HomePoliticaLegge di stabilità: braccio di ferro Governo-sindacati

Legge di stabilità: braccio di ferro Governo-sindacati

Senza aspettare il vincitore del braccio di ferro tra il ministro Saccomanni che parla di ripresa e la Confcommercio che proprio non la vede, anche i sindacati reggiani sono pronti a scendere in piazza contro la legge di stabilità voluta dal governo Letta.

Lo sciopero di 4 ore, con relativo corteo, si tiene giovedì 14 al mattino e interesserà tutti i settori pubblici e privati con probabili disservizi nell’arco dell’intera giornata. Cgil, Cisl e Uil chiedono al governo di diminuire le tasse ai lavoratori dipendenti e alle imprese che creano “buona occupazione”.

Comizio finale in piazza Prampolini di Loris Cavalletti, Giuseppe Rossi e Cesare Melloni.

Intanto sulla legge di stabilità, sarebbero pronto alcuni emendamenti: estendere la cosiddetta «no tax area» ai redditi ai fini Irpef dei soggetti che dichiarano fino a dodici mila euro. Attualmente il tetto è di 8 mila euro all’anno per i lavoratori dipendenti, 7.500 per i destinatari di assegno previdenziale. Si tratta di modifiche bipartisan (relatori provenienti sia dal Pd, sia dal Pdl). La copertura verrebbe garantita dai tagli di spesa pubblica.

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