HomeInterventiL’eutanasia delle Fiere procede spedita

L’eutanasia delle Fiere procede spedita

E’ stato un onore e un piacere organizzare questa manifestazione nella Città di Reggio Emilia, ospitale e funzionale quanto il suo prestigioso quartiere fieristico. Dal 1999 ho avuto il privilegio di collaborare alla realizzazione della più importante manifestazione equestre d’Europa…Purtroppo le fiere di Reggio E. sono state abbandonate ad un destino immeritato e dal 2016 non sarà più possibile ospitare questa straordinaria kermesse nella Città….”. Il Salone del Cavallo Americano se ne va e con lui i 50.000 visitatori, le centinaia di espositori, i 1300 cavalli, quel clima da far west che per alcuni giorni trasforma la nostra città nella capitale europea di un popolo di appassionati che, oltre alla loro passione ed al loro grande entusiasmo, portano a Reggio ricchezza, lavoro, simpatia, amicizia, notorietà. La ruota del tempo procede spedita ed inesorabili le conseguenze piombano sulla nostra comunità, cancellando opportunità di lavoro ed occasioni per arricchire culturalmente, socialmente ed economicamente la nostra città.

Abbandona il Cavallo, si apprestano a lasciare la Canina ed il Camer, l’Ornitologica sta impostando il suo ultimo catalogo. Il 76°, quello dell’addio. Se ne vanno circa 120.000 visitatori, oltre 10.000 espositori, migliaia di ore di lavoro per gli allestimenti e la comunicazione. Se ne vanno centinaia di soggiorni presso la nostra ospitalità, in hotel e bed & breakfast, chilometri di viaggi in taxi, migliaia di pranzi, cene, pizze, che fanno felici i graditi ospiti ed imprenditori e lavoratori che ne beneficiano.

Se ne va un pezzo di storia della nostra città, che ha contribuito alla ricostruzione del dopoguerra. E con essa viene smantellata un pezzo di economia e sostituito da sacche di povertà e disoccupazione.

Qualcuno si preoccupa di questi effetti nel momento in cui la disoccupazione ha raggiunto dati choccanti nella nostra provincia: 69.800 umani (il 13 per cento della popolazione) in difficoltà col posto di lavoro? Qualcuno ha forse un guizzo di riflessione nell’apprendere che “un miliardo di euro è stato speso in provincia, tra il 2007 ed il 2013, per formare 10.500 reggiani, poi costretti ad emigrare”, oppure che il reddito medio delle famiglie è oggi pari a quello del 2004? O se le sofferenze bancarie dei reggiani sono aumentate del 313 per cento (428 quello delle imprese) in 5 anni?

La chiusura delle fiere aggiungerà centinaia di disoccupati e di sofferenze bancarie a questi dati, catastrofici non solo sul piano statistico ma soprattutto umano.

Sindaco, presidente provincia, di camera commercio, delle varie organizzazioni degli imprenditori: silenzio totale. Ma se la difesa del posto di lavoro non è compito loro, di chi è compito? La gestione (loro e delle banche) ha prodotto debiti clamorosi con Sofiser e costruito testardamente la chiusura della incolpevole gestione fieristica (con nuovi danni e disoccupati) ed ora non ne rispondono alla città?

Anche il silenzio è una risposta. Ed autorizza a pensare anche tutto il male possibile.

Nessun commento

Siamo spiacenti, il modulo di commento è chiuso in questo momento.