HomeEmiliaGrillo: “Food valley alla diossina”. A Parma è bufera

Grillo: “Food valley alla diossina”. A Parma è bufera

AMMINISTRATIVE: DOMANI I BALLOTTAGGI, CON SPAURACCHIO GRILLOInutile negarlo, le sconfitte bruciano. E se ci si sente portatori di verità assolute, la tentazione di rovesciare il tavolo è forte quando si perde. Beppe Grillo, ad esempio, in uno dei suoi ultimi post ha commentato la sconfitta (perché questo è, politicamente) sulla questione inceneritore. E già che c’era ha investito frontalmente l’economia di un intero territorio. Quello di Parma, e non solo.

Le righe incriminate recitano così: “…una giornata particolare con il Pdl e il Pdmenoelle che esultano per l’accensione dell’inceneritore di Parma contro cui il M5s si è battuto usando ogni forma legale. Esultano per le neoplasie future degli abitanti di Parma, per il cibo avvelenato della Food Valley. Chi mangerà in futuro parmigiano e prosciutti imbottiti di diossina? L’inceneritore è inutile e brucerà rifiuti provenienti da ogni dove, ma loro sono contenti”.

 

Le reazioni
La bufera, prevedibile, si è scatenata con furia. Hanno reagito tra gli altri il ministro dell’Agricoltura Nunzia De Girolamo (“Grillo è un incosciente, le sue affermazioni sulla food valley e su due dei principali prodotti del made in Italy, come il Parmigiano-Reggiano e il Prosciutto di Parma, sono gravissime e prive di ogni fondamento”), l’Unione parmense degli industriali, i Consorzi di tutela dei due prodotti citati (Giuseppe Alai, Parmigiano Reggiano: “Un atto di terrorismo nei confronti dei consumatori”), Flai Cgil, Cia (Confederazione italiana agricoltori), Confagricoltura e Copagri.

A cui si aggiungono, naturalmente, le prese di posizione politiche: dal PdL a Roberto Ghiretti (Pu) e Maria Teresa Guarnieri (Ap), secondo i quali “Beppe Grillo evidentemente non ama la nostra città”. Dall’Udc al Pd, i cui parlamentari Pagliari e Maestri parlano di “farneticazioni”.

 

Sindaco e Movimento
Prudente l’intervento del sindaco Federico Pizzarotti. “L’impegno sarà quello di controllare in modo sistematico le emissioni prodotte dall’Inceneritore, al fine di tutelare la salute delle persone ed i prodotti della nostra terra.

La Pianura Padana è un territorio unico al mondo, ma anche uno dei più inquinati a causa di decisioni politiche scellerate, per questo è assurdo aver aggravato la situazione con la costruzione dell’ennesimo inceneritore. Oggi siamo a maggior ragione chiamati alla salvaguardia della Food Valley attraverso controlli costanti”.

Affermazioni che ricalcano quanto scritto nella lettera aperta alla città all’indomani della partenza dell’inceneritore. E che, pur tradendo un certo imbarazzo per la sparata arrivata dal blog del capo politico del movimento, evitano da un lato di sconfessarlo, dall’altro di trascinare i capisaldi dell’economia della food valley nella polemica sull’inceneritore. Al contrario: è come se Pizzarotti volesse rassicurare i consumatori, garantendo nonostante tutto sulla salvaguardia dell’agroalimentare made in Parma. Una posizione “governista”, da amministratore accorto, che fa rima con altre simili negli ultimi giorni su Porcellum e governo.

Di segno ben diverso le reazioni, per ora in ordine sparso, di altri esponenti locali del M5S. Per i quali, in sostanza, “Grillo ha detto la verità, che il re è nudo” e “Chi è che produce diossine? Grillo o l’inceneritore?” Posizioni molto più vicine al mondo perfetto del leader, dove le mezze misure non esistono e le sfumature non fanno parte della realtà. Dove, ad esempio, poco importa che il disciplinare del Parmigiano-Reggiano comprenda un territorio che da qui arriva a Bologna. Compresa Reggio, che il suo inceneritore l’ha spento.ince pr

Dove nemmeno si aspettano prove, dati certi sulla quantità di sostanze nocive nei cibi prima di emettere sentenze di condanna. A che serve? Basta una semplice equazione, un po’ di intuito e via: l’invettiva, preventiva e profetica (di morte e sventura, perché l’indignazione porta più voti delle rassicurazioni), è servita. E pazienza per il rischio di travolgere aziende e posti di lavoro. Che mai sarà di fronte all’accensione di un forno che Grillo e il suo movimento, pur promettendolo, non hanno potuto impedire?

E qui torniamo all’inizio, alla sconfitta di una promessa rivelatasi impossibile. Era stato sempre Grillo a dire che per accendere l’inceneritore sarebbe stato necessario “passare sul cadavere di Pizzarotti”. Poi l’impianto è stato acceso, il sindaco sta benissimo ma un cadavere lo si è voluto fabbricare per forza. Allora perché andare al risparmio? Si profetizzi la morte di tutta la food valley e della sua economia, nessuno escluso. Comodo, facile ed efficace.

Con un “megafono” come questo forse è facile vincere le elezioni. Ma una cosa è sicura: governare Parma sarà sempre più difficile.

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