HomeInterventiQuel che posso dirvi sugli integratori alimentari e sul loro curioso e lauto boom

Quel che posso dirvi sugli integratori alimentari e sul loro curioso e lauto boom

Le pareti delle farmacie son coperte da scaffali pieni di prodotti che promettono salute, cariche di energia, bellezza, denti sani e sorriso ammaliante, ricrescita o almeno conservazione della capigliatura e perfino intelligenza. Sul mercato esistono migliaia di diversi tipi di integratori, spesso differenti solo per l’etichetta. Come resistere al loro fascino?

Il prof. Roberto Fieschi, nostro rubrichista e scienziato

E infatti non si resiste. Si valuta che nel mondo oltre un miliardo di persone ricorrano ad alcuni di questi prodotti e che si spendano oltre 200 miliardi di dollari all’anno, certo non in paesi come il Niger o il Bangladesh.

Il posto d’onore spetta agli integratori alimentari: vitamine e minerali vari. Cosa sono?

Sono “i prodotti alimentari destinati ad integrare la comune dieta e che costituiscono una fonte concentrata di sostanze nutritive, quali le vitamine e i minerali, o di altre sostanze aventi un effetto nutritivo o fisiologico, in particolare, ma non in via esclusiva, aminoacidi, acidi grassi essenziali, fibre ed estratti di origine vegetale, sia monocomposti che pluricomposti, in forme predosate” (Direttiva 2002/46/CE, attuata con il decreto legislativo 21 maggio 2004, n.169).

Sono prodotti di libera vendita, commercializzati sia in farmacie e parafarmacie (anche online) che in erboristerie e supermercati.

Le Case produttrici ne alimentano il consumo tramite ampie campagne pubblicitarie. Se cerchiamo in rete troviamo voci del tipo: per dimagrire, rinforzare la memoria, la stitichezza, la caduta dei capelli, fitness, sport, integratori, per anziani, fai il pieno di energia, sonno e relax, e così via.

La loro crescente diffusione si basa sul pregiudizio comune che il cibo di oggi non sia in grado di sopperire al fabbisogno quotidiano di nutrienti e che, quindi, vada integrato.

Prove convincenti sull’efficacia o sul rischio associati all’assunzione di integratori sono difficili, lunghe e costose; sono necessari studi randomizzati condotti su una popolazione ampia per ottenere risultati significativi.

Spesso si hanno informazioni confuse, sulle quali vigila, ad esempio, l’Autorità per la Sicurezza Alimentare Europea, che infatti solo nel marzo 2010 ha bocciato ben 406 slogan salutistici dei 416 analizzati.

Tuttavia nella letteratura scientifica dominano risposte che indicano l’inefficacia della maggior parte dei prodotti in vendita, e in alcuni casi la loro pericolosità.

Alcuni studi sull’efficacia dell’assunzione di alta dosi di integratori multivitaminici hanno dimostrato che i soggetti hanno un rischio leggermente maggiore di sviluppare tumori e malattie cardiovascolari; è questo il caso, ad esempio, degli integratori di selenio e vitamina E.

Diverso è il caso della vitamina D. Nel passato è stata largamente somministrata ai bambini, spesso sotto forma di olio di fegato di merluzzo, per combattere il rachitismo; oggi è assunta per rinforzare le ossa e prevenire le fratture. Si è anche creduto che i suoi benefici si estendessero a ridurre il rischio di altre malattie.

In molti paesi prodotti come latte, formaggio e succhi di frutta vengono arricchiti con vitamina D.

Studi randomizzati recenti, tuttavia, ne mettono in dubbio l’efficacia; inoltre, se assunta ad alto dosaggio, può dar luogo a intossicazioni. In ogni caso, basterebbe mangiare un filetto di salmone ed esporsi alla luce del sole per ricavare la quantità di vitamina necessaria al nostro organismo.

Quando i controlli statali sulle indicazioni salutistiche, sulla sicurezza e sullo stesso contenuto sono carenti, le aziende produttrici sono libere di diffondere informazioni senza fondamento.

In conclusione, riportiamo le indicazioni del prestigioso Istituto Mario Negri. Gli integratori alimentari:

  • è meglio assumere i loro ingredienti per vie naturali, attraverso una dieta equilibrata;
  • chi li usa non migliora il proprio stato di salute.

Questo per me chiude il discorso.

P.S. Quanto sopra non si applica ai carenziati veri e propri, che dovrebbero integrare, ma sotto la guida del medico.

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