HomeAttualitàBenvenuti nel laboratorio scrittorio alchemico di Gianluca Morozzi

Benvenuti nel laboratorio scrittorio alchemico di Gianluca Morozzi

Andrea Canova intervista Gianluca Morozzi

Interviste che intendono far conoscere qualcuno a qualcun altro, come se due sconosciuti si incontrassero per la prima volta. L’intervistato ha la più assoluta libertà di dire o non dire ciò che vuole di se stesso. In queste interviste non si cerca il clamore, il gossip, lo shock.
Si tratta di interviste scritte dall’intervistato, dunque non orali, per ovviare al brutto costume italiano di “modificare” il detto dell’intervistato, a volte con scopi non ben chiari, o fin troppo. Rispetto alle specificità professionali dell’intervistato, le novità professionali non saranno dimenticate.

INTERVISTA

Chi è Gianluca Morozzi?
Uno che sa fare soltanto una cosa nella vita. Non so cambiare una gomma, non so cucinare neanche un uovo, non so aggiustare la mensola del bagno. So soltanto scrivere, e per fortuna ne ho fatto un mestiere. So anche insegnare qualche nozione di scrittura, qualche trucco, e ne ho fatto un mestiere parallelo: docente di scrittura creativa. Sono la versione umana di un ristorantino che ha un menù con una sola specialità, però quella specialità la fa bene.

Che tipo di formazione hai? Studi, letture, mentori.
Se parliamo di formazione scolastica, niente di molto letterario: liceo scientifico e poi qualche anno di Giurisprudenza, senza laurea.
Le letture che mi hanno folgorato da bambino e poi nell’adolescenza erano targate Urania o Editore Nord: fantascienza e dintorni, Asimov, Clarke, Bradbury. Ho deciso di voler scrivere un romanzo dopo aver letto La lunga marcia di un tale Richard Bachman, che poi ho scoperto essere Stephen King. E dopo è arrivato It, seguito da uno scarto universitario su Bukowski, e da lì John Fante, e poi gli italiani, Enrico Brizzi, Silvia Ballestra, il primo Andrea De Carlo, Tondelli. E Paolo Nori, a fine anni Novanta.

Sei uno degli autori italiani più prolifici ma, soprattutto, in grado di insinuarsi in molteplici linguaggi: dal fumetto, al racconto, dal romanzo breve al romanzo lungo, dalla musica alla saggistica, dalle curatele antologiche ai romanzi a quattro e sei mani ma, da quel che ne so, non hai mai affrontato la poesia o, perlomeno, non in forma pubblica. Come mai?
Come chiunque abbia letto le poesie di Bukowski a vent’anni o giù di lì, ho fatto quello di cui raccontava David Sedaris in un suo esilarante racconto: ho scritto poesie sui taccuini Moleskine andando a capo a caso e senza usare le maiuscole. Ovviamente, facevano schifo. Non scrivo poesie per lo stesso motivo per cui non scrivo più testi di canzoni (anch’essi, grazie agli dei, rimasti inediti): perché non ne sono capace.

Ami la musica, sei un musicista, ne conosci a pacchi ma ti chiedo, con una anacronistica gamba tesa, che senso ha avuto dare il Nobel per la letteratura a Bob Dylan?
Bob Dylan è Dio. Tutto quel che fa è giusto, tutto quel che lo riguarda è giusto.

Va bene la musica, vanno bene le osterie e i treni e gli angoli bui nonché i muri di Bologna come fonte di scrittura però, tra gli scrittori, e non importa se indigeni o stranieri, chi ami davvero e chi rappresenta per te una fonte importante?
Io ho imparato a scrivere tentando di scopiazzare due stili decisamente diverso: quello dei racconti di Fantozzi di Paolo Villaggio, e quello di Stephen King. Mi impongo di non nominare gli amici e le amiche tra gli scrittori indigeni che amo, e limitandomi ai viventi posso dire: Michele Mari, John Niven, Irvine Welsh, Carrère, Joe Lansdale… Anche se poi il mio più assoluto e totale idolo è Andrea Pazienza.

So che ami il calcio, ma io, fermo a Bettega, non ti chiederò nulla di calcio perché non ne so nulla. Va bene?
Non c’è problema. Io mi sono formato umanamente nella curva Andrea Costa dello stadio Dall’Ara di Bologna, quella che ora si chiama curva Bulgarelli. Ci ho messo piede la prima volta il 10 marzo 1985, l’ultima (per ora!) il 12 novembre 2022. E diciamo che ho avuto molti spunti da certe trasferte avventurose a Edimburgo a Vienna, dal treno dei tifosi diretto ad Ascoli, dallo scompartimento del treno lanciato nella notte verso Messina, dai settori ospiti fatiscenti di certi stadi italiani e dall’impatto con altre gentilissime, morbidissime tifoserie. E il mio poeta preferito attuale è Marko Arnautovic.

