17 ottobre 2012: Delrio ascoltato dai pm

cutro_500Mentre in consiglio comunale si battibecca tra partiti sulle vere o presunte responsabilità delle amministrazioni che si sono succedute a Reggio nello scarso contrasto alle infiltrazioni malavitose (col sindaco Luca Vecchi che ricorda però come non ci sia un solo appalto pubblico nel mirino dei magistrati), qualche giornale ha diffuso il contenuto dell’interrogatorio avuto da Graziano Delrio nel 2012, il 17 ottobre, nell’ambito dell’inchiesta “Aemilia”.

Il Sottosegretario, che non è indagato, era stato sentito quando era ancora sindaco di Reggio Emilia alcuni anni dopo il suo viaggio a Cutro in occasione della processione del Santissimo Crocifisso (prassi adottata, va precisato, da numerosi amministratori locali che si trovano a gestire comunità numerose di calabresi in casa propria).

Dai verbali delle sue risposte nell’interrogatorio emerge un quadro altalenante della complessità/gravità della situazione ‘ndranghetà sul territorio locale; Delrio in qualità di primo cittadino da una parte mette mano a diverse iniziative antimafia, dall’altra si fa mediatore col Prefetto delle interdittive Antonella De Miro affinché lei stessa incontri alcuni esponenti calabresi del Pd reggiano.

Una comunità, dice Delrio ai magistrati, “reticente a denunciare“. Ma che “non va criminalizzata in generale”. Coi magistrati che lo incalzano, l’allora sindaco si giustifica con “motivi di prudenza e culturali”. Sulle spiegazioni richieste per il suo viaggio cutrese, Delrio dice: “ci andai perché siamo gemellati…non conosco penetrazioni o collaborazioni fra imprese legate alla ‘ndrangheta e imprese reggiane”.

E infine a proposito dei Grande Aracri, Delrio rispose di non sapere fossero originari di Cutro.

Intanto il Movimento 5 stelle ha chiesto che vengano rimossi dai loro eventuali incarichi i tre consiglieri che andarono con Delrio dal Prefetto mentre l’onorevole reggiana Maria Edera Spadoni giovedì pomeriggio interviene alla Camera sul caso Aemilia chiedendo le dimissioni di Delrio dopo l’inchiesta dell’Espresso.

Share This Post

GoogleRedditBloggerRSS