HomeDalla parte sbagliataLo stupore, la bellezza e la vergogna

Lo stupore, la bellezza e la vergogna

Lo stupore, l'amore e la vergogna“La sorpresa, lo stupore sono una parte essenziale e la caratteristica della bellezza”. Vorremmo dare ragione a Baudelaire. Ma sì, in fondo forse è proprio così. Forse davvero la sorpresa e lo stupore che la nostra Nazione ci riserva quotidianamente con le sue mirabolanti storie degne del miglior repertorio della commedia dell’arte e le sue magre figure internazionali sono davvero parte inestricabile della sua bellezza.

Credetemi, vorremmo dargli ragione. Vorremmo ma non ci riusciamo.

Da 516 giorni due militari, due marò sono nelle mani di un paese nemico. I “cagoia” hanno pianto in Parlamento, si sono accusati, hanno ulteriormente colorato l’ignobile figura già rimediata dal nostro Paese e poi…e poi nulla: continua lo stato di prigionia, continua la palese lacuna nella normativa di riferimento che ha consentito (e consente) ad un comandante di nave civile di disporre della sorte di un equipaggio militare; insomma, continua la vergogna della Repubblica.

Non bastava aver sparato sui nostri soldi in Libia, ora proviamo pure l’ebbrezza kazaka. Forse stavolta la sorpresa non ci sarà davvero (così come la bellezza): in un colpo solo, vedrete, riusciremo nell’impresa di aver subito proni un’ingerenza (mai vista) di un Paese straniero e di perdere i nostri (lucrosi) affari nello Stato orientale.

Sì, mi sono stupito (e stupirsi è sempre un’emozione intima che – ben detto – di raro si dovrebbe esternare). Mi sono stupito nel vedermi rimpiangere – proprio io misero conservatore – Bettino Craxi. Penso al caso Snowden e mi chiedo, ricordando i VAM ed i Carabinieri a Sigonella, se il nostro Paese debba continuare a rimanere prostrato agli interessi d’oltre Atlantico, se debba stare in silenzio – senza sollevare con determinazione la cosiddetta eccezione culturale – nel negoziare i rapporti commerciali con gli Stati Uniti.

Leggo (a fatica, vista la penuria di attenzione volutamente prestata dagli organi di stampa di regime) del generale Mori assolto; non mi stupisco che sull’onore di un servitore dello Stato si siano costruite carriere politiche e forensi, che parvenues locali si siano giocati a dadi le stellette della sua divisa.

Ho imparato con sorpresa che per il PEW Forum l’Italia dal 2007 al 2013 è il quarto paese al mondo per maggiori aperture verso l’omosessualità: se serviva una certificazione internazionale dell’inutilità delle leggi moraliste in corso di discussione l’abbiamo prontamente ricevuta. A dimostrazione di come rispetto della persona, delle diversità ed educazione non si possano certo ottenere con norme salottiere.

Immagino che lo stupore ora sia invece tutto del (malcapitato) lettore (e dell’editore) che non ha ancora letto due righe, una mezza parola mezza su Mr. B.

Le forche caudine del Palazzaccio si avvicinano, è noto.

Molti pensano che questo sarà l’epilogo del Cavaliere. Non lo so. Non mi interessa.

Già, forse davvero la bellezza sta proprio nello stupore, nel sorprendersi come un amante tradito ancora maledettamente innamorati di questa Italia, nonostante tutto, nonostante la vergogna della sua Repubblica.

Alessandro Nironi Ferraroni

 

 

Ultimi commenti

  • Lo stupore deriva dall’ ingenuità, e, come diceva il Pascoli nel “Fanciullino”, non bisogna mai smettere di stupirsi e di guardare il mondo con occhi semplici e “ingenui”; ma l’ ingenuità ” pericolosa” dimostrata dal nostro Paese nella vicenda marò mostra come sia urgente porre rimedio ad un problema di rilievo con ripercussioni sulla vita di due uomini, sulle loro sfere familiari, nonché sugli equilibri economici e politici mondiali.
    Articolo interessante ed esaustivo che denuncia la carenza normativa impositiva in merito alla fattispecie esaminata. Impegno e coraggio devono guidare il Paese verso orizzonti di pace e stabilità, rispetto e legalità, logiche economiche e morali.

  • ” I parvenues locali si siano giocati a dadi le stellette della sua divisa” è un’immagine molto romanzesca, al di là della citazione evangelica. Comunque articolo interessante, sai che io, pur non essendo della tua parte politica, al prestigio della Nazione ci tengo. Ora invece siamo ad un punto tale di sputtanamento (visto che anch’io provo a scrivere come Il Foglio?) del buon senso per accondiscendere alle oligarchie finanziarie, che la ragion di stato precipita nell’oblio.