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Pdl in frantumi, rinasce Forza Italia. Ma non è il ’94

Rinasce Forza Italia. Ma non è il 94Si sprecano i paragoni con il 1994 nel giorno della morte del Pdl e della rinascita di Forza Italia. Ma il peso di un ventennio si sente tutto e sembra piombare tutto in una volta sulle spalle di Berlusconi al termine del suo intervento al Palazzo dei Congressi di Roma: stanco, quasi accasciato sul microfono, il Cavaliere chiude con il grido “libertà!” mentre il suo medico personale sale sul palco e gli ordina di bere un bicchiere d’acqua. Molti degli slogan del 1994, l’anno della “discesa in campo” sono ripetuti come se nulla fosse cambiato, ma nell’animo tutto è mutato. Perché proprio alla vigilia della battaglia finale, quella sulla decadenza, il partito del predellino è andato in frantumi sotto i colpi del delfino Alfano. E’ da un crepuscolo che risorge Forza Italia quando nel 1994 era, o sembrava, l’alba dopo la notte di Tangentopoli.

bbiamo bisogno di rinforzi perché siamo meno giovani e altri hanno preso un’altra direzione”. L’ex premier spiega poi le ragioni della fine del Pdl: “Il Popolo della libertà non comunicava più alcuna emozione”. Dunque è il ritorno ad un passato pieno di glorie che Berlusconi vuole contrapporre ad un cupo presente; vorrebbe riportare indietro le lancette dell’orologio il Cavaliere, tornare in campagna elettorale ed essere di nuovo il paladino della libertà contro la “sinistra illiberale”. Ma sa che non ha la forza per fare cadere il governo, non subito almeno e c’è ancora da affrontare il voto sulla decadenza e poi gli arresti domiciliari. 

E’ lo stesso Berlusconi ad essere tormentato dai dubbi. Perché se è vero che in caso di un’ipotetica alleanza tra Pd e Movimento 5 Stelle “molti di noi saranno costretti a espatriare e non potranno vivere in Italia”, non ci sono i numeri per dare una spallata all’esecutivo. Così, quando nomina il Nuovo Centrodestra – “non sono a riuscito a dormire per il dolore che mi ha provocato” – e la platea urla “traditori”, è subito costretto a smorzare il toni: “Dobbiamo trattare con loro nello stesso modo con il quale abbiamo rapporti con la Lega e Fratelli d’Italia”. 

Dopo un’ora e mezza di discorso, al Cavaliere trema la voce, mancano le forze. Quasi si accascia sul leggio. Il suo medico personale, il professore Alberto Zangrillo, interviene per sorreggerlo e gli passa un bicchiere d’acqua. Berlusconi esce per qualche minuto e poi torna sulle note dell’inno di Forza Italia, quello del 1994. Ma sono passati vent’anni ed è cambiato tutto. 

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