HomeAttualitàPagliani ospite del salotto di Porro…il “Virus” dell’innocenza

Pagliani ospite del salotto di Porro…il “Virus” dell’innocenza

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Nicola Porro

Avrebbe dovuto essere l’anello di congiunzione tra la politica e il presunto malaffare edilizio, secondo un’accusa priva di elementi e dunque pubblicamente additato come aspirante amministratore in senso contrario al bene comune. La sua appartenenza al centrodestra e la sua opposizione che affondava radici lontane, avrebbe potuto (e dovuto) rappresentare la ciliegina sulla torta. Ora però il caso di Giuseppe Pagliani, forzista in consiglio comunale a Reggio e oppositore anche in consiglio provinciale, rischia di trasformarsi in un boomerang per lo stesso Pd. E più in generale per una larga fetta politica che lo aveva frettolosamente lasciato solo nei 22 tremendi giorni di prigionia in seguito al suo clamoroso arresto a fine gennaio 2015.

La contro-esposizione mediatica, ad assoluzione avvenuta, dopo quella avvilente dell’imputato nel processo Aemilia, gli sta restituendo non solo pubblica dignità ma lo sta trasformando anche in un martire della giustizia (o meglio dell’ingiustizia) e in un paladino del garantismo. Lasciando nell’imbarazzo gli oppositori che consideravano già archiviata la sua stagione politica e nel silenzio i detrattori interni al centrodestra che ora paventano un suo esponenziale rafforzamento. Ospite del giornalista Nicola Porro alla trasmissione “Virus, il contagio delle idee”, in onda in prima serata su Mamma Rai, Pagliani ha ben figurato.

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Una raggiante Donatella Prampolini in piazza S.Marco a Venezia

Impeccabile aplomb, nonostante la sua recente vicenda kafkiana, non si è lasciato andare a commenti sbracati sulla magistratura ma si è tenuto sulla linea della narrazione dei fatti e dei suoi stati d’animo, con un’asciuttezza che alla fine ha sintetizzato meglio di ogni altro registro dialettico, specie la dietrologia o il complottismo politici, da una parte la drammaticità di quanto gli è accaduto, dall’altra per estensione il rischio che può colpire ognuno di noi: “ancora oggi non ho capito per quale motivo mi abbiano arrestato – ha detto Pagliani – l’ordinanza della Dda ha interpretato in maniera folle la partecipazione a una cena con settanta persone che lavoravano nelle costruzioni,  quasi tutte meridionali, perché a Reggio la comunità cutrese è molto numerosa”. “Perché ci sono andato? Mi interessava sapere perché si erano interrotti i rapporti tra loro, che erano i fornitori, e le  cooperative. Una curiosità che ho pagato molto cara”.

Nel frattempo pende sugli equilibri del Pd in sala Tricolore, un ordine del giorno presentato dal consigliere di maggioranza Pierluigi Saccardi (e firmato da altri), il cui giudizio politico sulla vicenda non è mutato, sull’opportunità delle dimissioni dello stesso Pagliani dal consiglio comunale. Documento per ora congelato ma le cui sorti, e con esse il redde rationem nel partito, prima o poi dovranno essere decise.

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