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Cinzia Rubertelli guida la carica dei civici trasversali

DSC01550Rispetto alla conferenza stampa di presentazione Cinzia Rubertelli, candidato sindaco dell’alleanza Grande Reggio-Progetto Reggio, si presenta più sicura e determinata. Dev’essere l’effetto della campagna elettorale che sta entrando nel vivo e, come dice lei, il contatto con quella società civile “sempre più stanca e scoraggiata che chiede a gran voce un cambiamento”. Di sicuro sono alle spalle i primi passi incerti di una imprenditrice e madre di famiglia che ha mosso i primi passi in politica. Quarantatre anni, amministratore delegato dell’azienda di famiglia (la Prati Group), un passato da presidente provinciale dei giovani Confapi e del Centro servizi delle piccole e medie imprese dell’Emilia Romagna, e un presente nel modo del volonatriato. E ora in politica. A trascinarla nell’agone è stato Primo Gonzaga, l’ex portavoce della lista che la settimana scorsa ha gettato la spugna. Lei invece è decisa ad andare fino in fondo, convinta che i tempi siano ormai maturi per un grande cambio anche a Reggio.

Rubertelli, da dove viene questo entusiasmo?

Viene dal continuo confronto con i cittadini. Le persone sono stanche di questa politica e dei partiti; c’è un grande senso di scoramento ma allo stesso tempo c’è voglia di partecipazione. Noi, che non proveniamo dal mondo dei partiti, vogliamo ripartire dall’ascolto delle istanze dei cittadini in un’ottica di servizio.

Le è un’imprenditrice. Come le è venuto in mente di buttarsi in politica? 

Credo che sia un dovere contribuire a costruire il futuro di questa città. Il mio ingresso in Grande Reggio lo devo a Primo Gonzaga, che mi ha fatto conoscere una realtà fatta di cittadini desiderosi di impegnarsi per la loro città. Sono rimasta molto colpita dalla voglia e dalla determinazione di queste persone. Poi, in marzo, mi è stato chiesto di candidarmi a sindaco e io dopo due giorni di riflessione ho deciso di accettare. Una decisione che non è stata dettata da calcolo politico o interessi personali, ma dal desiderio di dare una mano. Sono convinta che solo un gruppo coeso di persone possa riscattare questa città dal suo torpore.

Lei parla di un gruppo coeso, ma nelle ultime settimane avete perso dei pezzi. 

Se fa riferimento all’avvocato Porta e a Primo Gonzaga, sono state riportate notizie che non corrispondono a verità. Anzi, ci sono state polemiche di una povertà imbarazzante. La verità è che chi ha lasciato lo ha fatto per tornare ai propri impregni professionali, non c’è stato alcuno strappo.

Ammetterà però che qualche polemica c’è stata…

Al progetto collaborano molte persone e ci sono sensibilità diverse. Credo che sia normale che ci siano anche punti di vista differenti ma non è accaduto nulla che sia andato oltre un confronto libero e civile.

A proposito di polemiche, circolano voci di un possibile accordo con il Pd.

Noi siamo cittadini liberi e non vogliamo dipendere da nessuna segreteria di partito. Non abbiamo intenzione di fare nessun accordo con Pd né ora né in caso di ballottaggio. Risponderemo solo ai cittadini e a nessun altro, anche se le porte sono aperte a tutti e siamo aperti al dialogo.

Da sindaco quali sarebbero i primi provvedimenti che prenderebbe?

La prima cosa che farò sarà affrontare i temi del lavoro e dell’economia. Non è vero che l’amministrazione comunale può fare poco: se il rilancio economico è una priorità dobbiamo agevolare chi investe, dobbiamo ridurre la burocrazia e mettere a sistema le infrastrutture. Quello reggiano è un territorio che ha una grande vocazione manifatturiera e c’è voglia di investire, ma la politica negli ultimi anni  è stata distante. Basti pensare che a Reggio da molto tempo non c’è più un assessorato alle attività produttive. Vogliamo essere un’amministrazione forte in grado di fare da regia per gli investimenti, capace di fare sistema.

In conferenza stampa non aveva risposto. Ma la domanda è d’obbligo. Cosa pensa del Park Vittoria?

I cittadini hanno dimostrato di non volerlo, dunque l’opera non è da fare. Si tratta di una decisione imposta dall’alto che non risponde alle esigenze della città e che bloccherà per anni una zona già sofferente del centro. Peraltro è probabile che i costi si riveleranno molto più alti di quelli preventivati.

Chiudiamo con un pronostico. Come vanno a finire le elezioni?

E’ difficile fare un pronostico perché viviamo in un’epoca storica senza precedenti. C’è grande sofferenza e le persone sono molto stanche, per questo penso che ci saranno sorprese.

 

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