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Parma: la Biblioteca Palatina è inagibile.Il caso in parlamento

BibliotecaMentre tutte le istituzioni locali di Parma si affannano a tentare di salvare l’aeroporto Verdi, uno dei più importanti (e sconosciuti?) monumenti della città è inagibile da quasi un anno in un silenzio fin qui assordante. Si tratta della Biblioteca Palatina: gioiello storico-architettonico del 1761 nonché biblioteca statale pubblica ricca di più di 700mila volumi, molti dei quali antichissimi.

In seguito ad un principio d’incendio nell’ottobre 2012 (senza conseguenze per persone e libri) l’edificio è stato dichiarato inagibile e da allora è praticamente chiuso per le migliaia di studiosi e studenti che ogni anno usufruiscono dei suoi servizi.

La Palatina necessita quindi di lavori di manutenzione straordinaria per la messa in sicurezza degli impianti di illuminazione e antincendio, ma per ripristinare i locali e garantire l’apertura servono 400mila euro.

Il problema è che la Palatina non dispone di fondi propri, ma è legata alle eventuali, e in genere scarse, erogazioni provenienti dal ministero dei Beni e delle Attività culturali.

Per correre ai ripari la direttrice Sabina Magrini ha lanciato in collaborazione con la delegazione parmense del Fai il sito web “Reopen Palatina”, un appello alle istituzioni, agli imprenditori e ai singoli cittadini per raccogliere fondi con l’obiettivo di riportare in vita la Palatina.

“E’ necessario – si legge nella home page – che  insieme al Ministero per i beni e le attività culturali,  tutte le persone sensibili e consapevoli di quanto sia importante la cultura documentaria si mobilitino al più presto, sia rispondendo direttamente al nostro appello per la raccolta fondi sia diffondendone la notizia”.

Il messaggio è arrivato anche ad appassionati e studiosi stranieri, e perfino il ministro ai Beni culturali Massimo Bray ha rilanciato l’appello sul suo sito internet, raccontando del suo colloquio con la direttrice Magrini. “Il caso della Biblioteca Palatina di Parma è senza dubbio uno dei più gravi a livello nazionale: un patrimonio di valore inestimabile per la ricerca storica, al momento reso praticamente inaccessibile dall’inadeguatezza dei suoi sistemi di sicurezza” scrive il ministro, soffermandosi sui fatti che hanno portato alla chiusura della storica istituzione, definita “un patrimonio documentario senza eguali, che attirava centinaia di studiosi, e che deve essere al più presto restituito alla comunità scientifica”.

L’interrogazione dei 5 stelle

Ora il tema è arrivato anche in Parlamento. “La Biblioteca Palatina di Parma è chiusa da quasi in anno per le conseguenze di un cortocircuito – dice Elisa Bulgarelli, del Movimento 5 Stelle e prima firmataria di un’interrogazione in Senato – e da un paio di mesi è attivo un servizio alternativo in una sede provvisoria. Occorrono 400mila euro per riportarla in funzione e crediamo sia responsabilità dello Stato, essendo una biblioteca statale, trovarli.

Purtroppo – continua la Bulgarelli – il Ministero ha dormito sonni beati e per ora nulla è stato fatto. Così la direttrice e il nucleo parmense del Fai hanno attivato una raccolta fondi on line. Un’iniziativa lodevole, ma crediamo non sia giusto che i cittadini suppliscano di tasca loro all’ennesima carenza dello Stato. Notiamo – continua la Bulgarelli – che il Ministro Massimo Bray ha definito grave la questione sulla propria pagina internet, richiamando l’appello alla raccolta fondi appena citata. Diamo una notizia al Ministro: ha un dicastero in mano, è lui il responsabile di trovare quei soldi, non li deve pietire ai cittadini. Se è grave, e lo è il fatto di tenere chiusa una biblioteca con un tale, incommensurabile, patrimonio bibliografico ed artistico, intervenga in prima persona”.

Simone Aiolfi

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