HomeLavoroArticolo 18, la Cgil sul piede di guerra

Articolo 18, la Cgil sul piede di guerra

Anche la Filcams Cgil di Reggio interviene sulla riforma dell’articolo 18.

“Le aziende – si legge in una nota – potranno licenziare per motivi “economici” (cosa già possibile), ma in caso di motivazioni “fasulle” non è più previsto il reintegro, diritto che è stato venduto in cambio di una indennità economica. Anche per licenziamenti disciplinari, in caso di licenziamento illegittimo, non si avrà più il diritto al reintegro, ma sarà un giudice a decidere se un lavoratore, magari con più di 55 anni, potrà tornare in azienda o dovrà accontentarsi di un indennizzo (inferiore a quello previsto precedentemente) sperando poi di trovare un nuovo lavoro. Il diritto al reintegro rimane solo per i licenziamenti discriminatori e il Governo dichiara che questa tutela è stata estesa anche alle aziende sotto i 15 dipendenti, ma la normativa era gia’ così. Quanti datori di lavoro, comunque, scriveranno nella lettera di licenziamento una motivazione discriminatoria?

Per la Cgil “è l’ultimo tassello della totale disgregazione del mondo del lavoro, in aggiunta all’innegabile fatto che tutti i contratti “precari” non vengono cancellati, a partire dal lavoro a chiamata, dall’associazione in partecipazione, ai contratti a progetto, che sono il flagello dei nostri settori”.

“Vista la gravità della situazione la Filcams Cgil di Reggio Emilia, – conclude la nota – in attesa di tutte le iniziative che la Confederazione metterà in campo, appoggerà qualsiasi iniziativa di protesta (fermate di lavoro/assemblee in Sciopero), che le singole rappresentanze sindacali intenderanno mettere in campo per dare un segnale forte di rifiuto nei confronti di un provvedimento che nega la dignità e la libertà dei lavoratori”.

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