HomeBolognaLa Boschi contestata a Bologna da studenti armati di cartelloni

La Boschi contestata a Bologna da studenti armati di cartelloni

boschi-contestata-festa-unita-bologna-835566_tnDopo i fischi a scena aperta contro Renzi, alla Festa dell’Unità di Bologna è arrivata una contestazione anche contro la ministra Maria Elena Boschi. E’ successo ieri, durante un incontro sulla riforma costituzionale che sarà giudicata via referendum il prossimo autunno.

Un cartello con scritto in rosso e in blu «Renzi non ci rappresenti, i giovani votano no» all’improvviso è stato alzato dalla terza fila da un paio di ragazzi che hanno fatto irruzione a qualche minuto dall’inizio del discorso del ministro delle Riforme Maria Elena Boschi. Non era l’unico cartello. Sistemati in posti diversi della sala, mentre il ministro parlava del referendum costituzionale spiegando i motivi del «Sì», dalla platea si sono alzati numerosi studenti di Link, il coordinamento universitari indipendenti di Bologna.

Il ministro ha invitato sul palco i contestatori a raccontare le motivazioni del loro «No» ma non c’è stato il tempo. Sono stati immediatamente accompagnati fuori dalle forze dell’ordine che dalle prime ore di ieri sera si erano piazzate agli ingressi della sala Nilde Iotti per il servizio di controllo.

Uno dei contestatori è stato portato fuori per primo tra le proteste dei compagni. Una dozzina di ragazzi lo hanno seguito e sono stati identificati subito dopo. Il blitz è avvenuto mentre fuori, da una buona mezz’ora, una decina di insegnanti con indosso la maglia del «No» per il referendum protestavano per «non essere potuti entrare». «È morta la democrazia stasera», hanno continuato ad urlare. E non sono mancati momenti di tensione.maria-elena-boschi-1996.660x368
Però questa volta non tra le forze dell’ordine e i manifestanti, bensì tra il gruppetto di insegnanti e un gruppetto di persone che, invece, volevano ascoltare il ministro Boschi.

«Vado via, non è possibile continuare in questo modo. Parlano di democrazia e ci impongono le loro urla», ha sbottato una signora, mentre un’altra ha richiamato il marito per andar via: «In tanti anni una cosa del genere non l’ho mai vista. Volevo trascorrere qualche ora tranquilla in festa ed ero curiosa di vedere il ministro dal vivo, ma tra la gente che urla e così tante forze dell’ordine mi è passata la voglia».

Alcuni hanno rinunciato e si sono allontanati. Altri hanno continuato a battibeccare. Che la serata sarebbe stata blindata è stato chiaro da subito: transenne e controlli all’ingresso della sala Nilde Iotti, dove per un’ora e mezza è andato avanti il dibattito sul referendum. Ma prima del blitz del collettivo del Link non ci sono stati particolari momenti di tensione e subito dopo la situazione si è tranquillizzata. Così alla fine, dopo aver presentato diverse argomentazioni per votare «Sì», tornando sulla contestazione il ministro Maria Elena Boschi ha aggiunto ironizzando: «Se i nostri amici del No si fossero fermati, li avremmo placati per sfinimento». Subito dopo, è stata scortata in uno dei ristoranti della Festa dove ha incontrato decine di volontari.

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