HomeAttualitàReport ICT: l’Emilia può (e deve) crescere

Report ICT: l’Emilia può (e deve) crescere

20160601_135749Università, banche, pubblica amministrazione, imprese private; a convegno per discutere del rapporto regionale 2015-2016 sull’evoluzione dell’ICT (tecnologie dell’informazione e della comunicazione) commissionato da Energee3 a due ricercatori universitari bolognesi, Dario Tuorto e Gianluca Passarelli (ora a Roma). Giornata di lavori introdotta dall’ad di Energee3 Armando Sternieri, con le relazioni dello stesso Tuorto e dei professori di economia Franco Amatori della Bocconi di Milano e Franco Mosconi dell’Università di Parma. Prima della girandola di interventi, tra cui quello del sindaco di Reggio Luca Vecchi.

20160601_142123Un report di luci e ombre che è diventato anche il “Libro bianco dell’ICT in Emilia-Romagna” edito da thedotcompany, già disponibile durante l’assise che ha visto interventi di natura storica sulla trasformazione industriale del Paese ma anche riflessioni sulle criticità esistenti in Italia e nello specifico sul nostro territorio che ancora impediscono quel salto di qualità tale da compararci alle realtà più innovative e competitive sul fronte imprenditoriale e tecnologico. In particolare la necessità di progettare assieme tra coloro che detengono i capitali e sono chiamati ad investire, i soggetti della formazione ed in particolare gli Atenei che sono all’avanguardia nella ricerca e nello sviluppo e naturalmente la politica chiamata a guidare, possibilmente prevedendole, le strategie complessive.

20160601_105557Il dossier parla chiaro: il 70% dell’economia moderna è basata sui servizi col 70% degli occupati ed i 3/4 del valore aggiunto lordo in Europa e l’interdipendenza tra imprese e servizi è destinata a crescere. Infrastrutture tecnologiche e servizi on-line sono fattori di sviluppo decisivi ma l’Italia investe in questo campo meno di altri Paesi anche se dagli anni ’90 qualcosa è cambiato. In Emilia Romagna durante la crisi il settore dei servizi ha sostanzialmente retto creando anche nuove opportunità in un quadro generale in cui le industrie in senso stretto sono cessate con una media superiore rispetto al dato nazionale. Le ICT sono cresciute (specie i segmenti “software” e “servizi informazione”) ma l’occupazione non è decollata.

20160601_110634Le famiglie della nostra regione utilizzano questo tipo di tecnologia in una percentuale più alta rispetto al dato nazionale; circa il 60% afferma di aver utilizzato internet negli ultimi 12 mesi. Ma come cittadini, solo il 30% si relaziona alla pubblica amministrazione attraverso l’online nonostante l’ampia dotazione di infrastrutture. Un dato in questo caso inferiore alla media nazionale. Mentre le imprese hanno un elevato gradi di digitalizzazione ma solo quelle di dimensioni medio-grandi. E l’e-commerce resta poco sfruttato specie nelle vendite online.

Se dunque il rapporto regionale/nazionale può per certi aspetti risultare soddisfacente, non si può dire altrettanto rispetto al rapporto con altri Paesi e regioni europee. La rilevanza economica dell’ICT, la dotazione internet ed il suo utilizzo restano al palo se confrontate con nazioni vicine. Dunque l’Emilia Romagna è in grave ritardo rispetto a contesti nazionale e regionali con cui si trova a competere su scala europea.

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INTERVISTE A TUORTO, DURETTI, CASTAGNOLI, VECCHI E MOSCONI

00’47” – Dario Tuorto (Università di Bologna)

3’31” – Sergio Duretti (CSP Torino)

5’24” – Giulio Castagnoli (BPER Services)

6’32” – Luca Vecchi (sindaco di Reggio Emilia)

7’46” – Franco Mosconi (Università di Parma)

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