HomeBolognaRegione, arriva la Finanza: indagati i 9 capigruppo dell’Assemblea

Regione, arriva la Finanza: indagati i 9 capigruppo dell’Assemblea

Finanza in Regione
Finanza in Regione

Finanza in Regione

Indagati tutti i nove capigruppo dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna. E’ il primo risultato dell’inchiesta condotta da un anno da parte della procura di Bologna in merito all’utilizzo dei fondi pubblici destinati ai gruppi consiliari.

Nel registro degli indagati sono finiti i capigruppo di Pd, Pdl, Lega Nord, Idv, Movimento 5 Stelle, Gruppo Misto, Fds, Sel-Verdi e Udc, vale a dire chi ha gestito i budget e firmato i rendiconti delle spese sostenute dai consiglieri nella legislatura in corso: rimborsi che la Procura ritiene illeciti.

Il numero degli indagati potrebbe salire nei prossimi tempi con il coinvolgimento dei consiglieri che abbiano eventualmente utilizzato fondi pubblici per fini privati. Va comunque ricordato che l’indagine è tuttora in fase iniziale, e che le posizioni dei capigruppo Marco Monari (Pd), Luigi Giuseppe Villani (Pdl), Mauro Manfredini (Lega Nord), Silvia Noè (Udc), Gian Guido Naldi (Sel), Andrea Defranceschi (M5S), Liana Barbati (Idv), Roberto Sconciaforni (Fds) e Matteo Riva del Misto potrebbero essere diversificate tra loro e potranno comunque cambiare in funzione di ciò che ciascuno riuscirà o meno a giustificare.

Pare infatti che all’interno dello stesso gruppo vi siano consiglieri che non hanno badato a spese e altri che hanno avuto invece comportamenti più sobri. Nelle quasi 40mila voci analizzate negli ultimi 12 mesi dai finanzieri non mancherebbero spese originali che poco hanno a che fare col funzionamento dei gruppi. È il caso di scontrini relativi a profumi, medicine, forni a microonde, altri elettrodomestici e libri di narrativa. Che l’inchiesta sia ormai alle battute finali è un fatto confermato in ambienti investigativi e avvalorato dalla visita a sorpresa di ieri della Finanza in Regione.

Visita che si è soffermata in particolare sulle consulenze. Scopo degli inquirenti è capire quale sia stato l’esito effettivo degli incarichi esterni e interni che pesano sui budget dei gruppi per centinaia di migliaia di euro l’anno.

L’ipotesi è che in alcuni casi si tratti di consulenze camuffate, relative a questioni curiose e materie sorprendenti. C’è poi il sospetto che alcuni collaboratori abbiano lavorato più per il partito che per il gruppo: ipotesi che ricadrebbe nel finanziamento illecito ai partiti. Per questo i finanzieri hanno parlato a lungo con i responsabili di segreterie e tesorerie e acquisito documentazione, mentre i consiglieri sono stati invitati ad accomodarsi fuori.

Alcuni capigruppo si sono trincerati dietro a un secco no comment, mentre altri come De Franceschi, Monari, Manfredini e Barbati si dicono tranquilli e convinti di non aver violato nulla.

Nessun commento

Siamo spiacenti, il modulo di commento è chiuso in questo momento.