Quanta ignoranza sull’energia nucleare

Roberto Fieschi

Alcuni anni fa sono stato invitato a parlare a un folto gruppo di giovani e qualificati economisti. L’argomento da me scelto fu l’energia e più in generale gli scenari energetici. Prima di entrare in argomento ho posto all’uditorio una domanda: “Chi fra di voi conosce la differenza fra il chilowatt e il chilowattora?” Silenzio e imbarazzo generale, solo una mano si alzò, quella di un anziano professore.

Per togliere d’imbarazzo chi ora mi legge, il chilowatt (kW) è una potenza, come il cavallo (Hp o Cv); il motore di una macchina può avere una potenza di 100 chilowatt, una stufetta elettrica di un chilowatt. Il chilowattora (kWh) è un’energia, come la caloria e il Joule; se teniamo accesa per un’ora una stufetta da un kW consumiamo (ossia convertiamo in calore) un kWh di energia elettrica. I kWh consumati sono quelli che paghiamo con la bolletta elettrica. Non è difficile da capire.

La differenza è dunque importante e dovrebbe conoscerla un economista che dovrà occuparsi di fonti di energia, di risparmio energetico, di problemi ambientali. Ma sarebbe utile che la conoscesse anche un normale cittadino. Ignorarla sarebbe come ignorare la differenza fra la velocità e l’accelerazione.

Molti anni fa il Professor Felice Ippolito, segretario dell’allora Comitato Nazionale per l’Energia Nucleare, mi raccontava che nei suoi indispensabili rapporti con il Ministro dell’Industria in carica doveva spendere molti sforzi per fargli capire la differenza fra kW e kWh; quando ben ci era riuscito, il Governo cambiava e si riprendeva da capo con il nuovo Ministro. Un altro ricordo: negli anni Cinquanta, quando si dibatteva sul tipo di reattore nucleare più conveniente, al Ministro Medi un tecnico americano chiese quanto fosse l’arricchimento dell’uranio impiegato nei nostri impianti (l’arricchimento è un parametro essenziale caratteristico delle varie filiere di reattori); il Professor Medi, che oltretutto era un fisico – ma ignorante – rispose candidamente: “Just a bit”.

Probabilmente quei Ministri disponevano di uno staff di collaboratori competenti, quindi la loro ignoranza non ha causato decisioni errate sulla politica energetica del paese. Almeno lo speriamo.

Un altro ricordo. All’inizio degli anni Ottanta, nel pieno delle discussioni pro o contro l’energia nucleare e della corsa agli armamenti nucleari, ho preso la parola ad una riunione del Comitato centrale del Pci; ho esordito dicendo:

Scommetto che la maggior parte di voi conosce il suo segno zodiacale ma non conosce la differenza fra l’uranio 238 e l’uranio 235. Fui accolto da una sonora risata.

Eppure è una differenza importante quando si parla di uranio arricchito per le bombe, di uranio arricchito per i reattori, di uranio impoverito che forse può far danno alla salute.

Insomma, senza qualche nozione di base è difficile orientarsi in un mondo sempre più tecnologico, è difficile valutare in che direzione uno stato deve muoversi per le fonti di energia, quale è il peso delle varie scelte rispetto ai problemi ambientali, quali possono essere i rischi per la salute rispetto alle scelte possibili, se è sicuro mangiare alimenti OGM, e così via.

Non è difficile acquisire alcune nozioni di base per formarsi un’opinione equilibrata onde orientarsi meglio nella nostra società. Per esempio: l’uranio è un metallo pesante, chimicamente tossico, che si trova, come composto, nelle rocce, allo stato naturale, dove è costituito da una mescolanza di uranio 238, l’atomo più pesante, e di uranio 235, l’atomo più leggero (gli atomi di uno stesso elemento che differiscono per il peso si chiamano isotopi, ma questo non ha importanza). Il 238 è l’isotopo più abbondante, contenuto nell’uranio naturale in una concentrazione del 99,3%; è molto debolmente radioattivo (se fosse molto radioattivo, non se ne troverebbe più nella crosta terrestre). L’uranio 235 è un po’ più radioattivo, e infatti ce n’è meno: è presente in una concentrazione dello 0,7%, ossia ogni 993 atomi di uranio 238 ce n’è 7 di 235. Nell’uranio impoverito ce n’è di meno (0,25-0,40%); nell’uranio arricchito ce n’è di più: nell’uranio per la maggior parte dei reattori nucleari circa il 3,0% o più, nelle bombe la concentrazione dell’uranio 235 può essere superiore al 90%. Dunque fin qui proprio non è difficile. Un po’ più complicato sarebbe capire perché la concentrazione dell’isotopo leggero è così importante, perché Ahmadinejad ci tiene tanto ad arricchire il suo uranio naturale, e se davvero vuole arricchirlo fino a concentrazioni utili per costruire le bombe nucleari. Ma per ora non approfondiamo.

