HomeAttualitàE’ Trump! Ha vinto il ciuffo ribelle della maggioranza silenziosa. Lunga vita alle “chiacchiere da spogliatoio”

E’ Trump! Ha vinto il ciuffo ribelle della maggioranza silenziosa. Lunga vita alle “chiacchiere da spogliatoio”

trump

Sborn in the USA, ubriachi di nuovo. Il magnate senza peli sulla lingua (metaforicamente parlando) è il nuovo presidente degli Stati Uniti d’America. Contro l’establishment, contro il già visto. Il politicamente scorretto ce l’ha fatta, in barba ai pronostici: battuti i secchioni, le maestrine dalla penna rossa e i professoroni con la boccuccia a culo di gallina e il ditino alzato. Sconfitti “Billary”, gli Obama, la sboccata Madonna, il menestrello Springsteen, l’insolente De Niro, i sondaggi farlocchi, le femministe fuori dal tempo e i radical-chic dei giornaloni e del circo hollywoodiano. Una lezione per l’Europa? Un “aridatece” Berlusconi?

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Qui sotto, una cronaca dal Corriere.it

Contro le previsioni della vigilia, Donald Trump ha trionfato alle elezioni presidenziali americane e da gennaio sarà il 45esimo presidente degli Stati Uniti. Il risultato del voto non lascia molti margini di dubbio: il tycoon ha conservato le roccaforti repubblicane, ha vinto il confronto negli swing state – in particolare in Ohio e Florida – ed è persino riuscito a fare propri alcuni Stati che sulla carta erano già conteggiati in quota ai democratici. Il quadro è impietoso per Hillary Clinton e il fronte liberal: dopo otto anni di presidenza Obama, il nuovo inquilino di 1600 Pennsylvania Avenue tornerà ad essere un membro del Great Old Party, per quanto fuori dagli schemi e arrivato al successo malgrado l’ostracismo di una parte del suo stesso partito.

statua liberaClinton ha scelto di non commentare a caldo la sconfitta. Ha lasciato il compito al capo della sua campagna elettorale, John Podesta, che ha provato a rassicurare i supporter spiegando che «il voto è ancora aperto», che i risultati sono ancora «too close to call», troppo incerti per poter attribuire loro un valore. Ma un quarto d’ora più tardi l’ex segretaria di Stato ha telefonato a Trump e gli ha riconosciuto la vittoria, ricevendone in cambio una citazione all’inizio del discorso del trionfo: «Ringrazio Clinton per quello che ha fatto per il Paese, e lo dico veramente. Ora superiamo le divisioni». Del resto non sarebbe stato realistico pensare di ribaltare, magari con un riconteggio dei voti evocato dal suo staff, un risultato pesante come un macigno che travolge tutto l’establishment democratico: i repubblicani non solo hanno vinto la corsa alla presidenza, hanno anche conservato la maggioranza sia al Senato sia alla Camera dei rappresentanti e si ritrovano dunque di fronte alla prospettiva di almeno un paio d’anni di potere istituzionale assoluto. A questo punto è pure da escludere che la Corte Suprema possa avere una maggioranza progressista, come avrebbe voluto Obama se i senatori non si fossero messi di traverso: il giudice vacante sarà nominato da Trump e sarà di certo un conservatore.

Trump ha conquistato 290 grandi elettori, venti in più rispetto a quelli necessari per garantirsi la maggioranza e di conseguenza l’elezione formale a presidente degli Stati Uniti nella riunione del collegio elettorale del prossimo dicembre. La sua avversaria si è fermata a 218. Trump ha chiuso in volata, incamerando i seggi elettorali di Stati come l’Alaska e l’Arizona, in cui i repubblicani sono da sempre prevalenti; e di altri, come il Wisconsin, il Michigan e la Pennsylvania, che sulla carta erano dei democratici ma che stavolta sono passati con «The Donald». Anche il voto popolare, vale a dire il consenso complessivo raccolto su scala nazionale al di là del meccanismo di assegnazione dei grandi elettori su base maggioritaria e territoriale, conferma lo stato di grazia di «The Donald»: l’alfiere dei conservatori ha messo insieme il 47,9% delle preferenze, contro il 47,3% della sua contendente.

