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Sblocca Italia, sparite Ti-Bre e Pontremolese

Ti-Bre e Pontremolese: c’erano una volta due opere infrastrutturali “strategiche” per il Parmense, lo Spezzino e la provincia di Mantova. C’erano, visto che nell’ultimo piano nazionale per le grandi e piccole opere che il governo finanzierà con lo “Sblocca Italia” sono sparite. Eppure in tanti, soprattutto nel Pd, negli ultimi anni avevano definito imprescindibili il raddoppio della ferrovia che da La Spezia porta alla Milano – Bologna attraverso la provincia di Parma e il prolungamento dell’autostrada Parma – La Spezia fino all’intersezione con l’Autostrada del Brennero.

La doccia gelata – e stavolta non c’entra la beneficenza – è arrivata con la presentazione dello Sblocca Italia da parte del ministro Maurizio Lupi. Si tratterebbe di rimettere in moto subito 21 grandi cantieri, con un investimento immediato di 200 milioni di euro, più altri 500 nel 2015 e poi 3 miliardi dal Fondo di coesione europeo 2014 – 2020.

Le due grandi opere che interessano il Parmense, nella lista non ci sono. Anzi, non c’è nulla che interessi l’Emilia-Romagna, se non un piano di eliminazione dei passaggi a livello sulla linea Bologna – Lecce. L’assenza di Ti-Bre e Pontremolese non solo significa che non arriveranno più soldi per i lavori, ma che pure gli stanziamenti già effettuati potrebbero essere revocati. Lupi conta infatti di recuperare gran parte dell’investimento per il suo Sblocca Italia dalla revoca di fondi da progetto ritenuti non strategici.

Il raddoppio della Pontremolese è un lavoro in corso da anni, fatto per stralci. L’ultimo avviato si concluderà a breve. Proprio per questo si attendevano nuovi fondi per passare ad un ulteriore tratto. Ma sia sul versante parmense che su quello ligure si è rimasti delusi. Il doppio binario serve per creare finalmente un corridoio su ferro fra il Tirreno e il Brennero, per portare le merci sbarcate a La Spezia fin nel cuore dell’Europa. Proprio il porto di La Spezia chiede da anni con forza di finire l’opera, necessaria per avviare una piena sinergia con l’interporto di Parma al Cepim di Fontevivo.

E non è più una priorità neppure la nuova autostrada da Parma a Mantova, completamento del corridoio Tirreno-Brennero su gomma. L’opera era già stata appaltata per un primo tratto, solo da Fontevivo a Trecasali. I lavori sarebbero dovuti iniziare quest’anno, ma adesso il destino dei cantieri appare quanto mai incerto.

Dai politici parmigiani e spezzini si sono già levate voci di protesta, insieme con la richiesta di un’azione urgente per ottenere il rifinanziamento delle opere in questione. “Siamo in un momento particolare e decisivo per la realizzazione dell’opera. Il definanziamento è stato un segnale negativo, solo un piccola parte delle risorse assegnate è stata recuperata sui lavori in corso a Osteriazza e sul nodo di Solignano. Ma nei prossimi giorni si avvierà la trattativa per il nuovo accordo di programma per il 2012 fra governo e Rfi ed è importante che chiediamo il reinserimento della tratta Parma-Vicofertile, un progetto già immediatamente cantierabile che in questo contesto di crisi può aiutare lo sviluppo” ha detto il presidente della Provincia di Parma Vincenzo Bernazzoli.

Se da un lato i risultati ottenuti negli anni precedenti depongono a favore della continuità dell’opera e dunque della realizzazione della tratta Parma – Vicofertile, come ha osservato Alfredo Peri, assessore alla Mobilità dell’Emilia Romagna  “è necessario aprire una nuova fase del lavoro del coordinamento sul Governo e per riproporre la questione sull’importanza di questo corridoio in sede europea”. Dello stesso avviso l’assessore alla Mobilità della Liguria Raffaella Paita, che ha evidenziato la necessità di un momento di approfondimento per “riprendere il filo del ragionamento sulla strategicità del corridoio, rilanciandolo a livello europeo a partire dal progetto dei territori che mette insieme puntualità e logistica”.

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