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2 Agosto, Bologna chiede la verità dopo 36 anni

bO OROLOGIOCome ogni anno da 36 anni a questa parte, Il 2 agosto è una giornata particolare per Bologna. Oggi, con il tradizionale corteo da Palazzo D’Accursio a piazza Medaglie d’Oro, è stato commemorato il 36esimo anniversario della strage del 2 agosto 1980. Una bomba nella sala d’attesa della prima classe della stazione ferroviaria, esplosa alle 10.25, causò la morte di 85 persone e il ferimento di 200. Trentasei anni dopo familiari delle vittime, autorità provenienti da tutta Italia e cittadini comuni hanno sfilato in corteo per ricordare i tragici fatti del 1980, chiedere la verità sui mandanti (tuttora anonimi) e i risarcimenti per i superstiti.
Ma in questo 2 agosto è stato tagliato un traguardo importante: l’entrata in vigore della legge sul reato di depistaggio, dopo anni di battaglie da parte dei familiari delle vittime di tutte le stragi. In rappresentanza del governo è a Bologna il sottosegretario Claudio De Vincenti.

LE COMMEMORAZIONI – La giornata ha preso il via molto presto con l’arrivo, dalle 6.30, delle staffette podistiche al parco della Montagnola. Alle 8.15, come di consueto, il sindaco Virginio Merola ha incontrato i familiari delle vittime in Sala Rossa a Palazzo d’Accursio e alle 8.30 nella sala del consiglio Merola ha tenuto il suo intervento davanti ai rappresentanti dell’Associazione dei familiari delle vittime della strage, alle autorità e a tutti gli enti e associazioni aderenti.
Alle 9.15 è partito il corteo commemorativo da piazza del Nettuno. All’arrivo nel piazzale della stazione, alle 10.10 il presidente dell’associazione dei familiari Paolo Bolognesi ha tenuto il suo discorso e subito dopo ha avuto luogo il minuto di silenzio, seguito dal discorso del sindaco Merola. Il sottosegretario De Vincenti da Palazzo d’Accursio ha affermato che “a Bologna il 2 agosto si ha sempre il cuore pesante, si rivive il dolore di tutte le città martiri, in cui lo stragismo ha mietuto vittime”.

GLI INTERVENTI – All’apertura della cerimonia in consiglio comunale, il sindaco Virginio Merola ha sottolineato che “sono stati fatti dei passi in avanti, ma occorre arrivare ai mandanti della strage”.
In questa sala – avverte il presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime Paolo Bolognesitutti gli anni ricordiamo gli impegni presi a inizio legislatura che solo in parte stanno andando avanti. Come la  legge 206 sui risarcimenti per le vittime del terrorismo. Impegno preso nel 2013, con la promessa di risolvere tutto entro quell’anno e invece non è stato così. Oggi abbiamo presentato le nostre richieste a De Vincenti e c’è un  nuovo impegno . Ma speriamo non ci sia un effetto anniversario”. Anche perché “il tempo aiuta i mandanti. Era il 1993 quando l’allora presidente dell’associazione Torquato Secci chiese una legge contro il depistaggio. Il governo ha mantenuto la parola, ma ci sono voluti 23 anni”.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha scritto nel messaggio inviato a Bologna e letto dal palco che “il terrorismo oggi si manifesta nel mondo in forme nuove e con una ferocia non certo inferiore. Il senso di umanità che ci lega e i valori democratici che poggiano sul valore assoluto della persona ci daranno la forza per battere la follia distruttrice dei nuovi seminatori di morte. La più piccola vittima della strage del Due Agosto, Angela Fresu, una bimba cui gli assassini e i loro mandanti hanno negato la vita, oggi avrebbe 39 anni. Con il suo vorrei ricordare i nomi di tutti coloro che quel giorno versarono sangue innocente”.

Dal palco montato davanti alla stazione Bolognesi, durissimo, è tornato sul tema dei risarcimenti. “Fino a oggi l’intenzione degli apparati dell’Inps e dei vari ministeri è stata chiara: creare sconcerto e sconforto nelle vittime, sperando, invano, in una loro rinuncia. Se ne facciano una ragione, non molleremo mai. Non rinunceremo mai a lottare contro l’ingiusta e vergognosa mancanza di rispetto con cui lo Stato ha trattato i feriti e i famigliari delle vittime del terrorismo. Quello stesso Stato, però, ha trattato coi guanti di velluto gli esecutori materiali della strage alla stazione centrale di Bologna, concedendo loro benefici immeritati e non impegnandosi minimamente nell’esigere il risarcimento dei danni causati da costoro”. Dal sindaco Virginio Merola un richiamo al terrorismo odierno: “Questa è Bologna. Dal 1980 abbiano saputo dare senso e scopo al dolore. E oggi di fronte al dolore globale seminato da Isis tocca anche a noi bolognesi trasformare dolore in speranza e lotta per la democrazia su esempio associazione famigliari vittime. La risposta è stare uniti come città come abbiamo fatto 36 anni fa”. Il primo cittadino ha quindi proposto la creazione di un centro di documentazione sullo stragismo.

