Flop affluenza, Modena si consola: 7 consiglieri

Profeta in patria, pur con un’astensione alle stelle. Stefano Bonaccini, neo presidente della Regione Emilia-Romagna, vince con distacco anche nella sua Modena ma non riesce a contenere l’ondata di diserzione dalle urne che ha contraddistinto queste elezioni. I votanti in città si fermano al 39,8% contro il 70% delle precedenti consultazioni.

Buono, comunque, il numero di consiglieri eletti in Assemblea legislativa. Da Modena ne andranno ben sette: 4 del Pd, uno del M5S, uno della Lega e uno di FI. Gli eletti sono  Palma Costi, Giuseppe Boschini, Luciana Serri e Luca Sabattini per il Pd, Giulia Gibertoni per M5s, Enrico Aimi per Forza Italia e Stefano Bargi per la Lega Nord.

A Modena e provincia il Partito democratico conquista il 47% dei voti, l’affluenza si ferma appena sotto il 39% con il 38,92% dei votanti. La Lega Nord diventa il secondo  partito con il 18% dei voti, Forza Italia scende al 7%. Il Movimento 5 Stelle si conferma al 14%. La sinistra tutta è ridotta ai minimi termini navigando tra l’1 e il 2%, segno che l’elettorato di Sinistra e quello di Forza Italia sono i maggiori assenti a questa tornata elettorale.

Non si può essere soddisfatti di una partecipazione così bassa”, ha riconosciuto lo stesso Bonaccini a notte inoltrata, quando ormai il suo successo era chiaro. “Sapevamo da un lato che avremmo pagato l’inchiesta sulle spese in Regione, ma dall’altro c’è un pezzo di Pd che ha voluto dare un segnale restando a casa”. Secondo Bonaccini “bisogna leggere lucidamente questo voto, il distacco da Fabbri rimane attorno ai 20 punti, non è questo in discussione. Ora abbiamo cinque anni per dimostrare di fare bene. Bisogna portare un grande cambiamento”.

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