HomeInterventiSla: una secchiata d’acqua non lava l’ipocrisia

Sla: una secchiata d’acqua non lava l’ipocrisia

  • Littizzetto

    I “famosi” 100 euro della Littizzetto

    Se negli anni ’70 ci avessero detto che, nel 2014, buona parte delle persone più in vista del pianeta si sarebbero tirati in testa secchiate d’acqua gelata facendosi riprendere, avremmo pensato ad un terribile futuro in cui un virus alieno avesse squagliato, senza incontrate resistenza, il cervello degli esseri umani fino a farne utile compostaggio per qualche pianta assassina. Senza per forza dover cestinare questa ipotesi, che ha i suoi punti di forza nel riconoscimento dei pregi del compostaggio, e la sua flessione nel fatto che alieni che cercassero il cervello sulla Terra sarebbero condannati senza dubbio a morire di fame, prendiamo atto della spiegazione ufficiale del fenomeno: NO, si tratta di una campagna virale (ecco, vedete) per raccogliere fondi per la SLA.

    Se questo vi genera un poco di confusione, bene, anche a noi. Che collegamento possa esserci tra il rischiare una sinusite e un collasso e l’essere vicini ai malati di SLA – a meno che il fine non sia, dopotutto, minare la propria salute per dimostrare solidarietà – è un concetto che può non essere auto evidente; eppure, qualcosa di sensato c’è. Quella tecnica di aggancio tanto ben descritta da Robert Cialdini, il “piede nella porta”, che dice che se una persona ti dà a retta nel fare qualcosa di potenzialmente poco impegnativo, ad una successiva richiesta facilmente ottempererà più volentieri che se non si fosse già impegnato in precedenza: ecco come funziona. “Vuoi tu compiere un atto di autolesionismo?”; alla risposta positiva, sganciare un assegno sarà statisticamente più probabile che se non si fosse già reso ridicolo. Questo, unito al fatto che in quest’epoca ridicola Andy Warhol si sarebbe mangiato le mani per non aver detto “In futuro, ciascuno potrà avere una fama planetaria per 15 secondi”, altro che minuti; in cui si sono talmente dissolti i legami con le comunità da ritenere plausibile e gradevole persino far parte di una catena di imbecilli che si ridicolizzano sul Web; in cui qualche genio del male ha convinto i politici che mostrandosi giovani e ridicoli potranno attrarre una gran massa di voti da tutte quelle persone ridicole che sono ansiose di mostrarsi giovane, ecco, ha generato una massa in movimento capace di riempire quotidiani, rete, canali televisivi e altre cose non così politicamente corrette da poter essere nominate in molte sedi, se non nelle tanto rimpiante osterie di una volta.

    Adesso, voi vi starete chiedendo per quale motivo uno non potrebbe semplicemente fare beneficenza tenendo la cosa per sé, dignitosamente, nel segreto della propria coscienza. Ci piacerebbe poter essere d’accordo, ma anche qui la smentita sarebbe dolorosa: no, bisogna mettere i papabili alla gogna della riprova sociale, perché mettano infine la mano al portafoglio. Ovvero: se l’hanno fatto tutti e tu no, sei un infame e, no, non puoi mangiare il Ringo, non sei della squadra. Di qui solitudine, abbandono e serate tristi a guardare Grey’s Anatomy in casa affondando il cucchiaio nella Viennetta. Se invece vi state chiedendo come mai la Littizzetto abbia donato solo 100 Euro, ebbene: forse l’entità della donazione avrebbe dovuto poter essere segreta, quantomeno. Ma la critica viene quasi sempre da persone che non hanno versato neppure 40 centesimi, che proporzionalmente sarebbe stato lo stesso per un titolare di normale stipendio rispetto a quanto versato dalla matura subrettina. Se infine lo chiedete a noi, ci troverete sempre abbastanza favorevoli all’ipotesi dell’invasione aliena: oppure a quella che vede la gente semplicemente desiderosa di procurarsi godimento tramite un disagio fisico, come già aveva insegnato l’immortale Tafazzi.

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