HomePolitica“L’Italia, un Paese incapace di fare riforme eque”

“L’Italia, un Paese incapace di fare riforme eque”

Dall’evasione fiscale al riordino delle province: in Italia non riusciamo a fare riforme eque. A dirlo è il vicepresidente della Provincia Pierluigi Saccardi che non risparmi critiche al governo dei tecnici. Tecnici dagli interminabili curricula, ma incapaci di far di conto.

“Me ne sto accorgendo girando l’Italia per illustrare l’equometro, – attacca Sacardi – l’innovativo – e per l’appunto più equo – strumento elaborato dalla Provincia di Reggio Emilia al fine di accertare il reale tenore di vita dei cittadini ed evitare che, come spesso se non sempre accade, le risorse e gli aiuti del welfare finiscano a chi non le merita. Mentre il Governo continua a non essere in grado di quantificare il risparmio che si produrrà con questo ‘disordino’ delle Province (Italia Oggi parla di un “infinitesimale” beneficio economico che si otterrà grazie alla eliminazione da gennaio delle Giunte provinciali, soppressione che, di contro, “apre la stura a problemi operativi rilevanti… anticipando il cortocircuito organizzativo e istituzionale”), il Sole 24 Ore ci informa dei primi premi riconosciuti dal Ministero dell’Interno ai sindaci per le segnalazioni inviate dai Comuni all’Agenzia delle entrate nel 2011 ai fini della lotta all’evasione fiscale”.

“Al solo Comune di Maranello – il paese della Ferrari – arriveranno 399.000 euro, – continua il vicepresidente della Provincia – ovvero quanto il Municipio incassa con le tariffe degli asili-nido, tre volte tanto gli introiti della tassa sulla pubblicità. Inutile sottolineare che, anche in questo caso, l’Emilia-Romagna si conferma la regione più virtuosa: a maggio si è registrata una maggiore imposta accertata per 28,7 milioni di euro, frutto di oltre 16.000 segnalazioni comunali (Bologna ne ha inviate 1.251, Rimini 1.069). Solo in Emilia-Romagna, con la lotta all’evasione fiscale (lotta che peraltro avviene con strumenti ancora ampiamente inadeguati), si è dunque incassato quasi un terzo del presunto risparmio – molto presunto ribadisco –  che forse si otterrà in tutta Italia con questo polpettone di nuove Province. La stessa discussione in corso in Parlamento sulle detrazioni da tagliare attraversare eventuali franchigie, è una falsa discussione su un falso problema. Come al solito, si guarda alla quantità e non alla qualità. Perché se è vero, come purtroppo è vero, che la maggioranza delle dichiarazioni dei redditi è falsa e comunque non in grado di accertare il reale tenore di vita delle persone, consentire detrazioni (più o meno ampie non conta) a tutti allo stesso modo, non fa che confermare l’iniquità che è alla base del nostro sistema fiscale e, più in generale, del nostro sistema-Paese. Tecnici, o non tecnici…”

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