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Regione, dal 2015 non ci saranno più di 10 assessori

La sede della Regione Emilia-Romagna

La sede della Regione Emilia-Romagna

E’ legge la riduzione a dieci degli assessori regionali dell’Emilia-Romagna, a partire dalla prossima legislatura, nel 2015. L’Assemblea legislativa ha approvato martedì in seconda e definitiva lettura il progetto di legge “Riduzione del numero degli assessori”, che modifica l’articolo 45 dello Statuto della Regione.

Oggi gli assessori sono undici, dopo la revoca di Sabrina Freda decisa dal presidente Vasco Errani, che ha assunto l’interim dell’ambiente e della riqualificazione urbana.

Il progetto di legge era stato approvato dall’Assemblea in prima lettura il 3 giugno scorso.

Il testo in realtà non fa altro che completare gli adempimenti normativi previsti dal Decreto legislativo 174/2012, in cui sono contenute disposizioni per il rafforzamento del coordinamento della finanza pubblica.

Il decreto sancisce che, a partire appunto dalla prossima legislatura, il numero massimo degli assessori regionali debba essere pari o inferiore a un quinto del numero dei componenti il Consiglio regionale. Essendo 50 i consiglieri regionali in Emilia-Romagna, il numero degli assessori non può essere superiore a  dieci.

La mancata attuazione, entro l’8 giugno 2013, delle previsioni di legge contenute nel decreto avrebbe comportato gravi conseguenze economiche e politico-istituzionali, dal momento che l’adozione degli interventi di adeguamento normativo costituisce condizione per l’erogazione di una quota di contributi erariali pari all’80% dei trasferimenti a favore delle stesse Regioni.

In occasione della prima lettura del 3 giugno scorso Andrea Pollastri (Pdl) aveva ricordato che circa due anni fa un progetto di legge a propria firma (a cui si accompagnò quella di Giovanni Favia), pur di contenuto analogo a quello dell’Up, fu bocciato dalla maggioranza, che votò il non passaggio all’esame in Aula degli articoli, secondo le procedure previste dal Regolamento interno dell’Assemblea.

Pollastri, ricordando che il testo presentato allora “anticipava ciò che puntualmente si sta verificando oggi”, aveva ripercorso il dibattito svoltosi due anni fa, puntualizzando che il proprio obiettivo non era solo quello della diminuzione dei costi, ma anche quello di una riorganizzazione più razionale delle deleghe, che, in ogni caso, si dovrà affrontare.

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