Ultimi commenti

  • elezioni presidenziali USA. Il peggio sta accadendo. Povero mondo

  • Non sono americano, non vivo negli Stati Uniti, non ho la minima idea delle ragioni per cui Trump sia stato eletto Presidente, ma una ragione ci sarà. Non mi pare possibile che improvvisamente un popolo impazzisca. #USA #Trump

  • Facciamo ancora in tempo a candidare Sanders al posto della Clinton?

  • Il vero vincitore di queste elezioni USA rimane lui: Chicco il Maratoneta

  • La democrazia più grande del mondo ha scelto. Ma è un film, non vi preoccupate. Poi la Cia lo fa fuori. Intanto, in galera le donne che abortiscono, che bisogna difendere la famiglia tradizionale cristiana, e a casa a far la calza le altre. Al massimo in un bordello. E se sei povero è colpa tua, dunque se ti ammali, ti arrangi. E fuori gli stranieri. Trump è tedesco, in fondo. Il film s’intitola: “Un puttaniere alla Casa Bianca”. Ma è, appunto, un film, non vi preoccupate. Dallas insegna

  • Comunque le elezioni americane devono farci aprire una riflessione sulla ininfluenza degli strumenti di comunicazione che in usa avevano tutti (anche quelli di dx i tradizionalmente repubblicani) sostenuto la Clinton o cmq non sostenuto Trump. ..dovremmo farla.
    Cioè è finita l’era dell’uomo invisibile?
    Che ritorni il bisogno di una nuova capacità e azione relazionale della politica?
    Si ama e si sostiene solo ciò che si sperimenta che si sente più umanamente vicino..sulla pelle (il corpo nudo direbbe Agamben)..certo c’è il rischio che la ‘pancia sia più influenzabile della testa”…però non serve
    1.pensare :tutti sono irresponsabili o impolitici
    2.chi se ne fotte della partecipazione.(come.da più parti sento dire)
    Ultima considerazione la gente non dichiara ai sondaggisti la verità, anzi dice l’opposto..come se si dissociasse tra ciò che razionalmente vorrebbe fare e ciò che visceralmente sente

  • Non bastava la peggior campagna elettorale americana di sempre. Ora dobbiamo pure sorbirci il floriilegio di commenti di sedicenti politologi

  • Questa è una vittoria storica che potrà portare una nuova fase nella politica internazionale soprattutto nel medio oriente e nei rapporti con la Russia creando un rapporto più disteso con Putin di cui potrà giovare anche l’Europa e l’Italia. Solo la Lega Nord ha creduto fin da subito alla vittoria di Trump sostenendo le sue idee in materia d’immigrazione e di economia le quali hanno fatto breccia in tutto l’elettorato americano, dai bianchi ai neri, senza distinzione di razza o classe sociale, tutti hanno creduto nel tycoon newyorkese dando un grande batosta alla candidata democratica. Una grande lezione è arrivata dagli americani che non hanno ascoltato gli attacchi fatti a Trump da tutte le parti: tv, giornali, radio fin ad arrivare ai premier di altri Paesi. Il popolo americano dei cantieri, i white collar, il ceto medio tutti hanno riconosciuto in Trump il presidente che potrà portare l’America ancora in alto senza essere il poliziotto del mondo ma creando rapporto distesi. La politica obamiana e democratica è stata sconfitta e con essa anche la credibilità del Governo Renzi che fin all’ultimo ha preso sottogamba il fenomeno Trump. Renzi e soci ormai sono più abituati ad ascoltare banchieri e finanzieri piuttosto che dipendenti, pensionati, artigiani, disoccupati, studenti, ecc. Questa vittoria sarà un’onda che spingerà ancora di più la gente a votare NO il 4 dicembre in quanto il popolo vuole tornare ad essere centrale nelle sorti del proprio Paese e travolgerà il governo con le sue politiche folli in materia economica, sull’immigrazione e sul lavoro