HomeAttualitàLa grande abbuffata: i dettagli dell’inchiesta sui gruppi regionali

La grande abbuffata: i dettagli dell’inchiesta sui gruppi regionali

regione_emilia_romagna_assembleaPoi dice che definire certa politica “il solito magna magna” è populismo. Ma come si fa a non pensare alle grandi abbuffate, tra l’altro così tipiche della nostra Emilia, di fronte ai dettagli che escono dall’inchiesta giudiziaria sull’uso dei fondi pubblici dei gruppi consiliari di viale Aldo Moro?

In teoria si dovrebbe trattare di soldi destinati esclusivamente a rimborsare i reali costi della politica, spese per viaggi, convegni, rappresentanza e quant’altro non possa essere compreso nei ricchi emolumenti destinati ad ogni consigliere per la propria attività. E può anche darsi che in parte sia così, inchieste e processi servono soprattutto a fare chiarezza. Ma agli occhi di un comune cittadino, la lista di giustificativi e relativi costi farebbe andare di traverso anche la cena dello scorso Natale – non rimborsata con denaro pubblico, peraltro.

C’era ad esempio chi pasteggiava nel noto ristorante romano “Le ostriche” al modico prezzo di 300 euro per due coperti. Oppure si spostava alla “Rosetta”, sempre nella capitale, e ne pagava addirittura 424. Per non parlare dei pasti nel famoso “Le Calandre” dello chef Alajmo, nel Padovano, dove i conti erano nell’ordine di 340 euro (per due persone) o di 689 (per tre).

Stando all’inchiesta dei pm Morena Plazzi e Antonella Scandellari, il gruppo Pd si è fatto rimborsare tramite il capogruppo Marco Monari dal giugno 2010 al dicembre 2011 ha speso circa 30mila euro in pasti. Spesso per due o tre commensali, in ristoranti di fascia medio alta.

E se il Pd mangiava, il Pdl non stava a digiuno. L’ex capogruppo Luigi Giuseppe Villani (sostituito nel 2013 perché arrestato a Parma nell’ambito dell’inchiesta Public Money), spese con la carta di credito del gruppo, nello stesso periodo, circa 43mila euro. Nel suo caso, però, si tratta spesso di pranzi o cene con 20, 30 o 50 commensali, probabilmente amministratori locali o simpatizzanti del partito. Ad esempio la cena del novembre 2011 all’osteria “Tre Ville” di Parma: conto 1.750 euro, per 50 persone. In media, i pranzi del Pdl sono costati 50/60 euro a coperto.

Villani e Monari non hanno necessariamente partecipato a tutte queste abbuffate: come capigruppo sono stati però loro a firmare le richieste di rimborso periodicamente presentate agli uffici della Regione a nome dei rispettivi gruppi.

L’inchiesta ipotizza il peculato e, al momento, vede indagati tutti i capigruppo regionali, dal Pdl, al Pd fino ai grillini. Sono indagati proprio perché erano loro a firmare i rendiconti.

E non si parla solo di cene e pranzi. Ci sono anche i regali costosi, come il gioiello di Tiffany di cui sempre Villani chiese e ottenne il rimborso nel Natale 2010. Prezzo: 480 euro. Lo chiese sempre come capogruppo, quindi in teoria il costoso cadeau potrebbe essere stato fatto da un altro consigliere pidiellino. Andò peggio all’ex Idv Matteo Riva, ora al gruppo Misto. A Natale 2011 comprò due catenine, sempre da Tiffany, ma a lui i revisori dei conti dissero “no”. “Era un regalo per le mie segretarie che non hanno la tredicesima” si è giustificato Riva.

Ora nell’inchiesta è confluito anche il fascicolo sulle interviste tv a pagamento, che era stato aperto nell’estate del 2012, qualche mese prima che la Finanza eseguisse il maxi sequestro di scontrini e fatture negli uffici di viale Aldo Moro. In quell’inchiesta si tratta dei soldi pagati dai gruppi consiliari della Regione per apparire nelle tv locali. I capigruppo che avevano firmato i contratti sono già stati ascoltati dalla pm Antonella Scandellari e dalla Finanza come persone informate dei fatti nel settembre dell’anno scorso.

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