Una cautela: nella valutazione dei problemi complessi, come quelli qui accennati, per orientarsi nelle scelte non è sufficiente la conoscenza dei dati di base; infatti sappiamo bene che anche le valutazioni degli esperti spesso divergono. La situazione, rispetto ad alcune scelte pratiche, è ulteriormente complicata dal fatto che i problemi che si intersecano non sono direttamente confrontabili e la scelta dipende in parte da che peso si vuole dare all’uno o all’altro aspetto del problema.

Ad esempio, se si deve decidere se costruire o meno nuovi impianti elettronucleari, la decisione dipende dalla priorità che diamo alla convenienza economica, all’opportunità di diversificare le fonti anche in vista di possibili turbamenti internazionali, alla preoccupazione per i rischi di incidenti, per le scorie radioattive, e alle reazioni emotive della popolazione, alla necessità di ridurre le emissioni di gas serra, eccetera. Per questo in molte scelte pesano gli orientamenti personali e addirittura i preconcetti.

In ogni caso è opportuno avere una conoscenza di base dei parametri significativi, l’ignoranza non è una virtù.

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13 Responses to Quanta ignoranza sull’energia nucleare

  1. Avatar
    Marco 28 Maggio 2011 at 00:01

    Finalmente! E’ il primo articolo che leggo che non usa l’argomento nucleare per fare demagogia! Ho qualche dubbio sul referendum popolare. Seppur si tratti dello strumento politico più vicino al concetto di democrazia, mi chiedo se possa essere efficace in materia di politica energetica. Ci condurrà alla scelta migliore?

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      roberto fieschi 30 Maggio 2011 at 10:31

      Grazie per il commento che mi incoraggia a proseguire.
      Quanto al referendum, anch’io non penso che sia lo strumento per indirizzare con competenza la politica energetica del nostro paese, ma gli umori e i timori dei votanti sono un fatto reale di cui bisogna tener conto.

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    sconsolato 28 Maggio 2011 at 10:12

    Speriamo sia la “prima puntata”: ho l’impresione ci sia bisogno di avere ulteriori “nozioni di base” così bene espresse e alla portata di tutti.
    Un intervento di alto livello: complimenti

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      roberto fieschi 30 Maggio 2011 at 10:32

      Grazie, proseguirò, sforzandomi di scrivere qualcosa di utile e di non annoiarvi

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    diletta 28 Maggio 2011 at 23:26

    ho gradito anche io apprendere da questo bell ‘articolo, scritto con competenza, cose per me confuse e sconosciute. Concordo con Marco, essendo io stessa dubbiosa circa la capacità del cittadino medio di saper valutare quale decisione prendere (se pro o contro il nucleare), data la grande complessità e importanza dell’argomento.
    Confido dunque in successivi e altrettanto chiari articoli che lo approfondiscano per noi lettori.

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      alessandro 29 Maggio 2011 at 22:11

      Purtroppo le catastrofi come quella Giapponese non sono prevedibili in toto ma, anche i Giapponesi nonostante la loro precisione hanno sbagliato e gli interessi privati prevalgono su quelli pubblici. In Italia poi, bisogna mettere in conto, oltre alla disonestà diffusa che porta a costruire ospedali e scuole con il più grande menefreghismo per quanto riguarda la sicurezza, anche le mafie che si sono infiltrate anche nel governo. Mafie che non esiterebbero a costruire una centrale nucleare come gestiscono i rifiuti tossici. Al primo terremoto ci troveremmo facilmente a fare i conti con le radiazioni provenienti da falle nei reattori, nella migliore delle ipotesi. Considerando poi che la prima centrale sarebbe pronta tra non meno di 20 anni, che tecnologie avremo da qui ad allora, con impatti meno devastanti sull’ambiente?
      Alessandro Bonini, ex caposquadra dei vigili del fuoco

