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Profumo di fotovoltaico: note a margine

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Irriverente e non condivisibile vignetta profumica

Quando il presidente Iren Francesco Profumo arriva nella sede Iren di via Nubi di Magellano, il primo cui va incontro al parco desco di giornalisti, tecnici e amministratori in attesa della liturgia della conferenza stampa è Mimmo Spadoni, il vero sindaco reggente di Reggio (il vicario ufficiale è Ugo Ferrari). Nonché l’uomo forte dell’amministrazione nella multiutility, coi contatti giusti e un certo peso da spendere. Adesso che Delrio è a Roma a rifare l’Italia col Rottamatore, tocca all’ex assessore del Centro storico tenere le relazioni con Andrea Viero. Profumo, che da lì a poco avrebbe esibito gongolando una bella biro della Juve a Cesare Beggi ex sindaco di Quattro Castella oggi a contratto con Iren, incede con quella inscalfibile faccia da sfinge che l’ha reso famoso nonché impermeabile alle critiche anche più accese.

Attorno al tavolo con erbazzoni e tartine, sgambettano un discreto numero di sindaci amici, perlopiù ex margheritini fino a ieri assai incazzati per i ridicoli dividendi distribuiti dal colosso dei servizi ed oggi più sereni grazie al progetto di impiantare il fotovoltaico su 100 edifici pubblici dei comuni da loro amministrati. Tra tutti spiccano Gianmaria Manghi di Poviglio, trombato al giro di boa della segreteria provinciale a favore di Andrea Costa di Luzzara (pure lui presente), Massimo Gazza di Boretto, super attivista facebook e Mauro Bigi di Vezzano (ex Manodori) cui facciamo notare il fattaccio dei presunti fantasmi in canonica così come riportato in prima dalla Gazzetta, episodio da lui non ancora preso in esame.

Grottescamente il progetto reca il poco creativo slogan “Da domani splende il sole”; grottescamente (o forse con involontario sentimento escatologico) perché una buona fetta degli impianti serviranno direttamente i camposanti dei paesi. Da quelle cimiteriali parti della luce artificiale o naturale che sia se ne fanno ben poco. Comunque l’iniziativa è lodevole e servirà a risparmiare un bel pacco di energia (quindi di soldi) e a contenere una buona dose di inquinamento. Oltre a creare posti di lavoro e altro ancora. Ai dietrologi post apocalittici che si lamentano del fatto che le aziende coinvolte nel partenariato pubblico-privato siano ben fisse nell’agende dei soliti noti, rammentiamo che Reggio è piccola e sarebbe bastato dare un’occhiata ai movimenti interpersonali chiamiamoli così dei protagonisti della giornata primaverile in via Nubi di Magellano per capire, semplicemente ed umanamente, come gli affari nascano spesso attorno a un tavolo imbandito o nei salotti mondani o nelle terrazze brillanti. Che male c’è?

A proposito di Profumo: paranoici siti di informazione danno il super presidente avvinto da forti tentazioni per la poltrona di Telecom: motivo principale, lo stipendio troppo basso percepito ad Iren (oltre i 350mila euro annui) e le visioni poco strategiche del gruppo rispetto alle ambizioni dell’ex ministro montiano dell’Istruzione. Abbiamo anche provato a chiederglielo ma non abbiamo capito la risposta. Le sfingi d’altronde non sentenziano con chiarezza. Vanno interpretate.

N.B

Qualcuno potrebbe eccepire sull’utilità del presente intervento. Ha perfettamente ragione.

 

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    Cos’è sta minchiata d’articolo? Piuttosto leggete Pennarara su tutto quanto fa fuffologia se volete imparare l’arte della sopravvivenza…