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Il neo rettore si schiera con Pizzarotti

Se fosse una partita di calcio, nessuno esiterebbe a definirlo “intervento a gamba tesa”. E’ quello che ha deciso di effettuare il neo rettore dell’università di Parma Loris Borghi, in seguito alle polemiche sul neo assessore comunale al Bilancio Marco Ferretti.

Loris Borghi

Loris Borghi

Una difesa a spada tratta quella che Borghi ha allestito per il ricercatore dell’ateneo parmigiano da poco “promosso” in giunta, al punto da schierarsi apertamente con il sindaco grillino Federico Pizzarotti e contro la minoranza consiliare.
Del resto la scelta di Ferretti come assessore al Bilancio è considerato il primo passo di una maggiore collaborazione fra Università e città. Con l’ateneo che mette a disposizione un proprio ricercatore senza, tuttavia, imporgli l’aspettativa ma consentendogli di continuare a lavorare (ed essere pagato) in università percependo mezza indennità come assessore. Da qui le pesanti critiche dell’opposizione che ha definito Ferretti un “assessore a mezzo servizio”.

“È proprio uno scandalo – attacca Borghi – che un uomo nel libro paga dell’ateneo lavori gratis per il Comune? Addirittura c’è chi dice che è fuorilegge. Ma questa opposizione conosce le leggi?”, si chiede il rettore, che racconta l’incontro con il primo cittadino.
“Ho visto il sindaco Federico Pizzarotti e abbiamo parlato di come i due enti potessero collaborare. Ha chiesto se poteva diventare assessore al Bilancio il professore di economia Antonello Zangrandi, ho risposto che era già impegnato nella mia squadra: farà il pro rettore al Bilancio. Ti metto a disposizione un Zangrandi 2, il suo allievo, Marco Ferretti.
Poi – continua Borghi – leggo un coro unanime di attacchi, da parte di tutta l’opposizione, per questa scelta. Il giorno stesso in cui li ho letti ho mandato un sms a Pizzarotti: “Caro sindaco, ho letto le dichiarazioni dell’opposizione sulla nomina del nuovo assessore. Credo proprio che rimarrai sindaco a vita, con un’opposizione così”. E lui mi ha risposto: “Grazie, ma credo che mia moglie non sia d’accordo”. Questi politici sono destinati all’estinzione se continuano così. Ora il sindaco Pizzarotti ha un alleato, sono io e l’ateneo di Parma”.

Al centro l'assessore Marco Ferretti. Alla sua sinistra il sindaco di Parma Federico Pizzarotti

Al centro l’assessore Marco Ferretti. Alla sua sinistra il sindaco di Parma Federico Pizzarotti

Inoltre, Borghi ha spiegato che quello di Ferretti “non è un incarico part time, ma full time. Per l’università è tenuto ad assicurare 60 ore di lezione frontali all’anno. Non toglieranno tempo al suo lavoro da assessore. In più insegnerà meglio agli studenti, perché questo incarico da assessore sarà per lui di grande aiuto nel fare ricerca”. E quanto all’aspettativa “gli ho detto di no, se sei ricercatore, quando torni, non trovi più neanche la sedia. Lui non è un politico di mestiere, è un tecnico che si mette a disposizione”.

Al di là dello scambio di sms, e della notizia che vede Ferretti come una sorta di seconda scelta, è stato il carattere politico dell’intervento a scatenare incredulità e polemiche.

Le reazioni

Il capogruppo Nicola Dall’Olio e gli altri consiglieri del Pd, ad esempio, rispondono così: “Questa presa di posizione di quello che oltretutto non è ancora il rettore in carica (entrerà ufficialmente a ottobre, ndr) ci sorprende e ci stupisce molto, perché le sue parole sono andate ben oltre quello che dovrebbe il ruolo di un’istituzione come l’Università, in cui la politica non dovrebbe entrare”.

Roberto Ghiretti

Roberto Ghiretti

Ma ancora più duro è Roberto Ghiretti di Parma Unita secondo il quale Borghi “non si limita a promettere di fare bene il suo mestiere, ma che addirittura annuncia che ergerà un “Vallo Adriano” in nome dell’etica. E che per ben cominciare pontifica su partitocrazia, burocrazia ministeriale e da buon ultimo sfoggia una serie di giudizi sulla minoranza in Consiglio Comunale che definire superficiali è veramente poco. Che dire, complimenti!”.
Sul concreto, Ghiretti esorta Borghi e il sindaco Pizzarotti a mettersi d’accordo “almeno sulle questioni fondamentali. Il Comune ha dichiarato che l’assessore Ferretti percepirà metà dello stipendio, mentre lei parla di “lavoro gratis”. Questo sempre perché noi saremo un’opposizione “così”, ma anche voi…

Poi – continua Ghiretti – vorrei darle le mia personale interpretazione di cosa sia etico oggi in Italia. Questo Paese farebbe un enorme salto di qualità se ciascuno facesse bene, ma bene bene, il proprio mestiere. Il rettore facesse il rettore, l’opposizione l’opposizione, l’assessore l’assessore e il ricercatore il ricercatore.
Ma no, come lei ci spiega mirabilmente nell’intervista, il ricercatore se lascia, al ritorno “non trova neanche la sedia”. E allora ecco l’etico pastrocchio messo in piedi da un sindaco alla ricerca di sponde istituzionali e un rettore a cui evidentemente non basta fare il rettore: sostituire un professionista serio e preparato come Gino Capelli, che per svolgere l’incarico di assessore al Bilancio ha lavorato a tempo pieno, con un ricercatore che, non potendo lasciare il proprio incarico in Università si troverà di fronte a un atroce dilemma: far bene l’assessore o far bene il professore o far male tutte e due. E a questo punto le chiedo: magnifico rettore, è questa la sua idea di rivoluzione etica?”

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