HomeInterventiLa tassa sulla prima casa secondo Castagnetti

La tassa sulla prima casa secondo Castagnetti

Pierluigi Castagnetti, ex presidente della Camera

Pierluigi Castagnetti, ex presidente della Camera

Le tasse sulla prima (prima) casa devono essere eliminate per tutti? Di primo acchito direi di no. I benestanti, i ricchi, possono continuare a pagarle senza problemi. I proprietari di ville, villonze, castelli pure. Epperò. La casa (prima) non è un bene da reddito, ma un bene strumentale, che serve ad ospitare e “coltivare” la famiglia, è la precondizione per affermare gli altri diritti di cittadinanza. È così per tutti, ricchi e poveri (salvo il fatto, ahimè, che non tutti ce l’hanno). È giusto che i ricchi paghino più tasse in modo progressivo, come dice la Costituzione, ma allora si utilizzino le aliquote applicate ai redditi le quali potranno ancorarsi – come segnalatori di ricchezza – anche alle proprietà di beni mobili e immobili di lusso. Ma la prima casa è giusto che venga considerata per quello che è, un bene necessario per la vita. (Riconosco che questa concezione dei diritti è piuttosto “latina”, in altre parti del mondo, dove si è affermata una certa mobilità, la casa si preferisce affittarla che comprarla, ma il principio vale ugualmente: non si tassano i luoghi di normale abitazione, qualunque sia il titolo e il modo).

Ultimi commenti

  • Non ha senso. La prima casa di un povero cristo che l’ha comprata sudando sangue non può essere paragonata alla villa di uno che magari ha anche altre case.

  • Ipocrisia