HomeInterventiUn terremoto che ci appartiene di più

Un terremoto che ci appartiene di più

LAPR0078_MGZOOMQuelle immagini dal terremoto sono entrate nell’anima di tutti gli italiani. Questa volta per fortuna non ci sono vittime umane. Sono morti soltanto i luoghi, i monumenti, le abitazioni, le aziende, tutto il paesaggio. Alle 7,41 di ieri mattina un segno, irrilevante, di quel sommovimento della terra me lo sono trovato anche in casa mia a Reggio Emilia: qualche libro caduto, la lunga oscillazione dei lampadari, obiettivamente niente.

Eppure questo terremoto, anche grazie alla televisione e ai social, ci appartiene più di altri. Ma, soprattutto, ci appartiene il senso di fragilità e di insicurezza per il futuro. Sappiamo che quel buco nel sottosuolo è lungo quanto la penisola, è anche sotto i piedi degli italiani che vivono in case non colpite come le nostre.

La promessa dei nostri governanti di ricostruire tutto ciò che si è abbattuto e di lavorare ancor più sulla prevenzione ci fa piacere, ma non riesce – perché non può – a rassicurarci. Quelle basiliche e quelle chiese sbriciolate ci accorgiamo poi, ancor più oggi, che erano anche nostre e non ci sono più, per sempre.

La notizia bella è che tutte le forze politiche hanno dichiarato di voler lavorare insieme ora per fare ciò che è possibile. Incidentalmente tale impegno servirà anche a svelenire una campagna elettorale referendaria a tratti molto cattiva e volgare.
Speriamo.

Nessun commento

Siamo spiacenti, il modulo di commento è chiuso in questo momento.