HomeAttualitàComing out di Otello Montanari dalla Boschi: sono un renziano della prima ora

Coming out di Otello Montanari dalla Boschi: sono un renziano della prima ora

otelloIn piazza Fontanesi, ad ascoltare Maria Elena Boschi, c’è anche chi non t’aspetti di vedere. Sta per compiere 91 anni, il prossimo 10 maggio, procede con passo lento, appoggiato al suo bastone e si accomoda a un tavolo, ad attendere che la sottosegretaria del governo Gentiloni prenda la parola. Nonostante l’età, lo spirito è quello, battagliero, di un giovanotto e le sue parole trasudano ancora una passione, vera, per la politica. Tanto che oggi andrà a votare alle primarie del Pd.

Stiamo parlando di Otello Montanari, partigiano, ex parlamentare del Pci, che nel 1990 lanciò il “Chi sa parli” sui delitti rossi nel triangolo della morte dopo la fine della seconda guerra mondiale. Un appello che cambiò la sua vita. “Voto Renzi, l’ho sempre votato – racconta – . L’ho sostenuto fin dal primo momento e continuerò a farlo. Non ho cambiato idea. Renzi ci può dare forza anche in Europa, e lo dico da questa piazza che è la più europea fra quelle di Reggio”. La passione, e l’interesse, verso la politica dei giorni nostri è ancora tanta. Lo si capisce quando Montanari parla. E l’approvazione per la direzione impressa da Renzi al Pd c’è tutta. “Rispetto Orlando, ma approvo il lavoro di Matteo Renzi. E’ pieno d’intraprendenza e crede nel partito. C’è bisogno del Partito democratico”.

Un endorsement, il suo, in piena regola. Un altro grande vecchio della sinistra reggiana e protagonista della Resistenza, come il 97enne Germano Nicolini non ha detto esplicitamente per chi voterà alle primarie, ma di recente lo ha fatto capire abbastanza chiaramente. “Quello che a me interessa – ha fatto sapere Nicolini – è che nasca nel Pd un certo equilibrio, non si annullano queste differenze nel giro di dieci o venti anni. Sono due culture che hanno bisogno di secoli per integrarsi politicamente. E allora io voterò per cercare un equilibrio”.

Proprio nei giorni scorsi il comandante partigiano “Diavolo” ha ricevuto nella sua casa di Correggio la visita del ministro della Giustizia Andrea Orlando, nel reggiano per un tour in vista della sfida alle primarie con Renzi. In quell’occasione Nicolini – condannato ingiustamente per l’omicidio di don Pessina e scagionato solo nel 1994, dopo aver scontato dieci anni di carcere – ha raccontato al Guardasigilli la sua vicenda giudiziaria e la sua battaglia per la verità.

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