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      roberto fieschi 30 Maggio 2011 at 10:40

      Quanto all’utilità del referendum, vedi la risposta a Marco.
      Per una valutazione consapevole, mi picerebbe conoscere dati attendibili sul costo dell’energia elettrica da impianti nucleari, confrontato con il costo da altre fonti primarie e rinnovabili – includendo il costo dello smaltimento delle scorie e del decommissioning degli impianti. Purtroppo trovo solo dati discordanti e non sono abbastanza esperto per valutarli. Mi pare che il costo dalle fonti primarie sia inferiore, ma bisogna tener conto delle proiezioni, in vista dell’assottigliamento delle riserve (a parte il carbone, che abbonda). Problema non semplice.

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      roberto fieschi 30 Maggio 2011 at 10:55

      Quantoall’utilità del referendum, vedi la risposta a Marco.
      Per una valutazione consapevole, mi piacerebbe anche conoscere dati attendibili sul costo dell’energia elettrica da impianti nucleari – includendo il costo del decommisioning degli impianti dismessi – confrontato con il costo da altre fonti primarie e rinnovabili. Purtroppo trovo solo dati discordanti e no sono abbastanza esperto per valutarli. Mi pare certo che oggi il costo dalle fonti fossili sia inferiore, ma bisogna tener conto delle proiezioni, in vista dell’assottigliamento delle riserve (a parte il carbone, che abbonda): problema non semplice.

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        roberto fieschi 30 Maggio 2011 at 10:07

        Le preoccupazioni mi sembrano sensate, ma forse eccessive: gli eventuali costruttori e gestori degli impianti sono ben coscienti dell’enorme danno che imprevidenza, leggerezza o corruzione provocherebbero: O almeno lo spero.

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      roberto fieschi 8 Luglio 2011 at 10:46

      Credo che, a parte altre considerazioni, il nucleare non sia conveniente economicamente

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    diletta 28 Maggio 2011 at 23:27

    si può conoscere la biografia di Fieschi?

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      roberto fieschi 9 Giugno 2011 at 17:14

      Ci ho pensato a lungo perché mi dispiace vantarmi per le cose che ho fatto durante una lunga vita; sono andato in pensione con 56,5 anni di anzianità e do ragione a Renzi il rottamatore.
      Forse sarebbe interessante che scrivessi un curriculum per elencare tutte le situazioni in cui ho fallito e le cose che non sono riuscito a fare; per ora ne indico solo una: non sono riuscito a imparare il wins surf.
      Comunque, ecco un curriculum.

      NATO A Cremona il 22/09/1928
      TITOLI DI STUDIO
      – Laureato in Fisica all’Università di Pavia nel 1950. Ha conseguito il Ph.D in Fisica all’Università di Leida (Paesi Bassi) nel 1955.
      ESPERIENZE PROFESSIONALI
      – Ha tenuto corsi universitari alle Università di Milano, Pavia, Pisa e Genova.
      – Professore ordinario di Struttura della Materia all’Istituto di Fisica dell’Università di Parma dal 1965.
      – Dal 1966 al 1972 ha diretto l’Istituto di Fisica dell’Università di Parma.
      – Dal 1969 al 1976 ha diretto il Laboratorio Materiali Speciali per Elettronica e Magnetismo del Consiglio Nazionale delle Ricerche, curandone all’origine la formazione e lo sviluppo.
      – Dal 1976 al 1980 è stato membro del Comitato Fisica e Vicepresidente del Comitato Tecnologico del Consiglio Nazionale delle Ricerche e membro del Comitato tecnico scientifico del Centro Nazionale per la Ricerca e lo Sviluppo dei Materiali (CNRSM) e dell’Istituto Superiore di Sanità.
      – E’ stato Presidente del Consiglio scientifico dell’Istituto LAMEL del CNR e membro del Comitato tecnico-scientifico di ASTER.
      – Ha fatto parte del Comitato di redazione di alcune riviste internazionali (Solid State Communications, Scientific World, Nous Horitzons.) e nazionali (Giano – Ricerche per la pace, Se – Scienza Esperienza, Rinascita, Problemi della Transizione.
      – Nel 1997 gli è stata conferita dall’Università di Lecce la Laurea Honoris Causa in Ingegneria dei
      Materiali.

