HomeInterventiStorie di periferia Il postino (del Governo) suona solo una volta

Storie di periferia
Il postino (del Governo) suona solo una volta

E’ pervenuta stamani al Comune di Reggio Emilia la comunicazione formale – e purtroppo attesa – della Presidenza del Consiglio dei ministri, con la quale si informa che, a seguito del recepimento del decreto ‘Milleproproghe’ di recente convertito il legge, vengono congelati i finanziamenti erogati attraverso il Bando aree urbane e periferie.

Per Reggio Emilia, e in particolare per il quartiere Santa Croce, per una parte importante dell’Area Reggiane e per le numerose organizzazioni e associazioni impegnate con l’Amministrazione comunale nel progetto di rigenerazione e riuso, è un atto di grave e dannosa incoerenza.

Fatto oltremodo grave e paradossale per cittadini, imprese e Amministrazione, è che lo stop ricada – come da noi rimarcato fra l’altro nel corso del Consiglio comunale di ieri – anche sulle opere reggiane per le quali è già stato approvato il progetto esecutivo, i cui lavori erano quindi avviati alla fase di appalto. Tutti i nostri progetti esecutivi infatti sono stati approvati entro i primi giorni dell’agosto scorso.

Tale decisione del governo giallo-verde, per altro, smentisce categoricamente il consigliere comunale 5 Stelle Norberto Vaccari, che nel corso dello stesso Consiglio di ieri aveva affermato il contrario, cercando forse di mettere un argine, un fragilissimo e illusorio argine, a un’iniziativa del suo governo che nuoce gravemente alle comunità locali e alle aree urbane bisognose di riqualificazione.

Restano dunque senza risorse governative, che erano state definite in circa 18 milioni di euro, le riqualificazioni dei Capannoni 15 A/B/C dell’Area Reggiane, la decina di Capannoni e altri spazi in disuso destinati a nuova vita con il ‘Progetto Riuso’ e la riapertura di viale Ramazzini lato passaggio a livello.

I fatti ci confermano che non è vero, per il governo, che gli ‘esecutivi’ approvati vanno avanti. E’ vero il contrario, nella non-logica di un governo che taglia su comunità, persone e città.

A questo punto, l’Amministrazione comunale, chiamata a sopperire a questo grave ‘deficit’ politico e a una visione drammaticamente miope del nuovo governo, procederà su due fronti: il primo è non fermarsi e andare avanti con finanziamenti propri, nella realizzazione dei progetti; il secondo è intraprendere azioni legali opportune e conseguenti, di concerto con Anci-Associazione dei Comuni italiani, impegnata in questa battaglia su scala nazionale. Per questo motivo domani sarò a Roma, all’Anci, per coordinare le azioni legali con gli altri Comuni italiani.

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