a livello locale che ha portato alle dimissioni del sindaco e al commissariamento del Comune.
    A Brescello serviva una iniziativa straordinaria, anche a tutela di chi ha operato al servizio del bene comune con onestà. Lo Stato ha scelto di esserci. Gli ‘ndranghetisti ora sanno che anche qui, davvero, non si scherza.

    Le pulizie straordinarie di questo periodo di commissariamento saranno utili al futuro della comunità. C’è bisogno di voltare pagina e di pensare a un progetto nuovo. Innestandolo sulle gambe di chi ha dimostrato consapevolezza del problema e non ha paura di affrontarlo. Noi lo diciamo da subito: vogliamo essere di fianco ai brescellesi onesti per ricostruire, con loro, il futuro. Un futuro pulito e lontano da ombre, dove di nuovo Brescello sia il paese di Don Camillo e Peppone e non di Grande Aracri. Per questo già venerdì abbiamo scelto di far partire in paese la scuola di Legalità. Per questo nel fine settimana partirà la festa di Lentigione promossa dal Pd di Brescello.

    Combatteremo la ‘ndrangheta come sappiamo fare: unendo la comunità – che ancora, forse, non si è resa conto – in questa battaglia. Crediamo che quanti in queste settimane pensavano addirittura di ricandidarsi, accusando il PD di avere ordito trame politiche ai danni dell’amministrazione uscente, abbiano adesso modo di riflettere su ben altri problemi. Non è più questione di opinioni

  • Brescello è governata da 70 anni dallo stesso partito (PCI, PDS, DS, PD).

    Avrà mica colpa Berlusconi anche stavolta, eh ?