La leadership non si discute: Delrio alla direzione nazionale Pd

renzi-talent-macchiettistica-visione_3389a214-4212-11e6-baf0-94669b6671a4_new_rect_largeOrgoglio Pd per il “tanto che è stato fatto”, discussione sulla leadership ma senza esagerare, un po’ di sana critica interna ma soprattutto tanta retorica (in senso artistico) sul “Governo del fare” e su una generazione, la sua, che non sta alla finestra ma si butta nella mischia per cercare di cambiare il Paese. E’ senza traumi e senza strappi ma anche senza altisonanti acuti la prolusione di Graziano Delrio dal leggio-pulpito della direzione nazionale del Pd.

annusatrici ascelle

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Quella che resterà famosa, si fa per dire, per il ribadito slogan di Matteo Renzi, “se vincono i no al referendum, tutti a casa” e per la risposta della “minoranza”, riassumibile nella battuta di Cuperlo: “Matteo, esci da questo talent”. Eppure l’intervento di Delrio ha donato un breve ma intenso esempio di democristianità: critiche appena velate e generalistiche (al leader, alla base, agli amministratori) e come tali non declinabili, chiamata alla dignità d’appartenenza, invito a cogliere l’occasione del referendum per riscoprire la bellezza della nostra Costituzione, almeno della prima parte, elenco delle riforme e delle novità portate avanti strenuamente (dal lavoro all’immigrazione).

Insomma un grande concentrato che se non mette propriamente d’accordo tutti, di certo non scontenta nessuno. Matteo Renzi potrà anche passare, Graziano Delrio no.

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