HomeAttualitàPrimarie Pd: rispunta anche il nome di Prodi

Primarie Pd: rispunta anche il nome di Prodi

“Avete fatto un bel casino” diceva Renzi, non immaginando quanto si sarebbe rivelato bello veramente. Da lì a 24 ore è scoppiato quello che è stato definito da ogni parte con termini come caos, tsunami e via dicendo. I due principali candidati delle primarie del Pd per l’elezione del nuovo consiglio regionale emiliano, Matteo Richetti e Stefano Bonaccini, sono stati iscritti dalla Procura di Bologna nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta sulle cosiddette “spese pazze” in Regione, provocando un autentico terremoto.

Richetti ha comunicato il ritiro della propria candidatura, nelle stesse ore, smentendo però ogni collegamento con l’inchiesta. Bonaccini ha confermato l’intenzione di non ritirarsi: “Si tratta – ha affermato il segretario regionale – di una piccolezza. Chiarirò tutto davanti ai pm”.

Ma di cose da chiarire ce ne sono anche adesso. E parecchie. Intanto, la riunione di direzione che avrebbe dovuto delineare i nuovi vertici del partito è slittata a martedì. Mentre nel vuoto lasciato da Richetti e nell’indebolimento di Bonaccini si stanno infilando le ipotesi più bizzarre. Il sito internet di Repubblica, ad esempio, paventa addirittura la discesa in campo dell’eterna carta di riserva Romano Prodi. Ed è ovvio che, a questo punto, possa tornare d’attualità il nome di Graziano Delrio. L’altra novità emersa a livello di ipotesi, nella caccia al non indagato, è quella del ministro Giuliano Poletti, cui si è affiancata la riconsiderazione della candidatura del sindaco di Imola Daniele Manca, stavolta con la piena e ufficiale investitura di Matteo Renzi. Ed ecco che l’altro candidato Roberto Balzani, forse temendo un colpo di mano da parte del partito, si è oggi affrettato ad affermare “se le primarie dovessero saltare, mi presenterei con una mia lista”.

Nel mentre, alla Festa Nazionale dell’Unità a Bologna, ieri è stata la serata della rabbia dei volontari. Parecchi i militanti furibondi nei confronti del gruppo dirigente regionale “per aver gestitto tutto malissimo”, tra frasi come “dobbiamo azzerare tutto” e altre tipo “se anche Bonaccini è indagato siamo rovinati”.

Chissà se questa mattina, dopo la notizia che nell’ambito dell’inchiesta “Spese pazze” in Regione sono finiti indagati tutti i capigruppo consiliari, il mal comune si sia trasformato in un mezzo gaudio.

Ultimo commento

  • nooooooooopopp
    prodi nooooooooopoppoooolooooooooooooolo
    tutto ma prodi noooooo