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A Bologna Salvini si mette la corona

Salvini fa il “conduttore” dal palco della piazza, gli autonomi dei centri sociali si scontrano con la polizia, Berlusconi promette di abolire le tasse di successione e sulla prima casa. Tutto secondo le attese alla manifestazione bolognese del centrodestra unito, dove Lega Forza Italia e Fratelli d’Italia hanno quasi riempito piazza Maggiore (centomila i presenti secondo Salvini) all’insegna dello slogan #Liberiamoci (sottinteso palese: da Renzi).

La mattinata è iniziata con un incendio ad alcuni cavi elettrici della linea ferroviaria ad alta velocità tra Bologna e Milano, con conseguenti ritardi nel traffico. Una scritta contro il razzismo e la chiusura delle frontiere, lasciata nei pressi della zona, è bastata ai leader del centrodestra per accusare gli autonomi di estrema sinistra e prendere la palla al balzo: “Spero – ha detto Salviniche qualcuno finisca in galera e ci sia una ferma condanna da parte di tutti, perché si può non essere d’accordo con la Lega e con Salvini, ma non distruggere le linee ferroviarie. Sgombereremo i centri sociali col sorriso, uno per uno”.
Nel corso della mattinata da registrare alcuni tafferugli tra forze dell’ordine e uno dei tre cortei dei centri sociali contrari alla manifestazione della Lega. Risultato: due antagonisti fermati, un poliziotto ferito e un prevedibile mare di polemiche. manif Lega Bo1

Quanto ai contenuti politici della kermesse leghista – forzista, Salvini ha rivendicato “l’orgoglio di aver riunito le opposizioni perbene a Renzi e al suo governo”. A seguire critiche – e qualche insulto – nei confronti di Alfano. Per Berlusconi, poi, “grazie a questa ritrovata unità non ce ne sarà più per nessuno. Potremo superare il 40% e vincere le prossime elezioni”. Ma Berlusconi è andato oltre, tornando sulle sue proposte più classiche: abolire la Tasi, la tassa di successione e quelle sui fabbricati industriali. Il fatto che gran parte di questo programma sia in via di attuazione da parte del governo Renzi non sembra averlo turbato più di tanto. Nemmeno la leader di FdI Giorgia Meloni ha rinunciato ad attaccare Alfano, definendo lui e Renzi “un duo comico”.
Ma è stato Salvini ad aprire e chiudere la manifestazione – del resto indetta dalla Lega – come si conviene al promotore, presentatore e mattatore: in una parola, al leader. All’apertura il segretario della Lega Nord aveva garantito che “questo non è un ritorno al passato e alla nostalgia del 1994”, tanto per chiarire i nuovi rapporti di forza tra Lega e Berlusconi. In chiusura, quasi a rassicurare e smorzare, ha chiarito che “oggi si decide che se si va insieme, Renzi va a casa il prima possibile, quindi chi fa il leader è l’ultima delle mie preoccupazioni”. A chiosare il tutto, un appello meno tranchant del solito: “Sogno un Paese aperto, solidale ma sicuro, con delle regole, per cui chi sbaglia paga. E prima viene la nostra gente. Tornando a casa tiriamo dritto, non rispondiamo a nessuna provocazione”.

manif Bo 2L’unica certazza, quanto a leadership, riguarda la candidatura unica alla poltrona di sindaco di Bologna: la prossima primavera sarà la leghista Lucia Borgonzoni. La risposta numerica della città ad una manifestazione nazionale condotta da Salvini, Berlusconi e Meloni è stata comunque al di sotto delle aspettative. Da qui alle comunali la strada, per il centrodestra, è tutta in salita.

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