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Primo Consiglio regionale, la Saliera eletta presidente

Il programma vero e proprio sarà presentato a metà gennaio, ma il primo Consiglio regionale della nuova legislatura – tenutosi oggi – è stata l’occasione per Stefano Bonaccini di ricordare i capisaldi del suo mandato di presidente: “Il lavoro sarà la nostra ossessione, insieme a lotta alle mafie e stop al consumo del suolo”. Quello di Bonaccini sarà un mandato all’insegna “della sobrietà”, garantisce il diretto interessato; in arrivo, inoltre, una “nuova sforbiciata” ai costi della politica in viale Aldo Moro, “sia per l’Assemblea sia per la giunta”.

La prima seduta è coincisa con l’elezione del presidente dell’assemblea. E’ risultata eletta Simonetta Saliera (vice presidente di Errani nella scorsa legislatura), già alla prima votazione nella quale erano richiesti i quattro quinti dei voti favorevoli (40 su 50 consiglieri). Vicepresidenti Ottavia Soncini (Pd, 32 voti) e Fabio Rainieri (Ln, 12). Matteo Rancan (Ln) e Yuri Torri (Sel) sono stati indicati come segretari del nuovo Ufficio di presidenza. Tommaso Foti (FdI) e Giorgio Pruccoli (Pd) eletti questori del nuovo Ufficio di presidenza.

Prendendo parola in aula, Saliera ha sottolineato come sia necessario “ricostruire quel legame di fiducia fra istituzioni e cittadini che è stato da tempo sottovalutato e che ha portato a farci avere percentuali di partecipazione elettorale molto preoccupanti per la credibilità dello Stato e non solo degli organi periferici”.

 

ACCORPARE LE PROVINCE?
Ridurrò le province da nove a quattro”. Questa la promessa del neo presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini che ipotizza alcuni accorpamenti: Reggio con Modena, Piacenza con Parma, Bologna con Ferrara e la Romagna tutta insieme (Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini). In questo modo l’Emilia-Romagna abolirebbe le Province già entro il 2017, anticipando la riforma costituzionale. “Dobbiamo metterci subito al lavoro per avere in questa Regione non più le nove province attuali ma al massimo quattro aree vaste” dice Bonaccini in merito al progetto di area vasta è stato introdotto con la legge 7 aprile 2014 e supera il concetto di provincia: i Comuni faranno riferimento ad un macro ente che gestirà bacini di cittadini molto ampi, coordinandosi con la Regione.

Quanto a Parma e Piacenza, l’intenzione finale sarebbe quella di accorparle con Modena e Reggio sotto l’egida della Grande Emilia. “Ma le due province vorrebbero restare fuori da questo quadro. Prima saranno accorpate tra loro: poi valuteremo altri passi in un secondo momento” spiega il neo presidente.

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