Pizzarotti schiaccia il M5S. Ora è testa a testa con Scarpa

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Parma, Grillo e Pizzarotti ai “bei” tempi andati

Alle elezioni comunali di Parma le urne hanno dato alcuni verdetti chiari già al termine del primo turno. Con un’affluenza in netto, ulteriore calo – meno del 54%; nel 2012 al primo turno aveva votato il 64,55% e nel 2007 il 74,61%: un 20% di votanti in meno nel giro di due tornate elettorali, con una perdita secca di dieci punti percentuali ogni cinque anni – il sindaco uscente Federico Pizzarotti (ora sostenuto dalla lista civica Effetto Parma), a scrutinio quasi concluso molto dopo l’alba, è in testa con il 34,72% dei voti. Ma lo sfidante Paolo Scarpa, vincitore delle primarie del centrosinistra appoggiato dal Pd senza esservi nemmeno iscritto – lo tallona da vicino. Nonostante sondaggi ed exit poll (che pure hanno centrato la previsione del ballottaggio tra i due, in programma il 25 giugno) avessero indicato un divario di 10 punti percentuali, Scarpa è arrivato al 32,75% (1500 voti di scarto con Pizzarotti) nonostante un Pd al di sotto del 15%. La partita è apertissima, con Laura Cavandoli di Lega Nord, Forza Italia e Fratelli d’Italia arrivata terza con il 19,3%. Per la prima volta nella storia di Parma, la candidata leghista porterà il Carroccio all’interno del consiglio comunale. Quarto, a notevole distanza, il candidato ufficiale del M5S Daniele Ghirarduzzi con il 3,18%, che non ha nemmeno la certezza di vedere il ritorno delle cinque stelle nel Comune della capitale ducale (anche se, con più del 3%, una concreta possibilità in questo senso esiste). Una vittoria completa, in questo caso e comunque finisca, da parte dell’“eretico” Pizzarotti sul movimento da cui era uscito in polemica un anno fa dopo parecchi mesi di tensione.

Piacenza e gli altri Comuni dell’Emilia-Romagna
L’affluenza in calo è una costante in tutto il territorio regionale, dove oltre a Parma si votava in un altro capoluogo – Piacenza – e in altri Comuni minori, alcuni dei quali al di sopra dei 15mila abitanti come Budrio, nel bolognese, e Vignola in provincia di Modena. A Piacenza capoluogo si è recato a votare solo il 56,39%, poco più della metà degli aventi diritto. Poco meglio è andata in provincia: a Carpaneto ha votato il 60,53%, a Bettola il 61,68%, a Monticelli il 58,59%, a Villanova il 67,74%.
Anche a Piacenza sarà ballottaggio, tra Patrizia Barbieri del centrodestra (34,78% dei voti) e Paolo Rizzi del centrosinistra (28,19%). Al terzo posto si piazza il civico Massimo Trespidi (Area popolare, ex presidnte della provincia) con il 13,71%, solo quarto il pentastellato Andrea Pugni (9,12%). A Villanova è stato eletto al primo turno Romano Freddi della lista civica Vivere Villanova. A Bettola ha ottenuto il successo Paolo Negri, a Carpaneto Andrea Arfagni, a Monticelli Gimmi Distante. Freddi è l’unica riconferma, mentre per gli altri si tratta del primo mandato.

A Budrio, in provincia di Bologna, l’affluenza non è arrivata nemmeno al 60%: su 14.748 votanti, infatti, si sono recati alle urne 8.750 cittadini il 59,33%. Un numero in calo rispetto alle ultime comunali, quando era andato alle urne il 69,53% dei cittadini. Sarà ballottaggio tra il sindaco uscente Giulio Pierini di centro sinistra, che arriva al 44,64% dei voti, e Maurizio Mazzanti che corre per la lista civica Noi Budrio e guadagna il 36,14%.

Nel modenese, Vignola va al ballottaggio, con il candidato del centrodestra in vantaggio, Castelnuovo ha eletto Paradisi candidato del Pd. Pd che invece perde, dopo l’esperienza di governo con il sindaco Turci, il comune di Novi dove è stato eletto il civico Diacci. Il 25 giugno i vignolesi saranno nuovamente chiamati alla urne per scegliere il loro sindaco con una griglia i partenza che vedrà il candidato sindaco di centrodestra Pelloni, forte del suo 34% di voti ottenuti contendere il municipio alla candidata del centrosinistra sinistra Covili che ha registrato il 31,2 %. Si chiude così, nonostante il 21% delle preferenze, l’esperienza da sindaco di Smeraldi, primo cittadino uscente che evidentemente non ha confermato la fiducia dei vignolesi che lo avevano eletto alle precedenti elezioni.  I grillini non arrivano al 10% con Rocchi che incassa il 7,4% chiudono la classifica i candidati Rubbiani con il 2,9 e Morselli con il 2,8%.

Non ci sarà bisogno del ballottaggio a Comacchio, provincia di Ferrara, dove Marco Fabbri eletto cinque anni fa sotto le insegne del M5s, poi espulso) è infatti riuscito, sia pure di stretta misura, con poco più del 50%, ad essere confermato al primo turno.

Il sindaco uscente di Riccione Renata Tosi, sfiduciata dalla propria maggioranza, dovrà vedersela al ballottaggio contro la candidata del Pd Sabrina Vescovi. Le due (quando mancano ancora i dati definitivi) sono arrivate poco distanti, 36% a 34%, ma ben lontane dalla soglia del 50%. E’ stato determinante il candidato centrista Carlo Conti, sostenuto dalla fetta di maggioranza che ha fatto cadere la Tosi, attestato attorno al 16%. Meglio che altrove, ma lontanissimo dal ballottaggio, il M5s con il 13%.

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