HomeInterventiSinging in the rain Arriva un’Arca: sarà dell’alleanza?

Singing in the rain
Arriva un’Arca: sarà dell’alleanza?

Abbiamo un’ARCA, è in arrivo il diluvio?

Dopo oltre tre anni di attesa siamo finalmente venuti a conoscenza delle linee guida per la gara europea da cui nascerà la futura società mista pubblico/privata che sarà titolare -non si sa ancora per quanti anni- della gestione del Servizio Idrico Integrato, che si vuole chiamare “ARCA”, un’arca che già dalle quote di ripartizione societaria 60% pubblica e 40% privata non è chiara, dato che per legge basterebbe un 30% privata. Di seguito alcuni quesiti e riflessioni che poniamo agli amministratori locali (ma anche a tutte le forze politiche e sociali) sul documento e sul contesto che lo ha generato.

L’INIZIO: TEMPI. Quali saranno ora i tempi per l’indizione e l’aggiudicazione del bando di gara? In altre parole, l’operazione si concluderà con un nuovo gestore operativo entro le prossime elezioni amministrative o verrà lasciata in eredità a chi verrà dopo, di qualunque giunta e consiglio si tratti?

LA FINE: WAY OUT. A fine affidamento il socio privato dovrà per legge essere liquidato, con una quota da stabilire adesso nel contratto di servizio. Quanto ci costerà?

CANONE.  A quanto ammonterà il canone che Arca dovrà pagare annualmente ad Agac Infrastrutture per le reti?

INADEMPIENZE E REVOCHE. E’ possibile avere fin d’ora maggiori elementi sull’eventuale revoca o sospensione della concessione in caso di inadempienze del socio operativo? o nel caso di un nuovo quadro normativo, magari orientato verso la facilitazione degli affidamenti in house?

PARTECIPAZIONE E DIBATTITO PUBBLICO. Anche dando per buono il principio che “solo” i capitolati di gara e i disciplinari tecnici entreranno nel dettaglio, non vorremmo dover ancora una volta prendere atto di decisioni calate dall’alto e prese altrove, senza la possibilità che sia data piena possibilità di contribuire pubblicamente e in maniera trasparente a questo percorso. Quali sono le possibilità di partecipazione attiva ed effettiva a fatidico Forum Provinciale per l’Acqua (se esiste ancora…) per un confronto, dalla redazione alla valutazione e fino all’approvazione dello Statuto e dei Patti Parasociali che regoleranno i rapporti tra soci pubblici e privati e tra cittadini e gestore?

IL DESTINO DEL TESORO. Nemmeno una menzione sul futuro del cosiddetto “fondo di ripristino beni di terzi” che ammonta a oltre 90 Milioni di Euro, rimarranno vincolati e in pancia alla nuova gestione o diventeranno un tesoretto spartito tra i Sindaci che ne disporranno come più loro aggrada?

UTILI ED EFFICIENZA. Perché nelle linee guida non si parla di reinvestimento degli utili come invece era stato promesso anni fa dai Sindaci?

TARIFFE E SOLIDARIETA’. In un documento politico sulle linee guida forse ci saremmo aspettati anche qualche proposta e innovazione in più sul piano della rimodulazione tariffaria, aspetto di scenario invece totalmente tralasciato.

LAVORO E APPALTI. Il passaggio degli addetti (parliamo di alcune centinaia di lavoratori), le clausole sociali, un eventuale accordo sindacale, la cosiddetta “qualità del lavoro”, le policy sugli appalti (subappalti, infragruppo etc), nel documento si leggono poche cose e abbastanza vaghe, quando invece sarebbero paletti molto importanti per delle linee guida.

SINERGIE. la crisi climatica impone di non vedere più l’acqua del rubinetto slegata dalla gestione della risorsa sul territorio, quindi costruire nuovi rapporti con tutti quegli enti (università, bonifica, regione, autorità di bacino, comunità europea) e soggetti (produttivi, agricoli, civili) per un utilizzo sempre più virtuoso e la salvaguardia della risorsa. Tutto questo è assente nelle linee guida.

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