HomeAttualitàFine delle trasmissioni? L’incerto futuro di Teletricolore

Fine delle trasmissioni? L’incerto futuro di Teletricolore

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L’esito era già scritto dopo 7 anni di ammortizzatori sociali durante i quali non è mai stato presentato un piano di ristrutturazione aziendale limitandosi ad indicare esuberi di personale anche dopo una sua sensibile riduzione. Nel silenzio quasi generale della politica e delle istituzioni, a parte qualche voce isolata.

Alla vigilia di un incontro in Regione (venerdì 29) in cui si dovrebbe discutere di ulteriori ammortizzatori sociali da applicare ai dipendenti di Rete 7 (giornalisti, tecnici e amministrativi) in vista di un loro passaggio all’editore cremonese Pierluigi Baronio (ma non è ufficiale), l’azienda ha comunicato la cessazione delle attività redazionali di Antenna 1-Modena (da mercoledì su quel canale sono in onda le trasmissioni di Bologna) e da lunedì 1 febbraio analoga sorte dovrebbe toccare a Teletricolore-Reggio con conseguente trasferimento di tutti i dipendenti nella sede di Bologna (si parla di “disattivazione degli impianti relativamente alla testata giornalistica”). Non è ancora chiaro però se da quella sede potrà avvenire o meno la copertura giornalistica dalle due province in questione.

MONOSCOPIO

“Monoscopio mon amour” (Teomondo Scrofalo, opera multimediale, 2026)

Ufficialmente la chiusura di Reggio e Modena avviene nell’ottica di ridurre il costo dell’affitto di banda non avvalendosi più di 2 delle 3 frequenze sul Mux del Canale 42. Ma all’orizzonte ci sarebbe una “ristrutturazione” che prevede l’uscita definitiva della famiglia Spallanzani dall’attività editoriale (annunciata da tempo), la cessione del personale (ma sotto ammortizzatore sociale) ad un soggetto terzo e la possibile vendita delle frequenze ad un soggetto quarto. Di concreto per ora c’è stata attraverso la formula della cessione di ramo d’azienda, il passaggio delle frequenze dalla società Rete 7 alla società Antenna 1, partecipata dalla prima al 100%.

Il resto, che sia la fine o un nuovo inizio, resta da scrivere.

Ultimi commenti

  • “Con la decisione di spegnere il tg di Antenna 1 viene a mancare una voce importante del panorama dell’informazione locale modenese che, per anni, è stato uno dei più ricchi e diversificati a livello nazionale. Cancellare un telegiornale rappresenta sempre un impoverimento per tutta la comunità, in particolare quello di un’emittente che da ben trentacinque anni, dall’esordio delle televisioni locali nel nostro Paese, ha raccontato le vicende dei modenesi. Siamo vicini ai lavoratori che, in questi anni, pur tra difficoltà via via più palesi, hanno continuato a produrre un notiziario di qualità. Auspichiamo che vengano tutelate le loro professionalità”.

  • Proprio ieri ho appreso dalla stampa reggiana on line dell’ipotesi concreta e prossima di chiusura dell’emittente televisiva locale Teletricolore, e’ una notizia molto negativa perché chiude una emittente televisiva storica del nostro territorio provinciale. I mezzi di comunicazione sono uno strumento prezioso di democrazia, tanta gente nella nostra provincia e’ storicamente legata al l’emittente cattolica Reggiana. La solidarietà piena va ai giornalisti, e l’appello e’ rivolto all’imprenditoria locale, se la famiglia Spallanzani, che stimo profondamente, ha deciso di cedere il passo è di ridurre il numero delle proprie emittenti locali, e’ giusto che altri che hanno a cuore le nostre città’ e provincia si prodighino per trovare una soluzione. Anche una società’ mista, con all’ interno operatori e giornalisti oltre ad imprenditori e professionisti reggiani che possano garantire la sopravvivenza della storica emittente Reggiana. Questo appello vuole coinvolgere chiunque ha nel proprio animo la passione e l’amore per la nostra terra, abbattendo steccati ideologici ad oggi sempre più’ inutili ed antistorici

  • Ho appreso con dispiacere e preoccupazione della decisione della proprietà di E’TV-Antenna 1 di cancellare il telegiornale modenese.
    Al dispiacere per il venire meno di una voce storica dell’informazione modenese, che da decenni contribuisce ad arricchire il panorama dei media locali – ha sottolineato il sindaco – si aggiunge infatti la preoccupazione per la sorte dei lavoratori, già da troppo tempo sospesi nell’incertezza. Chiediamo alla proprietà – prosegue Muzzarelli – di dare risposte certe, sin dal tavolo istituzionale convocato per domani in Regione, evitando tattiche dilatorie che si trascinano ormai da anni e facendo ogni sforzo perché la voce di Antenna 1 non si spenga