In God we Trump? Reazioni emiliane all’election day

A DENTI STRETTI. Titolazione di Dagospia sulla disattesa promessa di Madonna

A DENTI STRETTI. Titolazione di Dagospia di ieri sulla disattesa promessa di Madonna… che qualcuno però aveva preso sul serio

C’è chi affida il proprio sconforto, o la propria gioia, a un tweet, e chi si lancia in disamine più circostanziate. Ma per la gran parte il mondo politico-intellettuale emiliano romagnolo appare tramortito e silente di fronte alla clamorosa vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali negli Stati Uniti. Tanti, soprattutto nel Pd, preferiscono probabilmente delegare il proprio pensiero agli imbarazzati leader politici nazionali, che avevano puntato tutto sulla Clinton e sui sondaggisti americani. Reazione opposta sul fronte leghista, dove siedono gli unici politici italiani ad aver sostenuto Trump fin dall’inizio e a dispetto di qualsiasi previsione di svantaggio.

Tra i più loquaci sulla scena regionale i politici reggiani. «L’America è una grande democrazia, ha scelto Trump a cui facciamo gli auguri di buon lavoro. Confermiamo la nostra amicizia al popolo americano, convinti che bisogna lavorare insieme per la pace e la stabilità del mondo». Il primo commento di peso, nonché il più diplomatico, targato Reggio Emilia sulla vittoria del neo presidente degil Stati Uniti arriva dal ministro dei Trasporti Graziano Delrio, ex sindaco di Reggio, intercettato dai cronisti mentre arrivava al centro Roma eventi per la manifestazione dei sindaci per il Sì al referendum.
Di diverso segno il tweet di Pierluigi Castagnetti, che esprime a parole quello che molti esponenti della sua area politica probabilmente pensano ma non osano e/o non possono dire. «Non resta che l’eccezione del governo di sx italiano. Coraggio!, populisti e presunti puristi di tutto il mondo unitevi! Potete farcela».
Altrettanto sarcastico e per nulla diplomatico il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, che se la prende con la sinistra “dur e pur”: «Per quelli che spostiamo l’asse più a sinistra… poi si svegliano con Trump».
Tra il rassegnato e il disperato il commento dell’assessora alla Partecipazione al Comune di Reggio Valeria Montanari: «Va bene, torno a letto stamattina. #Trump»
Di avviso totalmente opposto Gianluca Vinci, segretario della Lega Nord di Reggio, che su facebook posta un’ardita analisi del voto su base etnico razziale: «I giornalisti di tutto il Mondo non capiscono come ha fatto Donald Trump a vincere con il voto dei “Bianchi” quando Hillary aveva il voto degli “ispanici” e dei “Neri”, qualcuno di loro dovrebbe ricordarsi che si votava in America non in Africa, se lo sono ricorsati gli americani!»
Malinconica la consigliera regionale del Pd Ottavia Soncini, che posta una foto di Obama tra i coriandoli seguita da un «Thank you Mr. President».Soncini Obama

Infine, gli studenti americanidella Johns Hopkins University a Bologna si sono riuniti in un dibattito pubblico che Nanni Moretti avrebbe definito “di autocoscienza” per parlare del futuro del loro Paese. Non avevano immaginato neppure per un attimo che gli Stati Uniti potessero finire nelle mani di Donald Trump. Repubblicani o democratici poco conta: gli studenti di politica internazionale davano per scontato un quadriennio con Hillary Clinton alla Casa Bianca. Ma adesso devono fare i conti con il magnate di New York. I loro ragionamenti si sono incentrati sul tentativo di riappacificazione del Paese e su un Partito Repubblicano da rifondare. Ma i ragazzi, che hanno passato la notte davanti ai computer seguendo i risultati delle elezioni, sono poi rimasti di sasso. L’impressione prevalente è che il paese va incontro ad anni difficili e che dal 9 novembre nulla tornerà come prima. Forse.

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