HomeLavoroLicenziamenti, si muove il sindacato bancari

Licenziamenti, si muove il sindacato bancari

La Fabi, il sindacato autonomo dei bancari, è sul piede di guerra e annuncia iniziative di protesta fra cui l’organizzazione di banchetti per la raccolta firme nell’ambito della campagna referendaria a favore dell’abolizione delle modifiche dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori. Il sindacato denuncia in particolare il licenziamento nella giornata di ieri di un lavoratore dipendente. “Alla base del provvedimento – scrive il sindacato – ci sono una serie di contestazioni fondate su elementi puramente indiziari. Durante i colloqui con l’azienda il dipendente ha più volte negato di essere l’autore dei fatti contestati ed in nessuna occasione la banca è stata in grado di fornire prove concrete della sua colpevolezza. Solo il procedimento  giudiziario che seguirà potrà sancire definitivamente chi ha ragione. Il licenziamento, avvenuto in mancanza di una valutazione definitiva in sede di giudizio, è una chiara violazione di qualsiasi minimo principio di diritto. E’ il segno di come l’azienda abbia ritenuto di correre il rischio di una sanzione minima proprio grazie alla recente modifica dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori”.

“Con la normativa precedentemente vigente, – continua il sindacato – la Banca sarebbe stata obbligata a reintegrare il lavoratore nel caso in cui venisse giudicato ingiusto il licenziamento,  ora, l’unico rischio che corre è di pagargli solo pochi mesi di stipendio come risarcimento. Lo ripetiamo. Per la Fabi di Reggio Emilia si tratta di un segnale. Un segnale forte, che deve mettere in serio allarme tutti i lavoratori. Insieme ai licenziamenti per giustificato motivo oggettivo, che si determinano quando un’azienda sostiene di essere in serie difficoltà economiche, ancora più subdoli sono proprio questi licenziamenti. Licenziamenti che  possono ormai essere disposti quasi “a cuor leggero” dai datori di lavoro, ben sapendo che non saranno più obbligate al reintegro del dipendente, al versamento degli stipendi arretrati e dei contributi evasi”.

Per la Fabi il rischio è quindi di vedere nel breve il moltiplicarsi di sanzioni di questo tipo. “Un pericolo particolarmente grave nel lavoro in banca, – conclude la nota – considerando che, l’eccesso di comunicazioni e circolari, sempre più astruse, che quotidianamente arrivano sulla scrivania  reale o “virtuale” dei colleghi bancari induce facilmente all’errore ancor piu’ quando coniugato con i tempi stretti di lavoro e i budget da raggiungere”.

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  • ?nell art 18 non è sparito il reintegro. che fatti sono stati contrstati? era licenziamento disciplinare? spiegate bene per favore