Immacolata Defezione: il silenzio dei renziani prelude ad una scissione?

berlinguer.jpgIl Foglio, su cui scrive l’ex direttore “renziano” Giuliano Ferrara (che fino a ieri batteva l’Unità sulla strada del corteggiamento all’ex sindaco di Firenze), l’ha ipotizzato ma a chiare lettere.

Graziano Delrio starebbe mollando il suo ex nume tutelare Matteo Renzi al suo destino, dopo che il suo (quello di Delrio) era dipeso e non poco dal Rottamatore oggi Rottamato.

Così si spiegherebbe l’improvviso silenzio dei renziani reggiani, tonitruanti come pochi in fatto di Costituzione e di bellezza del cambiamento almeno fino alla vigilia del referendum, alle prese ore con una bocciatura popolare per certi versi imbarazzante ma anche con la necessità di attendere gli eventi per un eventuale ricollocamento nella geografia interna al Partito democratico. Ammesso e non concesso che Renzi esca davvero di scena (temporaneamente o per sempre).

La corrente già cattorenz, con qualche addentellato negli ex bersaniani, resta infatti potentissima (non in termini di consenso elettorale ma di peso politico ed economico) e Delrio ne è l’esponente visibile forse più rappresentativo e più spendibile. In grado di reggere al progressivo disamoramento di Renzi nei suoi confronti negli ultimi mesi tenendo comunque un profilo di fedeltà pubblica e cercando sempre di ricucire invece che strappare (vedi il discorso alla Leopolda VII).

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