Ti è possibile descrivere la poetica di Gianluca Morozzi?
Risponderò usando le parole di Bruce Springsteen. Lui dice: “Io sono un alchimista. John Lennon era un genio, Bob Dylan è un genio, io no. Io ho preso qualche elemento da uno, qualcosa da un altro, ho mescolato, e ho trovato le mie canzoni. Come un alchimista.”
Ecco: io sono un alchimista. La mia poetica è un calderone di cose prese dai libri che ho amato, ma anche dai fumetti, dalle serie tv, dal cinema. Ho mescolato. Ci ho messo del mio. Eccola qua.

Sempre con un approccio essenzialista, che cos’è Bologna per Gianluca Morozzi?
Su uno dei 666 archi del portico che collega il santuario di San Luca alla città qualcuno ha scritto, testualmente: “La vita è troppo breve per non vivere a Bologna”. C’è anche accanto un cuoricino, non so se vergato dall’autore della scritta o da qualcuno venuto dopo, tipo un like su Facebook.
Io ci vivo dalla nascita e ci sto sempre benissimo. E poi è molto duttile e pratica per ambientarci storie: tra torri e vicoli ci ho infilato vampiri, band rock, supereroi, serial killer, robot, studentesse sognanti, aspiranti scrittori, musiciste curiose, famiglie pericolose, librai innamorati, e ci hanno abitato tutti benissimo.

Qual è il tuo più grande sogno?
Che dopo Blackout, che da romanzo bolognese è diventato un film made in Usa, anche un altro mio romanzo a caso diventi un film di Hollywood. Interpretato da Emma Stone, perché la amo. Anche Elizabeth Olsen va bene.
Anzi, benissimo.

Qual è la tua più grande paura?
Che un mio romanzo diventi un film, ma sia tipo La torre nera. O il secondo tempo di Chiedi alla polvere. Che incubo.

Che cosa vorresti lasciare dopo la tua morte?
I miei libri. In qualche bancarella, in vendita a uno o due euro. Magari qualche sedicenne ne comprerà uno, e dopo averlo letto deciderà di iniziare a scrivere. Tanto, penserà, se ha scritto romanzi questo qua lo posso fare anch’io.

FINE

Biografia
Gianluca Morozzi è nato a Bologna nel 1971. Ha esordito nel 2001 con Despero, al quale hanno fatto seguito 40 romanzi e più di duecentocinquanta racconti. Tra le sue uscite Blackout, (dal quale è stato tratto il film omonimo), L’era del porco, Cicatrici (finalista al premio Scerbanenco), Bob Dylan spiegato a una fan di Madonna e dei Queen (Menzione Speciale al Premio Nabokov), Dracula ed io, Prisma. Il suo ultimo romanzo è Il libraio innamorato.

Bibliografia

Romanzi

– Despero, Fernandel 2001; Guanda 2007
– Luglio, agosto, settembre nero, Fernandel 2002, Fernandel 2010
– Dieci cose che ho fatto ma che non posso credere di aver fatto, però le ho fatte, Fernandel 2003
– Accecati dalla luce, Fernandel 2004
– Blackout, Guanda 2004; TEA 2007, 2014
– L’era del porco, Guanda 2005; TEA 2008, 2018
– L’abisso, Fernandel 2007
– Colui che gli dei vogliono distruggere, Guanda 2009; TEA 2010
– Cicatrici, Guanda 2010: TEA 2012
– Bob Dylan spiegato a una fan di Madonna e dei Queen, Castelvecchi 2011; BookTribu 2021
– Chi non muore, Guanda 2011; TEA 2013
– Radiomorte, Guanda 2014; Tea 2016
– Lo specchio nero, Guanda 2015
– Anche il fuoco ha paura di me, Fernandel 2015
– L’uomo liscio, Pendragon gLam 2016
– Confessioni di un povero imbecille, Fernandel 2016
– Onda sonica di tragicomiche disavventure, Skira 2017
– Gli annientatori, TEA 2018
– L’ape regina, Fernandel 2018
– L’uomo liquido, Pendragon gLam 2018
– Dracula ed io, TEA 2019
– Bologna in fiamme, Battaglia 2019
– Tecla tre volte, Fernandel 2019
– Andromeda, Perrone 2020
– Prisma, TEA 2021
– In utero, Cut-Up 2021
– Leviatan nell’alto dei cieli, BookTribù 2022
– Il libraio innamorato, Fernandel 2022
– Picco Scuro, TEA 2022

