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Permessi provvisori per i rifugiati

Del problema dei migranti da qualche giorno si parla meno, perchè coperto da altre notizie buone (papa Francesco negli USA) e cattive (Volkswagen), ma è ancora lì tutto intero. Oggi su L’Unità Luigi Manconi ripropone il tema dei corridoi umanitari che personalmente condivido, poiché può essere applicato già oggi a quanti scappano da zone di guerra. Ma sappiamo che il tema è più vasto e riguarda anche quanti scappano da zone di fame che il Papa propone di considerare a tutti gli effetti del diritto internazionale “rifugiati”.

Poiché la questione ci accompagnerà inevitabilmente per lunghi anni, mi pare che debba essere affrontata. Mauro Bigi ha avanzato una proposta interessante che forse approccia una prima possibile risposta efficace e di valore umanitario: concedere dei permessi provvisori (tre, sei mesi) a quanti presentandosi a un consolato del paese in cui essi vogliono andare si impegnano a rientrare nel paese di origine qualora in quel periodo provvisorio non fossero riusciti a stipulare un contratto di lavoro, depositando presso il Consolato medesimo, a mo’ di caparra, una somma pari al costo del biglietto aereo per il ritorno.

In tal modo si bypasserebbe la criminalità dei commercianti di esseri umani e si eviterebbe l’inumanità di un viaggio a rischio della vita. Il governo italiano potrebbe avanzare la proposta in sede ONU e UE .

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