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Parma, la nuova moschea su un terreno donato dal Comune

Una nuova moschea, nei pressi dell’Efsa, su un terreno offerto gratuitamente dal Comune. E’ un’idea che il sindaco Federico Pizzarotti aveva già ventilato lo scorso agosto, e che ha ribadito due giorni fa in occasione di una visita al Centro islamico attualmente ospitato nell’ex capannone artigianale di via Campanini.

Come non era difficile immaginare, il progetto sta scatenando prese di posizione e resistenze. La Lega Nord di Parma ha già avviato una raccolta firme tra i cittadini per opporsi al progetto,mentre il Movimento Nuovi Consumatori preannuncia azioni legali qualora la cessione dei terreni venisse formalizzata.

In entrambi i casi, si garantisce che le reazioni non hanno nulla a che fare con la volontà di discriminare. L’accento è posto, invece, sulla gratuità del terreno concesso e su costi e problemi che i parmigiani potrebbero affrontare in seguito al nuovo insediamento.

Va ricordato che, finora, la magistratura ha giudicato illegittima la destinazione d’uso dell’attuale Centro islamico di via Campanini, contro il quale alcuni artigiani della zona avevano ingaggiato un’interminabile battaglia legale. Tuttavia, la comunità islamica di Parma ha speso tutti i risparmi per acquistare quel capannone. Da qui l’idea di garantire il terreno gratuitamente, mentre a farsi carico della costruzione di un nuovo Centro dovrebbe essere ovviamente la comunità attraverso le offerte dei fedeli o “sponsor” esterni.

 

L’avvertimento dei Nuovi consumatori

“Preannunciamo azioni legali nel caso in cui il Comune di Parma dia atto a quanto, per ora, solo pubblicamente annunciato.

La dazione in concessione gratuita di un’area appartenente al Demanio Civico, cioè appartenente ai cittadini, e quindi gravata dai cosiddetti Vincoli ad uso civico, costituirebbe pacificamente un abuso evidente, cosi come ha avuto modo di statuire la Cassazione ed una recentissima sentenza del Consiglio di Stato.

Ciò premesso sentiamo il dovere di annunciare che nel caso in cui il Comune di Parma adottasse una delibera in tal senso, il Movimento Nuovi Consumatori sarà costretto ad adire il Tar, depositare un Esposto alla locale Procura della Repubblica ed un altro Esposto alla Procura della Repubblica presso la Corte dei  Conti Regionale, in ordine al possibile danno erariale.
Non siamo contrari alla libertà di culto di ogni religione, ma riteniamo inaccettabile che debbano essere i cittadini a sobbarcarsi eventuali oneri, quando già la cittadinanza di Parma vive un’emergenza in ogni settore della vita privata e pubblica: e il caso di quasi mille bambini fuori dagli asili ne è un chiaro  esempio”.

 

La Lega Nord raccoglie le firme

“L’area individuata dal Sindaco (per la nuova moschea, ndr) sarebbe ubicata dietro la sede dell’Efsa, oltre la ferrovia, in una zona non ben specificata compresa tra via Reggio e via Vasari, con ovvi problemi di parcheggio e viabilità soprattutto in prossimità delle più affollate funzioni religiose.

Il tutto in barba – se non in frode – all’art. 8 della Costituzione – tanto difesa dal Movimento pentastellato –  che prevede che i rapporti tra le confessioni religiose e lo Stato italiano siano oggetto di accordi, denominati “intese”, tra le rispettive rappresentanze. È noto che la comunità islamica non ha mai firmato alcun accordo con lo Stato italiano e pertanto non si vede come possa un ente statale territoriale come il Comune di Parma accordarsi con la comunità musulmana locale per concederle aree di sua proprietà. Ciò che appare ancora più grave all’occhio ed alle tasche dei parmigiani è la gratuità della concessione: non si vede perché il Sindaco debba discriminare in questo modo i devoti di altri culti e togliere alle casse comunali quei proventi che si avrebbero dalla vendita dell’area e dai contributi per la modifica della qualità urbanistica.

Totalmente inesistente e non richiesto, invece, è il parere dei parmigiani: dopo la promessa elettorale della democrazia diretta e il flop della Giornata della democrazia, il Sindaco si impegna a concedere gratis l’area per la moschea senza interpellare i parmigiani, trascurando l’impatto sociale che la stessa può avere non solo sul quartiere di riferimento ma anche su tutta la città.

Proprio per sostenere la volontà dei parmigiani, la Lega Nord di Parma annuncia la raccolta firme contro laconcessione gratuita dei terreni comunali alla Comunità Islamica per la costruzione della moschea”.

 

Il Comune: “Finora niente di definitivo” –

“Le prese di posizione che si sono susseguite in questi giorni richiedono un chiarimento  solo allo scopo di riportare la vicenda della eventuale futura moschea alla semplice realtà.

E’ vero che il “centro islamico” non può restare a lungo nell’attuale collocazione all’interno dell’area artigianale di via Campanini. E’  vero che la comunità di Parma non può disinteressarsi del problema, cioè del diritto di tante persone che qui vivono, lavorano e pagano le tasse, ad avere un luogo di preghiera adeguato.

E’ vero che tra le soluzioni valutate dal Comune c’è quella di collocare la futura moschea in un’area  nella zona di via Reggio, non lontana dalla sede Efsa. Tutto il resto è basato su teorie, più o meno strumentali: non ci sono orientamenti definitivi in merito alla localizzazione; non sono in corso pratiche per destinare a centro islamico  (per la legge italiana si deve chiamare ipocritamente così) l’area di via Reggio alla quale si è fatto cenno; non sono ancora state stabilite le modalità di acquisizione o di cessione dell’area.

Tuttavia il problema esiste, e il Comune intende affrontarlo, per rispondere alla legittima aspirazione di migliaia di persone che vivono a Parma di costruirsi, a loro spese, un luogo di meditazione e di preghiera, in linea con le tradizioni di Parma, città aperta, libertaria e accogliente. Ogni decisione in merito, comunque, verrà presa alla luce del sole e nelle sedi deputate, con la trasparenza e la correttezza che essa richiede, e che l’attuale Amministrazione ha sempre garantito in passato e continuerà a garantire in futuro”.

Ultimo commento

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    Teoricamente sarebbe giustissimo lasciare fare moschee.

    Però, per come si comportano mediamente gli Imam in Italia, se la vadano a fare in una delle nazioni dove massacrano noi cristiani.