Romanzi a quattro mani

– Le avventure di zio Savoldi (con Paolo Alberti), Fernandel 2006
– Serena variabile (con Elisa Genghini), Castelvecchi 2011; Lit 2014
– Lo scrittore deve morire (con Heman Zed), Guanda 2012
– L’ultima notte del carnevale estivo (con Paolo Alberti), Bacchilega 2019

Romanzi a sei mani

– Tre uomini in branda (con Alessandro Berselli e Danilo Masotti), Pendragon 2020

Raccolte di racconti

– Spargere il sale, Fernandel 2011
– Niente fiori per gli scrittori, Fernandel 2013
– L’amore ai tempi del telefono fisso, Fernandel 2015
– Storie da una terra scorticata, Il foglio 2015 (riedizione ampliata 2018)
– Cadiamo come mosche, Alter Erebus 2020

Tra saggio e romanzo

– L’Emilia o la dura legge della musica, Guanda 2006, Tea 2018
– Il rosso e il blu, Castelvecchi 2009
– Nato per rincorrere, Castelvecchi 2010
– Forza Bologna! Una vita in rossoblù, Perrone 2012
– L’età dell’oro, Italica 2013; Red Press 2018

Saggi a quattro mani

– Le radici e le ali (con Lerry Arabia), Fernandel 2007
– Manuale di scrittura (con Raoul Melotto), Odoya 2017
– Skiantos (con Lerry Arabia), Goodfellas 2017
– E invece sì (con Caterina Falconi), Lisciani 2018
– Il libretto rosso dei Gang (con Lerry Arabia e Oderso Rubini)

Romanzi per ragazzi

– Marlene in the sky, Gallucci 2013
– Ultranoidi: Starhammer Il Distruttore, Gallucci 2021
– Ultranoidi 2: Quadrophenia Girl, Gallucci 2021
– Ultranoidi 3: L’impero dello Psicozar, Gallucci 2021

Romanzi brevi

– L’amore ai tempi del telefono fisso, Senzapatria 2010
– Elogio di Federica la mano amica, Pironti 2011
– L’uomo fuco, Felici 2012
– Il grande Lando, Barbera 2013
– Mortimer blues, Edizioni Il Foglio 2013
– Come ho conosciuto vostra madre, Intermezzi Edizioni 2015

Fumetti

– Pandemonio (graphic novel, disegni di Squaz), Fernandel 2006.
– Il vangelo del coyote (graphic novel, disegni di Giuseppe Camuncoli e Michele Petrucci), Guanda 2007, Mondadori Ink 2017
– FactorY- Libro primo (con Michele Petrucci, Fernandel 2008)
– FactorY- Libro secondo (con Michele Petrucci, Fernandel 2009)
– FactorY- Libro terzo (con Michele Petrucci, Fernandel 2010)
– Hellzarockin’ (disegni di Michele Petrucci- Sergio Algozzino- Bianca Bagnarelli- Giulia Sagramola- Jacopo Vecchio, Tunuè, 2012)
– Despero (disegni di Giulio Ferrara), Green Moon Comics 2022
– Chi non muore (disegni di Gaspare Orrico), Giallo China 2022

E-book

– Il tascapane, Quintadicopertina, 2011
– Troppe storie (per un uomo solo), Quintadicopertina, 2011
– Il posto più strano, Quintadicopertina, 2011
– Il mondo trema ancora, Quintadicopertina, 2011
– Marlene in the sky, Quintadicopertina, 2012
– Cristalli sognanti summer tour- Quintadicopertina, 2012
– Simon Mist- Quintadicopertina, 2013
– Perché non ve ne andate in Siberia tutti quanti?- Quinta di copertina, 2013
– L’eliminatore – Guanda.bit 2014
– Il ghiaccio sottile – Guanda.bit 2014
– La danza dei ragni – Guanda.bit 2014
– Quel cielo così bianco – Guanda.bit 2014
– Altri uomini nell’alto castello – Guanda.bit 2014
– Il chiodo – Guanda.bit 2014
– Ted Bundy all’inferno – Guanda.bit 2014