ISTITUZIONI – Le commemorazioni istituzionali, invece, sono proseguite con la deposizione, alle 10.50 al primo binario, della corona in ricordo del ferroviere Silver Sirotti, morto nella strage dell’Italicus.
Poi alle 11.15 dal piazzale Est della stazione partirà il treno straordinario per San Benedetto Val di Sambro, dove ci sarà la tradizionale deposizione di corone alle lapidi che ricordano le vittime degli attentati ai treni Italicus e 904 Napoli-Milano, con gli interventi del Sindaco di San Benedetto Val di Sambro Alessandro Santoni, della presidente dell’associazione dei familiari. Parteciperà l’assessore al bilancio del comune di Bologna Davide Conte.bo macerie

A Bologna, intanto, nella chiesa di San Benedetto in via dell’Indipendenza 64, alle 11.30 l’arcivescovo Matteo Maria Zuppi celebrerà la messa in suffragio delle vittime, a cui parteciperà anche la comunità islamica di Bologna. La giornata proseguirà con la deposizione di corone nel piazzale Cotabo in via Stalingrado in ricordo dei tassisti deceduti il 2 agosto e, alle 16.30, con il triangolare di calcio tra le squadre del consiglio comunale, RFI Bologna e Cotabo. Alla Velostazione di Dynamo, invece, alle 18 l’assessore alla Cultura Bruna Gambarelli inaugurerà l’installazione artistica «Confonderti» di Antonello Ghezzi, visibile per tutta la giornata. Infine alle 21.15 in piazza Maggiore, ci sarà la XXII edizione del concorso internazionale di composizione 2 Agosto, dedicato a partiture per illustrare una scena di balletto eseguite dall’Orchestra del Teatro Comunale e dalla compagnia di danza Körper. Al termine del concerto sarà proiettato il documentario di Vanessa Roghi prodotto da Rai Tre «La Grande Storia : Bologna, 2 agosto 1980. La Strage».

LE CARTOLINE – Migliaia di cartoline per raccontare le storie delle vittime del 2 Agosto 1980. È il progetto messo in campo quest’anno dall’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna in occasione del 36esimo anniversario della strage della stazione di Bologna, in collaborazione con l’Associazione dei familiari delle vittime.
Oggi più di 8mila cartoline sono state distribuite lungo il corteo da piazza delle Medaglie d’Oro fino a Palazzo d’Accursio. Tra le poche righe anche dettagli, momenti di ciò che le vittime stavano facendo quando c’è stata l’esplosione: piegare una giacca, scrivere su un diario, uscire per fumare un sigaretta.
Il progetto è stato presentato nei giorni scorsi dalla presidente del consiglio regionale Simonetta Saliera: «Conosciamo i numeri della strage – ha detto – ma vogliamo dare un nome e cognome a ognuna delle vittime. Crediamo che sia un contributo alla conoscenza di questi morti, ma anche un monito e un richiamo agli atti di terrorismo e alla stragi che stanno insanguinando il mondo».

L’idea è venuta alla storica Cinzia Venturoli durante i laboratori con i ragazzi delle scuole: «Purtroppo la strage di Bologna non c’è nei programmi di storia e i ragazzi spesso non sanno o hanno idee molto confuse». Cercando negli archivi, ci si è imbattuti in particolari, curiosità, frammenti dimenticati. Come il cronista locale inviato ai mondiali di baseball in Giappone, che per caso trovò i familiari dello studente Iwao Sekiguchi. O la coppia di coniugi che doveva partire il 3 agosto ma dall’albergo li chiamarono perché si era liberata una stanza e anticiparono di un giorno. Nella strage oltre alle 85 vittime, rimasero ferite 200 persone. I morti provenivano da 50 diverse città, la più piccola aveva 3 anni, la più anziana 86.

#2agosto ore 10.25 silenzio.
#Bologna non dimentica.

Pubblicato da Comune di Bologna Iperbole Rete Civica su Martedì 2 agosto 2016

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