Buondì buonismo
Mala tempora… (ennesimo monito contro i cattivoni)

Il male maggiore di questi giorni cattivi è rappresentato dal rischio concretissimo che la politica smarrisca il senso della sua missione, senza che la gente se ne renda conto. Qual’è (! – ndr) infatti la missione della politica?

Organizzare la convivenza di un popolo. Con-vivenza significa vivere con gli altri nella pace e nella giustizia, rispettando ognuno l’umanità e la dignità dell’altro. E la politica ha il compito di crearne le condizioni e di proporsi come esempio. Non è buonismo, è Costituzione!

Capisco bene che chi ha votato i due partiti dell’attuale maggioranza volesse segnare una discontinuità con il passato, ma non penso (forse mi illudo) volesse il capovolgimento dei valori che presiedono la tradizione della nostra civiltà democratica. Purtroppo è questo che sta avvenendo. Stiamo vivendo giorni cattivi in cui, infatti, si trasmette l’idea che con la forza e la cattiveria si può costruire un nuovo ordine mondiale, un nuovo modo di essere e di pensare. Insomma una nuova umanità. Il rischio gravissimo è che possano riuscirci, anche perché gli anticorpi rispetto alla cattiveria dilagante tardano a entrare in circolazione. Perfino tra gli uomini e le donne provenienti da una storia di sinistra, perfino tra i cristiani, parte dei quali preferisci stare alla finestra presi da tanti dubbi (“il Vangelo è una cosa, ma la realtà un’altra”) in attesa di vedere gli sviluppi. Lo stesso Trump non scandalizza più neppure quando esce dal Consiglio dell’Onu per i diritti o quando separa i bimbi dai loro genitori, così Orban nemmeno quando cambia la Costituzione per impedire che entrino nel suo paese i rifugiati, neppure Salvini quando ogni giorno ne inventa una per dimostrare che la cattiveria paga.

Dovremo ripartire daccapo con corsi di catechismo e di alfabetizzazione civile, per ragazzi e per adulti.

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