Antologie

– Suicidi falliti per motivi ridicoli (ed. Coniglio, con Gianmichele Lisai)
– Quote rosa (Fernandel, con Grazia Verasani)
– Dylan Revisited (Manni, con Marco Rossari)
– Bologna in giallo (Felici)
– L’ultimo bicchiere (Cicogna, con Luca Martini)
– Cani perduti (Pendragon gLam, con Eliselle)
– Serial Kitchen (Cicogna)
– Weekend con il mostro (Fernandel)
– Fucsia (Clown bianco)
– Non dirmi come va a finire (Clown bianco, con Daniela Bortolotti ed Eugenia Fattori)
– Racconti per piccole iene (Giraldi, con Fiammetta Scharf)
– Nel tempo e nello spazio (Pendragon, con Daniela Bortolotti e Alberto Petrelli), –
– La montagna disincantata (Fernandel)
– Vinyl (Morellini, con Luca Martini)
– 2012 (Jar)
– Auto Grill (Jar)
– Rooms (Jar)
– X (Jar)
– Rosso (Freccia d’oro)
– Carte (Freccia d’oro)
– Sette (Freccia d’oro)
– Insonnia (Fernandel)
– Strade (Fernandel)
– Cadute (Fernandel)
– Mani (Fernandel)
– Lettere (Fernandel)
– Lontano (Fernandel)
– Denti (Fernandel)
– Confine (Fernandel)
– Muri (Fernandel)
– Svolte (Fernandel)
– Maschere (Fernandel)
– Silenzi (Fernandel)
– Nebbia (Clown Bianco)
– Tempo (Clown bianco)
– Blu (Clown bianco)
– Gli anni dieci (Fernandel)
– Strani mondi (Fernandel)
– Buio (Clown bianco)
– Bugie (Clown bianco)
– Gli (in)cantautori (D Editore)
– Le belle e le bestie (Clown bianco)
– In & out (Clown bianco)
– Il giorno dopo (Clown bianco)
– Onda variante (con Barbara Panetta, Golem)
– Non è come sembra (Clown Bianco)
– Tifosi rossoblù per sempre (con Fabio Mundadori, Edizioni della Sera)
– Lato A (con Alessandro Berselli e Luca Martini )

Blackout è stato tradotto in Spagna, Stati Uniti, Inghilterra e Germania (col titolo di Panik) ed è diventato un film per la regia di Rigoberto Castaneda.
L’era del porco è stato finalista al Premio Viadana 2006.
Cicatrici è stato finalista al premio Scerbanenco 2010.
Moltissimi suoi racconti sono stati pubblicati su riviste, antologie e siti internet.
Ha curato il romanzo collettivo Byron a pezzi (Fernandel).

Tra direzioni editoriali, film, musica, teatro e radio.

Ha diretto la collana I libri di Belasco per l’editore Eumeswil.
Con Alessandro Berselli ha diretto la collana Pendragon gLam per Pendragon.
Dal 2020 dirige la collana Black-Out per Booktribù.
Carmine Brancaccio, scrittore e poeta, gli ha dedicato il libro L’era del Moroz- Viaggio nella vita e nella scrittura di Gianluca Morozzi.
Dal 2010 è insegnante di scrittura creativa. Ha tenuto laboratori e workshop lavorando per Canto31, Bottega Finzioni, Scuola Comics, Urban Fabrica.
Come musicista ha partecipato al disco-tributo a Vasco Rossi “Deviazioni” (uscito in allegato al Mucchio Extra), all’album degli Avvoltoi “L’altro dio”, all’album di Enrico Brizzi & Yu Guerra “La vita quotidiana ai tempi di Silvio” e alla compilation “Il natale non è reale”. Ha suonato nei Mesmero, nei Lookout Mama e negli Street Legal. Ha partecipato a uno spettacolo musicato e narrato sulla storia del rock con Moreno Spirogi e Dandy Bestia.
Con Paolo Alberti ha scritto un testo per il disco di Dandy Bestia “Giano”.
Ha condotto con Moreno Spirogi la trasmissione radiofonica “L’era del Moroz” per Radio Fujiko.
Ha interpretato piccole parti nel cortometraggio di Fiorenza Renda e Marzio Casa “Liscio come l’amore” e nel film di Michele Governa ed Emilio Marrese “Il cielo capovolto”.
Dal penultimo capitolo di “Luglio, agosto, settembre nero” è stato tratto l’atto unico teatrale di Emilio Toscana “Nove minuti alla fine del mondo”.
“Le avventure di zio Savoldi” è diventato uno spettacolo teatrale a opera di Umberto Fiorelli.
“Il grande Lando” è diventato uno spettacolo teatrale per la regia di Maria Genovese.
“L’era del porco” è diventato uno spettacolo teatrale a opera di Daniele Paletta.
Da un capitolo de “L’era del porco” è stato tratto il cortometraggio di Luca De Giovanni “Bianco Natale”.
Un altro capitolo de “L’era del porco” appare nel cd “Spartiti”, testimonianza dello spettacolo omonimo di Max Collini e Jukka Reverberi.

Riconoscimenti

– Pandemonio ha vinto il premio Micheluzzi come miglior romanzo grafico dell’anno.
– Nato per rincorrere ha vinto il Premio Writers 2011 di Casa Sanremo.
– Bob Dylan spiegato a una fan di Madonna e dei Queen ha ricevuto la Menzione Speciale al Premio Nabokov 2022.

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