      – Nel 1977 gli è stata conferita la “medaglia d’oro” dal Ministro P.I.
      – Negli anni Settanta è stato membro del Comitato centrale del Partito comunista Italiano.
      – Fa parte del Consiglio Nazionale dell’Unione scienziati per il disarmo (USPID). L’interesse per i problemi della sicurezza internazionale e del rischio connesso con la corsa agli armamenti nucleari lo ha spinto a raccogliere negli anni un ricco archivio di articoli, saggi, riviste, che ora può essere messo a disposizione del pubblico.
      – Attualmente è professore emerito all’Università di Parma.

      L’attività scientifica ha toccato vari campi: raggi cosmici, fisica molecolare, termodinamica dei processi irreversibili, meccanica statistica, ma prevalentemente , soprattutto dal 1960, fisica dello stato solido. Essa è documentata da numerose pubblicazioni e da comunicazioni a congressi internazionali. Ha curato la pubblicazione di una Enciclopedia della Fisica (ISEDI) e si è interessato di trasferimento tecnologico, storia dei materiali, Arms control, Struttura della materia, campi in cui ha pubblicato sei libri e numerosi articoli di carattere divulgativo.
      Coautore di vari corsi multimediali su CD-ROM e/o in rete: EDUMAT (Ed. Giunti Multimedia), VIII Prix Leonardo “for the best CD-ROM” e il Premio della Società Italiana di Fisica per la didattica della fisica; “The matter and the form” (International Pirelli Award, 1997); “Dal silicio al computer” (First INTERNational Pirelli Award 2001); “L’ Energia e le sue trasformazioni”; “Archimedes” per la diffusione della cultura scientifica (Convezioni con il MIUR), “La conquista dell’energia” (versione in cinque lingue su finanziamento Unione Europea).

      Realizzazioni effettuate nel campo della didattica della fisica
      Ho editato una Enciclopedia della fisica, a più autori (Ed. ISEDI), pubblicato un testo di Struttura della materia , alcuni libri (*) e molti articoli divulgativi sul trasferimento tecnologico, la storia dei materiali e la fisica della materia.
      Sono coautore di alcuni corsi multimediali su CD ROM e/o Internet (**)- Realizzazioni multimediali di Infmedia s.r.l
      (*)
      Roberto. Fieschi – Dalla pietra al laser (Editori Riuniti, Roma, 1981)
      Roberto. Fieschi – L’ invenzione tecnologica (Il Saggiatore, Milano, 1981)
      Roberto. Fieschi – Albert Einstein (Edizioni Cultura della Pace, S. Domenico di Fiesole, 1987)
      Roberto. Fieschi – Scienza & Guerra (Editori Riuniti, Roma, 1987)
      Roberto. Fieschi – Stati e trasformazioni della materia (La Nuova Italia Scientifica, Roma, 1993)
      Roberto. Fieschi, Claudia Paris De Renzi – Macchine da guerra (Einaudi, Torino, 1995)
      Roberto. Fieschi, Roberto De Renzi – Struttura della materia (La Nuova Italia Scientifica, Roma,
      1995)
      (**)

      “EDUMAT, Dalla Pietra al Microchip” (Ed. Giunti Multimedia) , multimediale sulla storia, la fisica e l’evoluzione dei materiali e le relative tecnologie. CD-Rom contenente centinaia di animazioni, simulazioni interattive ed un vero laboratorio virtuale.

      EDUMAT “ , “The matter and the form” (International Pirelli Award 1997) .

      “Le proprietà fisiche dei materiali ”, corso multimediale su CD-ROM, nell’ambito del Protocollo d’Intesa tra INFM e MIUR, con finanziamento MPI. Sviluppato in collaborazione con 40 insegnanti di licei italiani selezionati con bando nazionale MIUR.

      “Dal Silicio al Computer”, corso multimediale interattivo, per le Scuole Superiori, sulle applicazioni dei materiali semiconduttori. E’ risultato vincitore assoluto del Pirelli Award 2000. Su Web (portale INForMando) e su CD-ROM.

