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Una scossa alla nostra identità

sismaIl crollo della cattedrale di S.Benedetto patrono d’Europa a Norcia, laddove nacque e si diffuse il monachesimo occidentale, può mobilitare l’ondata irrazionale, a metà tra l’apocalittico ed il millenaristico, che si attribuisce all’imminente nottata di Halloween.

Ma c’è un solo dato certo, da un punto di vista squisitamente scientifico, sulla realtà dei terremoti che stanno distruggendo l’identità comunale del più bel Paese del mondo in fatto di patrimonio artistico; ovvero che non sono prevedibili e molto difficilmente se ne può ricavare una statistica degna di questo nome.

All’attonito cospetto di tragedie umane e culturali come quelle che stanno attraversando l’Italia dal 24 agosto ad oggi, appaiono meno che risibili le baruffe dialettiche sulle piazze mezze piene o mezze vuote dei fautori del sì o di quelli del no al prossimo referendum costituzionale. Saghe strapaesane da webeti incalliti gli schieramenti social pro Trump o pro Hillary.

Per chi ancora non l’avesse capito e fatto suo, oggi la nostra nazione è colpita al suo cuore storico ed allora bisogna stravolgere letteralmente quella scala delle priorità politiche imposta da un’ideologia manutengola (senza particolari distinzioni di colore): bisogna salvare vite umane e quella ricchezza monumentale che il mondo ci invidia.

Ad occhio e croce, dal 1980 ad oggi non tanto o non solo le scosse sismiche ma l’inefficienza parastatale, la dabbenaggine legiferativa e la truffaldineria costruttiva, ne hanno ucciso più del nazifascismo.

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