HomeAttualitàBerlusconi condannato: rotto il patto di governo, è la fine delle larghe intese

Berlusconi condannato: rotto il patto di governo, è la fine delle larghe intese

Al voto, al voto!Ogniqualvolta dal periferico punto di vista di questa piccola testata online ci siamo occupati di politica nazionale non abbiamo mai dato credito a espressioni quali “senso di responsabilità” né ci siamo mai addentrati in  “questioni morali”. La ragione è che riteniamo che attenerci all’evidenza sia il servizio migliore che possiamo fare a noi stessi e a chi ci legge.

E’ evidente che la condanna in via definitiva di Silvio Berlusconi segni l’inizio della fine del governo. Perché il Cavaliere (possiamo ancora chiamarlo così?) è stato il vero garante del patto che ha portato Letta a palazzo Chigi in quanto leader riconosciuto di un partito che risponde a lui e solo a lui. Fuori gioco il capo, a prescindere dal “senso di responsabilità” (o dall’attaccamento alla poltrona) il patto va in frantumi.

Salvare il governo significava salvare Berlusconi, significava consentirgli in un modo o nell’altro di fare politica mettendolo al riparo dai giudici: questa in fondo era l’unica vera condizione posta dal Cavaliere. Sfortunatamente la controparte, ovvero il Pd, è stata costretta a sottacere o mascherare dietro acrobazie linguistiche l’unica clausola del contratto governativo per evitare di disperdere il consenso residuo. Da questa necessità di occultare l’evidenza  nascono espressioni quali “senso di responsabilità”.

Non deve ingannare il fatto che la fine non giunga subito. C’è di mezzo Ferragosto e i palazzi chiudono per ferie, ci sono i tempi tecnici che consentono ancora qualche disperato tentativo di manovra prima che Berlusconi diventi a tutti gli effetti un detenuto. Ma per governare, per governare davvero, non c’è più spazio.

Berlusconi nel videomessaggio seguito alla lettura della sentenza è stato chiaro: non ha nessuna intenzione di farsi da parte. E i toni sono quelli di chi si prepara all’assalto finale perché non ha più nulla da perdere.

Le grandi crisi hanno un vantaggio: fanno cadere le maschere e costringono tutti a fare i conti con la realtà. Dopo avere buttato nel cesso il “senso di responsabilità”,  lasciateci tirare l’acqua e tornare a votare.

 

Ultimo commento

  • Anche se manderà definitivamente a puttane questo inutile paese, spero che finalmente la guerra sia dichiarata e si sappia chi sta con chi (con Berlusconi da una parte, col PD e i magistrati dall’altra).

    Spero che perdano i magistrati (m sempre minuscola), tanto lo stato così come dovrebbe essere non esiste da tempo.