      “La conquista dell’Energia ”, rivolto alla Scuola dell’Obbligo, finanziato all’80% dal MIUR come Progetto Speciale SET. Corso multimediale in rete sulla storia e la scoperta delle fonti di energia, il loro utilizzo, i problemi derivati e le prospettive future. Un multimediale per tutti, con animazioni e giochi interattivi. Su Web (portale INForMando) e su CD-ROM.

      Progetto Archimedes: con la sezione “Grandi Domande”, dove alcuni tra i grandi temi della scienza sono stati sviluppati da esperti del settore in maniera divulgativa e multimediale. Pubblicato sul portale INForMando, o direttamente raggiungibile su http://archimedes.infm.it Avviato anni fa e finanziato da MURST e da INFM.

      Progetto “Energy-Technet”, su fondi della Unione Europea, bando “Raising Public Awareness of Science and Technology – 2003”. Traduzione in inglese e spagnolo e sperimentazione in molte scuole Europee dei corsi multimediali “L’Energia e le sue Trasformazioni” e “Technet”.(http://informando.infm.it/EUprojects ).

      Progetto “Wespa – A Web Portal for Energy and Semiconductors”, su fondi della Unione Europea, bando “Raising Public Awareness of Science and Technology – 2004”. Un portale in 4 lingue europee sull’energia e i semiconduttori, con la versione multilingua dei multimediali “La Conquista dell’Energia”, “L’Energia e le sue Trasformazioni” e “Technet”.(http://informando.infm.it/WESPA). Presentato a molti congressi nazionali ed internazionali e sperimentato in molte scuole, soprattutto in paesi di lingua inglese.

      Pubblicazione sul Journal of Materials Education, vol 29 (2007), p.34: “WESPA”, a multilingual European Project for teaching Energy and Semiconductors concepts using interactive approaches.
      Paolo BUSSEI, Marco BIANUCCI, Roberto FIESCHI, Licia GAMBARELLI, Carlo MANTOVANI and Silvia MERLINO
      Istituto Nazionale per la Fisica della Materia (CNR-INFM) – Parma Research Unit
      c/o Physics Department, viale delle Scienze, 7/A

      Ultimamente, con Infmedia Srl, ha preparato per la Società Italiana di Fisica un DVD sulla scienza dei materiali e uno sui semiconduttori,
      ha preparato, in collaborazione, i testi per un museo su Archimede che si realizzerà a Siracusa (due comunicazioni al congresso Research, Reflections and Innivations in integratine ICT education, Lisbona, aprile 2009),
      e un nuovo multimediale “Luce,visione, colore”

      E’ un po’ lungo, se siete interessati ai nostri CD ROM fatemelo sapere che ve li mando.

  5. Avatar
    Aliquis 9 Dicembre 2012 at 09:23

    Ma, io credo che il nucleare sia dannoso a prescindere, e lo dico
    senza bisogno di conoscere la differenza tra khilowatt e khilowattora.
    Non credo che, per giudicare queste cose, sia necessario conoscere
    ogni minimo particolare. Sarebbe come se, per decidere se abbattere o
    meno un’ edificio abusivo, si dovesse conoscere di che colore è la carta da
    parati con cui sono state decorate le sue pareti interne…….
    Come diceva il mio amico Isaac Asimov, per apprezzare una sinfonia o un
    quadro non è necessario saper ricreare un’ opera di uguale valore. Penso che nel caso del nucleare bastino e avanzino le tragiche, purtroppo, esperienze che si sono avute, oltre all’ intuizione (per dirla con Spinoza) di quello che è, nella sua
    essenza, l’energia nucleare. La forza contenuta nel nucleo atomico è troppo
    intima e troppo forte, troppo invasiva e persistente, per conciliarla con la vita
    biologica. Credo che i nuclearisti siano davvero un’ esempio di scientismo.
    Per quanto riguarda i referendum, io già da tempo non li ritengo uno strumento
    di democrazia, perchè possono servire benissimo ai potenti per manipolare
    il popolo. Ma nel caso specifico del nucleare non è stato così. E’ stato giusto votare no al nucleare.